Benzina e diesel fuori controllo: cosa c’è dietro i rincari? Salvini convoca le compagnie petrolifere

Il sospetto di pratiche speculative sul caro carburanti che pesa sempre di più sulle tasche degli italiani

Benzina e diesel fuori controllo: cosa c’è dietro i rincari? Salvini convoca le compagnie petrolifere

La questione del caro carburanti continua ad essere uno dei temi più caldi di questi giorni, con gli automobilisti italiani che ormai da un paio di settimane devono fare i conti con l’impennata dei prezzi di benzina e diesel. A poco più di due settimane dall’attacco all’Iran e con lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale della logistica per un quinto del petrolio mondiale, quasi completamente bloccato, si cercano contromisure per porre un freno alla vertiginosa salita dei prezzi alla pompa, con la benzina in modalità self che ha abbondantemente superato 1,82 euro al litro ed il gasolio che continua ad attestarsi stabilmente oltre i 2,05 euro al litro.

Il ministro Salvini convoca le compagnie petrolifere

Da più parti ci sono sospetti di pratiche speculative sui rincari subiti dai carburanti in queste ultime due settimane, con un incremento dei prezzi ritenuto ingiustificato. Per vederci chiaro sulla questione il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini ha convocato le compagnie petrolifere, con l’obiettivo di scongiurare rialzi dei prezzi dei carburanti che non siano direttamente correlati al conflitto che sta attanagliando il Medio Oriente.

Il governo frena sull’ipotesi di un taglio delle accise

Gli effetti dei rincari di benzina e diesel sulle tasche di milioni di famiglie e imprese italiane inizia già a farsi sentire, e rischia di aggravarsi ulteriormente nelle prossime settimane se la situazione della guerra mediorientale dovesse prolungarsi ancora a lungo. Per tale motivo, come sottolineato dal Codacons, bisogna intervenire immediatamente, con l’associazione dei consumatori che ha sollecitato il governo ad andare oltre i tavoli di confronto, agendo subito e in modo concreto attraverso un immediato taglio delle accise. Su tale proposta però il governo per il momento frena, attraverso le parole del ministro Urso che ha affermato come l’esecutivo “monitori con attenzione” l’evolversi della situazione e ricordando come il taglio delle accise nel 2022 (quando la verde era andato oltre 2,5 euro al litro) si sia rivelato particolarmente oneroso per le casse dello Stato e di efficacia limitata.

Prezzi in rialzo in tutta Italia

Nel frattempo gli automobilisti italiani, devono far fronte a spese di rifornimento cresciute pesantemente da Nord a Sud. Negli ultimi giorni i prezzi più alti dei carburanti si sono registrati in Trentino-Alto Adige e Calabria, con Bolzano che ha fatto segnare 1,866 euro al litro per la benzina e 2,081 euro al litro per il gasolio. Ci sono poi territori ulteriormente penalizzati da dinamiche interne, come nel caso della Sicilia che, oltre al caro carburanti, fa già i conti con gli “effetti a cascata” dei rincari che si riflettono direttamente su altri costi, come quelli della filiera ortofrutticola, dove una serie di anomalie di prezzo sono state segnalate dall’Unione Nazionale Consumatori in un esposto presentato all’Antitrust.

Rate this post
Motorionline.com è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui
Leggi altri articoli in Auto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Array
(
)