Bugatti Mistral, consegnato l’ultimo esemplare: addio allo storico motore W16

Si chiude un capitolo lungo più di vent'anni nel segno dell'iconico sedici cilindri quadriturbo

La Bugatti Mistral è arrivata al capolinea della sua storia, con la consegna dell’ultimo esemplare della supercar che fa ufficialmente calare il sipario sulla storico motore W16 quadriturbo da 8.0 litri che ha segnato gli ultimi vent’anni della Casa franco-tedesca. L’ultimissimo capitolo della storia del propulsore a sedici cilindri lo scrive la Bugatti Mistral “The Last of Its Kind”, come è stato battezzato il modello finale della lussuosa roadster di Molsheim.

Protagonista sui modelli Veyron, Chiron e Mistral, il motore W16 di Bugatti abdica lasciando a spazio all’inedito motore V16 aspirato sviluppato da Corsworth e affiancato da un sistema ibrido, motorizzazione che ha già fatto il suo debutto sulla Tourbillon e che equipaggerà le hypercar di nuova generazione di Bugatti.

Bugatti Mistral “The Last of Its Kind”

La Bugatti Mistral “The Last of Its Kind”, esemplare numero 100 della serie limitata prevista è anch’esso, con i precedenti 99, un pezzo unico che è stato creato secondo le richieste del cliente che ha sfruttato il ricco programma di personalizzazione di Bugatti per realizzare l’hypercar dei suoi sogni.

Questa Mistral dispone di livrea bicolore Pearl e Sparkle che esalta le linee scolpite della carrozzeria, mentre gli interni puntano su un mix di eleganza e sportività con i rivestimenti Magnolia e gli inserti in Grey Carbon Matt. Ci sono poi tutti una serie di dettagli che richiamano la tradizione Bugatti e incrementano l’esclusività di questo modello, come la firma del fondatore Ettore Bugatti applicata su poggiatesta, pannelli delle portiere e rivestimento interno del cofano motore.

Bugatti Mistral The Last of Its Kind

Il canto del cigno del motore W16

Al centro della scena c’è il celebre e iconico motore W16 quadriturbo 8.0 litri che saluta dopo aver debuttato per la prima più di vent’anni fa, nel 2005, sulla prima Veyron, destinato a segnare i due decenni successivi della storia di Bugatti e del mondo delle hypercar diventando un punto di riferimento per la sua capacità distintiva di unire potenza, fluidità e affidabilità.

Pur uscendo di produzione, il propulsore W16 potrà ancora essere richiesto da pochissimi clienti, massimo due all’anno, che, tramite il programma Programme Solitaire, avranno ancora l’opportunità di richiederlo per equipaggiare la propria hypercar Bugatti scegliendo tra i modelli della gamma attualmente esistente. Una possibilità che renderà ancora più esclusivo il leggendario propulsore sedici cilindri.

Il futuro è del V16 aspirato

A raccogliere l’eredità del motore W16 è il powertrain V16 aspirato Cosworth abbinato a tre motori elettrici, una soluzione elettrificata inedita che apre un nuovo capitolo della storia di Bugatti, avviato dalla Tourbillon, la nuova hypercar prevista in soli 250 esemplari, che sarà prodotta nel nuovo impianto La Manufacture, stabilimento inaugurato nei giorni scorsi dove saranno assemblate fino a 200 vetture all’anno.

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