Auto: verso l’obbligo di avere un domicilio digitale Pec

È nella nuova riforma del Codice della Strada

Auto: verso l’obbligo di avere un domicilio digitale Pec

Il nuovo Codice della Strada, se arriverà l’approvazione, porterà una rivoluzione digitale per tutti i proprietari di un’auto, di una moto o comunque di un veicolo a motore: l’obbligo di avere un domicilio digitale, cioè quella che più comunemente è chiamata Pec (posta elettronica certificata). Un cambio epocale nell’ambito della digitalizzazione della pubblica amministrazione, che porterà delle novità importanti per la gestione del proprio veicolo.

Obbligo per chi acquista un’auto nuova

L’obbligo di fornire un indirizzo Pec sarà immediato per chi acquisterà un’auto nuova. Infatti, l’indirizzo digitale sarà una delle condizioni necessarie per il rilascio della carta di circolazione e della targa. Senza una di esse, ovviamente, non sarà possibile immatricolare la nuova vettura e, di conseguenza, non avrà la possibilità di circolare.

Più tempo per chi ha già un’auto

Un po’ più di tempo, invece, sarà concesso a chi possiede già un’auto. Ma l’obbligo scatterà comunque. Infatti, la Pec sarà necessaria per poter effettuare la revisione della vettura. Quest’ultima scatta per la prima volta quattro anni dopo l’immatricolazione ed ogni due anni successivamente. Quindi, prima o poi, tutti i proprietari di un veicolo si dovranno adeguare.

Per chi acquista un’auto usata o estera

Sarà obbligatoria la Pec anche per chi acquisterà un’auto usata. Questo indirizzo digitale farà parte dei dati da dover fornire, oltre a quelli personali, per poter ottenere il trasferimento di proprietà. Quindi sia il venditore sia l’acquirente dovrebbero avere una Pec attiva al momento del passaggio: il venditore per chiudere la propria posizione, l’acquirente per aprirla. Inoltre, diventerà obbligatoria anche per aggiornare la carta di circolazione, per la nazionalizzazione o per reimmatricolare il veicolo, anche in seguito al furto o allo smarrimento della targa.

All’obbligo non si sottrarrà nemmeno alle vetture immatricolate all’estero, ma utilizzate da persona residenti in Italia. Infatti, secondo la nuova normativa, per l’iscrizione al Reve (il registro dei veicoli esteri) sarà necessario indicare un domicilio digitale. Insomma, entro al massimo quattro anni, tutti gli automobilisti saranno dotati di una mail Pec.

Anche un indirizzo diverso

L’indirizzo digitale dovrà restare attivo per tutto il periodo in cui si conserva la proprietà del veicolo, anche se non dovrà essere necessariamente lo stesso.

Il rinnovo della Pec

La Pec non è come una comune mail, ma è certificata e necessita di rinnovo, solitamente annuale. Ed ha un costo, di media, compreso tra i 5 ed i 15 euro all’anno. In caso di mancato rinnovo, l’indirizzo scade. Di conseguenza, gli automobilisti dovranno stare attenti a rinnovare la Pec, altrimenti si troverebbero ‘fuori legge’ per quando dovranno fare l’operazione successiva.

I possibili problemi

Se da una parte, l’utilizzo della Pec renderebbe presumibilmente più veloci le pratiche e potrebbe poi essere utilizzata anche per altro, come ad esempio l’invio delle multe (anche se questa parte già alcuni comuni lo fanno con chi è titolare di un domicilio digitale), dall’altra non manca qualche problema. Innanzitutto, ci sono molti automobilisti italiani che si appoggiano ad agenzie, concessionari o all’ACI per sbrigare le pratiche. Se l’obbligo di Pec, come pare, è del proprietario, resta da capire come potranno gli intermediari operare per conto del cliente.

Inoltre, essendo un obbligo che si estenderà a tutti i proprietari di un veicolo entro i prossimi anni, ci sono tanti automobilisti, soprattutto più anziani, che non hanno alcuna familiarità con il digitale. Magari non hanno mai avuto un indirizzo mail o sono in zone dove la connessione internet è molto scarsa. Potrebbe diventare un passaggio molto complicato per loro e, secondo il testo attualmente prodotto, non sembrano esserci assistenza o deroghe per queste categorie.

Il termine del 13 settembre

Questo obbligo, così come tutte le novità previste nel rinnovato Codice della Strada, non è ancora sicuro o ufficiale, visto che per ora è un testo in fase di consultazione. Infatti, le associazioni di settore avranno tempo fino al 13 settembre per inviare osservazioni e controproposte al Ministero dei Trasporti, prima di un’eventuale approvazione dell’aggiornamento.

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