Baia Atlantica 84: la prova dell’iconico yacht di 24 metri

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Baia Atlantica 84: la prova dell’iconico yacht di 24 metri

Sappiamo che l’età media dei fortunati possessori di grandi yacht sta scendendo. Alcuni sono sportivi, molti campioni del motorsport, e forse questa barca è dedicata proprio a loro. Però un momento, io non sono giovane, però la sceglierei. Questa è una barca fatta per chi ama correre, è Baia Atlantica 84. Cantieri di Baia ha scritto pagine importanti nella storia del diporto con yacht fuori dagli schemi, grandi, audaci, veloci. Il cantiere non costruisce più a Baia, nei pressi di Napoli dove venne fondato nel 1961, gli yacht ora vengono prodotti in moderne strutture tra Viareggio e Pisa. Anche la proprietà è cambiata, ma il DNA è rimasto il medesimo di sempre. Basta osservarla per capire che oggi ci divertiremo.

Ma non si tratta solo di farla correre, bisogna che sia solida, sicura, e a tale proposito vi segnalo che è costruita secondo i dettami della categoria CEA. La più severa per le imbarcazioni da diporto, e che per realizzarla hanno utilizzato materiali di eccellenza: scafo in resina vinilestre infusa sottovuoto, coperta, tuga e ponte superiore di carbonio. Ciò vuol dire che in acqua abbiamo una struttura durevole e resistente e sopra abbiamo robustezza e leggerezza. Cosa significa non avere peso sopra il piano di coperta? Certo, prestazioni, d’accordo, ma soprattutto stabilità, facilità di controllo per poter correre.

Le caratteristiche

Baia Atlantica 84: la prova dell'iconico yacht di 24 metri

Mi piace lo slancio del dritto di prua che mi ricorda i motoscafi sportivi da corsa, l’opposto delle prue verticali da barca dislocante. Le vetrate sono una parte importante del progetto architettonico, ma anche della funzionalità di questo yacht. Quelle che corrono lungo lo scafo celano dietro di loro finestre e oblò. Quelle della tuga, immense, catturano l’attenzione e ne definiscono il carattere. Quelle che delimitano lateralmente il pozzetto lo proteggono dal vento che, viste le velocità, altrimenti sarebbe molto forte. Le aperture della falchetta a metà scafo sono un altro tratto distintivo. Avrete già notato che c’è anche un ponte superiore, nascosto nella vista dal fianco per non interferire con il profilo sportivo. È un’oasi di pace e riservatezza, dedicata solo al relax.

Anche il ponte di coperta privilegia la vita all’aria aperta tra bagni di sole e di mare. A prua ci sono due solarium separati dal corridoio che conduce all’area tecnica di manovra. Con il passaggio centrale si ottimizza lo spazio. Per la convivialità e gli aperitivi, c’è il divano e un tavolino che diventa tavolo da pranzo applicando un piano di carbonio. Guardate l’area tecnica di manovra a prua come è ben organizzata e ampia, e poi separata dalla zona ospiti che è su un altro livello. Il pozzetto, largo più di 6 metri perché non ci sono i passaggi laterali, ha un arredamento particolare. Oltre all’immancabile prendisole affacciato sul mare e dotato di appoggiatesta che ricordano le calandre di vecchie auto sportive, abbiamo due divani posti a ridosso della tuga e protetti dall’aria per sdraiarsi qui anche in navigazione ad ammirare la spettacolare scia sollevata dalle eliche di superficie. La plancia poppiera ospita una pratica seduta e un meccanismo che permette di scendere e risalire dall’acqua di alare e varare il tender e la moto d’acqua e di salire e scendere dalla banchina. Nel garage, il tender diesel Jet William 415, molto grande per un 24 metri.

Baia Atlantica 84: la prova dell'iconico yacht di 24 metri

È il momento di entrare e lo facciamo attraverso un’enorme apertura che ci fa sentire a contatto con il mare e l’ambiente esterno anche quando ci accomodiamo nel salone. In questa zona, ritroviamo la perfetta simmetria che abbiamo visto in tutte le aree esterne, un concetto stilistico che enfatizza la bellezza e il piacere, perché tutto ciò che è speculare ci appartiene e ci dà inconsapevolmente benessere, un benessere che cresce con la vista aperta sul mare. Sono essenziali i supporti dei tavolini, è minimale anche la scala di carbonio che conduce al fly. Sono di minima altezza gli elementi di arredo. Difficile provare una sensazione di spaziosità così elevata in un ambiente di questa dimensione. In corrispondenza delle porte laterali, molto grandi, possiamo trovare un cocktail bar come questo oppure un tavolo da pranzo più formale.

