Bonus carburante 2026: cosa filtra sull’ipotesi dei 200 euro in busta paga

Allo studio un aiuto selettivo dopo la fine del taglio accise del 5 settembre

Il Governo valuta un bonus carburante: fino a 200 euro in busta paga per i dipendenti tramite il welfare aziendale, o un buono da 100 euro legato all'ISEE per le famiglie. Nessuna misura è ancora ufficiale.
Bonus carburante 2026: cosa filtra sull’ipotesi dei 200 euro in busta paga

Con il taglio delle accise sul gasolio in scadenza il 5 settembre 2026, il Governo starebbe già lavorando a una nuova misura contro il caro carburante, questa volta più selettiva. Tra le ipotesi allo studio, riportate nei giorni scorsi da diverse testate economiche, figura anche un bonus fino a 200 euro in busta paga per i lavoratori dipendenti. Va detto subito con chiarezza: al momento si tratta solo di un’ipotesi in fase di valutazione, senza importi, requisiti o una data di entrata in vigore ufficiali.

Cosa succede dopo il 5 settembre

Il Consiglio dei Ministri, riunito il 26 agosto 2026 su proposta della presidente Giorgia Meloni e dei ministri Giorgetti, Pichetto Fratin e Salvini, ha approvato un decreto-legge che proroga dal 27 agosto al 5 settembre lo sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio usato come carburante (14 centesimi di accisa e 3 centesimi di IVA), esteso anche a gasoli paraffinici e biodiesel. Nello stesso comunicato il Governo ha indicato la volontà di passare, una volta scaduta questa proroga, a “sostegni selettivi sulla base del reddito”. La benzina, va ricordato, non rientra in questo taglio delle accise dall’inizio di luglio 2026.

L’ipotesi del bonus da 200 euro per i lavoratori dipendenti

Secondo quanto ricostruito da Sky TG24, tra le opzioni sul tavolo dell’esecutivo c’è un sostegno fino a 200 euro che passerebbe, per i dipendenti, attraverso l’azienda e gli strumenti di welfare aziendale, sul modello dei buoni carburante introdotti nel 2022 dal governo Draghi. In quel caso le imprese potevano riconoscere ai lavoratori buoni per l’acquisto di carburante esclusi dalla formazione del reddito imponibile. Non è ancora chiaro se un’eventuale nuova edizione lascerebbe alle aziende la sola facoltà di concedere il bonus o introdurrebbe un meccanismo più vincolante, né se l’importo di 200 euro sarà quello definitivo.

La seconda strada: fino a 100 euro legati all’ISEE

In alternativa, o in aggiunta, circola l’ipotesi di un fondo da un miliardo di euro per il 2026 destinato ai nuclei familiari con ISEE fino a 20.000 euro, a cui spetterebbe un buono carburante fino a 100 euro. In questo caso il criterio di accesso non sarebbe il rapporto di lavoro ma la situazione economica del nucleo familiare, con il rischio, segnalato dagli osservatori, di lasciare fuori parte del ceto medio anche quando sostiene spese elevate per raggiungere il posto di lavoro.

E per autonomi e partite IVA?

Per professionisti, artigiani e piccoli imprenditori il sistema dei fringe benefit riservato ai dipendenti non sarebbe replicabile. L’ipotesi allo studio in questo caso passerebbe dal Fisco, con una deduzione o detrazione aggiuntiva sulle spese carburante da far valere in dichiarazione dei redditi, secondo limiti e requisiti ancora da definire.

Quando si saprà di più

Al momento nessuna delle due misure è stata formalizzata in un provvedimento: si tratta di ipotesi allo studio del Ministero dell’Economia e delle Finanze e di Palazzo Chigi, con importi e modalità operative che potrebbero cambiare nel corso dell’iter di approvazione. Il pressing politico, secondo quanto trapelato, è per arrivare a una decisione in tempi rapidi, subito dopo la scadenza del taglio accise del 5 settembre. Seguiremo gli sviluppi non appena il Governo scioglierà i nodi ancora aperti su platea, importi e copertura finanziaria.

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