BYD e Leapmotor trainano le auto cinesi in Italia
UNRAE e Motus-E: quota BYD al 3,2%, Leapmotor T03 leader tra i BEV

Le case automobilistiche cinesi stanno guadagnando terreno nel mercato italiano dei veicoli a nuova energia, spinte da prezzi competitivi, gamme in continua espansione e una domanda crescente di ibridi plug-in. Secondo i dati diffusi dall’UNRAE, l’associazione di categoria del settore automobilistico italiano, il marchio cinese BYD ha immatricolato 33.973 autovetture in Italia nei primi sette mesi del 2026, con una crescita di quasi il 195% su base annua e una quota di mercato salita dall’1,18% al 3,2%.
BYD, luglio da record: 4.466 immatricolazioni e +127%
Nel solo mese di luglio 2026 le immatricolazioni di auto a marchio BYD hanno raggiunto quota 4.466 unità, segnando un incremento del 127,05% rispetto allo stesso mese del 2025, secondo i dati UNRAE. Il balzo mensile conferma l’accelerazione del marchio cinese in un mercato italiano complessivamente più maturo, dove la crescita a doppia e tripla cifra di BYD emerge in controtendenza rispetto all’andamento medio del comparto. La quota di mercato complessiva del marchio, pari al 3,2% nei primi sette mesi dell’anno, lo colloca stabilmente tra i produttori esteri con il ritmo di crescita più sostenuto in Italia.
Motus-E: 86.003 BEV immatricolate, Leapmotor T03 guida la classifica
Motus-E, l’associazione italiana che promuove la mobilità elettrica, ha riferito che tra gennaio e luglio 2026 sono stati immatricolati in Italia 86.003 veicoli elettrici a batteria (BEV), con una crescita del 70,4% su base annua. In questo comparto la city car cinese Leapmotor T03 è il modello più immatricolato in assoluto nel periodo, con 22.353 unità, pari a circa il 26% dell’intero mercato BEV italiano. Un dato distinto riguarda invece il solo mese di luglio: nelle quattro settimane del mese, il modello elettrico più venduto in Italia è stata la BYD Dolphin Surf, con 572 immatricolazioni, secondo quanto riportato da Motus-E. Le due classifiche misurano periodi diversi (cumulato da inizio anno per la T03, singolo mese per la Dolphin Surf) e non sono quindi in contraddizione tra loro.
Il concessionario di Roma: “forte interesse” anche ad agosto
Presso una concessionaria BYD della Capitale, il consulente di vendita Gianmaria Migliore ha raccontato all’agenzia Xinhua che l’azienda sta riscontrando un “forte interesse” da parte dei clienti anche nel mese di agosto 2026, periodo tradizionalmente più tranquillo per il settore automobilistico italiano. “I clienti sono attratti dal marchio per diversi motivi, tra cui prezzo, qualità, tecnologia ed esperienza di guida”, ha dichiarato Migliore. Il consulente ha inoltre spiegato che i modelli ibridi plug-in riscuotono un interesse particolare perché l’infrastruttura di ricarica pubblica in Italia resta limitata e molti automobilisti non dispongono di un punto di ricarica domestico: tra i modelli più richiesti in concessionaria figurano la BYD Atto 2 DM-i e la BYD Dolphin G DM-i, quest’ultima lanciata di recente sul mercato italiano.
BYD Europe: “l’Italia è uno dei mercati chiave” della strategia europea
In una dichiarazione rilasciata all’agenzia Xinhua, BYD Europe ha definito l’Italia “uno dei mercati chiave” della propria strategia continentale, sottolineando come i consumatori italiani mostrino una preferenza marcata per veicoli compatti, pratici e accessibili, pur continuando a dare priorità a design, tecnologia, sicurezza e rapporto qualità-prezzo. L’azienda ha inoltre affermato che più di un veicolo ibrido plug-in su quattro venduto in Italia porta il marchio BYD, e che il successo di modelli compatti come la Dolphin Surf riflette la domanda di elettriche pratiche, accessibili e pensate per l’uso urbano quotidiano. “Il nostro obiettivo non è semplicemente vendere veicoli in Europa, ma diventare un attore di lungo termine nell’ecosistema automobilistico europeo”, ha dichiarato BYD Europe, aggiungendo che la localizzazione della produzione resta una componente centrale della strategia per il continente. Il gruppo cinese ha infine evidenziato il potenziale per una collaborazione più stretta tra partner automobilistici cinesi ed europei su tecnologia, produzione, catene di approvvigionamento e sostenibilità, mentre l’industria automobilistica europea accelera la transizione verso l’elettrificazione.
Domande frequenti su BYD e le auto cinesi in Italia
Quante auto BYD sono state immatricolate in Italia nel 2026?
Secondo l’UNRAE, BYD ha immatricolato 33.973 autovetture in Italia nei primi sette mesi del 2026, con una crescita di quasi il 195% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel solo mese di luglio le immatricolazioni sono state 4.466, in aumento del 127,05% su base annua.
Qual è la quota di mercato di BYD in Italia?
La quota di mercato di BYD in Italia è salita dall’1,18% al 3,2% nei primi sette mesi del 2026, secondo i dati diffusi dall’UNRAE, l’associazione di categoria del settore automobilistico italiano.
Quanti veicoli elettrici a batteria sono stati immatricolati in Italia nel 2026?
Secondo Motus-E, tra gennaio e luglio 2026 sono stati immatricolati in Italia 86.003 veicoli elettrici a batteria (BEV), con una crescita del 70,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Qual è l’auto elettrica più venduta in Italia nel 2026?
Nel cumulato dei primi sette mesi del 2026 il modello BEV più immatricolato in Italia è la Leapmotor T03, con 22.353 unità pari a circa il 26% del mercato BEV. Nel solo mese di luglio, invece, il modello elettrico più venduto è stata la BYD Dolphin Surf, con 572 immatricolazioni.
Perché gli ibridi plug-in cinesi piacciono ai clienti italiani?
Secondo un consulente di vendita BYD intervistato dall’agenzia Xinhua, i modelli ibridi plug-in come la BYD Atto 2 DM-i e la Dolphin G DM-i riscuotono interesse perché l’infrastruttura di ricarica pubblica in Italia resta limitata e molti automobilisti non dispongono di un punto di ricarica domestico.
Cosa ha dichiarato BYD Europe sulla strategia per l’Italia?
BYD Europe ha definito l’Italia “uno dei mercati chiave” della propria strategia continentale, sottolineando la preferenza degli automobilisti italiani per veicoli compatti, pratici e accessibili, e l’obiettivo di diventare un attore di lungo termine nell’ecosistema automobilistico europeo attraverso la localizzazione della produzione.
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