La simmetria ci accompagna anche sotto coperta con due scale ai lati della timoneria. Una conduce a un’area equipaggio da superyacht: cucina con tavolo da pranzo, grande frigorifero, grande bagno e 4 cuccette in 2 cabine. Quattro membri di equipaggio su un 24 metri sono molti, ma chi sceglie una barca di questa tipologia probabilmente è abituato a uno stile di vita molto speciale. Ora scendiamo nella zona ospiti. Questa è la cabina armatoriale ed è molto riservata perché hanno interposto tra questa suite e le altre cabine due bagni qui dietro. Le vetrate grandi ci portano sul mare. Qui però alla simmetria hanno preferito la comodità e così con il letto decentrato si riesce ad avere uno spazio più ampio e sgombro davanti al divano. Poi ci sono la cabina armadio e il bagno con rivestimenti di Corian e marmo. Abbiamo poi altre 3 cabine, una con letto matrimoniale, la VIP a prua, indubbiamente spaziosa, le altre due con 2 letti singoli e pullman bed per utilizzare questo yacht per il charter, con 10 posti letto. Tutte le cabine hanno il bagno ensuite.

La prova

Baia Atlantica 84: la prova dell'iconico yacht di 24 metri

Capisco che qualcuno di voi, guardandomi qui adesso al comando di questo Baia Atlantica 84, potrebbe provare invidia nei miei confronti. Ebbene, anch’io provo un po’ di invidia, ma non nei confronti di chi sarà il fortunato possessore, piuttosto nei confronti di chi la piloterà, una simile meraviglia. Non vorreste anche voi essere al comando, avere davanti questa plancia integrata della Böning da 48 pollici dove sono riepilogate tutte le funzioni, tutti i controlli, con una strumentazione che è al top di gamma. E non vi ho ancora parlato dell’impianto propulsivo: 2 motori diesel MTU 16V 2000 M96L da 2.600 cavalli ciascuno con trasmissioni trimmabili e brandeggiabili Arneson, modello ASD15, ed eliche di superficie Rolla, insomma il meglio.

Ora sappiamo che con un equipaggiamento di questo tipo spesso qualcuno è in difficoltà a controllare il proprio yacht perché le propulsioni di superficie richiedono una certa abilità nel gestire l’inclinazione degli assi e poi la regolazione dei flap o degli interceptor, a seconda di cosa è installato. Ma guardate cosa sto facendo: nulla. Sto solo muovendo le manette, sto solo accelerando. La barca è in assetto a qualsiasi andatura, anche a quelle più basse. Un progetto e una costruzione che francamente mi sorprendono. 16 nodi di velocità. Guardate, abbiamo staccato la scia, stiamo per planare. Quando cerchi uno yacht di questa tipologia, con queste prestazioni, vuoi che sia costruito al meglio. Abbiamo già visto i materiali utilizzati, adesso voglio farvi notare le prese che portano aria in sala macchine. Sono gigantesche, enormi, a favore di vento, perché dobbiamo dare tanto ossigeno ai motori, non soltanto per rinfrescarli, ma proprio perché sono voraci. Di aria con i loro tanti cilindri e con la loro enorme cilindrata.

Navighiamo a 30 nodi, il consumo di carburante in questo momento è di 500 litri ora. Elevato sì, ma anche la velocità è alta. Ho continuato a navigare semplicemente toccando le manette, lasciando in funzione l’Auto Trim di Xenta che ha regolato gli interceptor in una maniera perfetta, esemplare. Ancora gas. Le barche veloci, fatte bene, navigano sempre meglio più forte vai. Siamo a 36 nodi, assetto sempre perfetto. La proviamo in virata. Guardate la rapidità, sbandata eccezionale. Notevole, ma serve per farci compiere un raggio, un’evoluzione molto stretta. Buttiamo giù di qua, abbiamo la scia sulla falchetta, stupenda, emozionante. E adesso torniamo in rotta verso il sole e mettiamo un po’ più avanti le manette. Tenendo sotto controllo l’indicatore che ci dice il carico dei motori, cerchiamo di rimanere intorno all’85-90% per una velocità di crociera elevata. Ho tolto l’Auto Trim, voglio essere io a regolare le trasmissioni, e adesso le alzo, le alzo un po’ di più rispetto a quello che ha fatto il sistema automatico. 42 nodi di velocità di crociera e adesso la massima. È impressionante, è favolosa, è incredibile come a questa velocità riesca ancora a essere così brillante, così scattante e a proiettarci sino alla massima di 52 nodi. Era già un po’ di tempo che non provavo una barca così grande e così veloce, era già molto tempo che non provavo un Baia e sono rimasto soddisfatto, molto soddisfatto.

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