BYD: la prima auto con batterie allo stato solido nel 2027
L'annuncio di Stella Li, ma la produzione di serie è lontana

Le batterie allo stato solido sono la prossima frontiera delle auto elettriche. Grazie a questi accumulatori di nuova generazione, infatti, viene promessa più densità energetica, più autonomia e ricarica molto più rapida, rispetto alla tecnologia agli ioni di litio. Dando così uno slancio importante al settore. BYD sta lavorando su questa tecnologia ed è quasi pronta a proporla su una sua auto, come annunciato dal vicepresidente esecutivo Stella Li.
“Qualsiasi tecnologia per batterie, ve lo garantisco, la troverete in un angolo del reparto Ricerca e Sviluppo di BYD – sono le parole della dirigente cinese ai colleghi spagnoli di Carwow – Quindi, parlando di batterie a stato solido, BYD è in una posizione di leadership. Siamo leader sia per la linea di veicoli commerciali che per la tecnologia. Per dimostrarlo, già il prossimo anno avremo un modello che sarà il primo ad adottare questa tecnologia”.
Una vettura dimostrativa
Sarà un passaggio importante, anche se si tratterà di un veicolo presumibilmente dimostrativo, visto che si attende un passaggio alla produzione di serie solamente alla fine di questo decennio. La casa cinese, almeno per il momento, non ha fornito alcuna indicazione su quale modello sarà il prescelto, così come non ci sono informazioni dedicate alla capacità della batteria, sull’autonomia o sulle prestazioni, sia della vettura che legate alle tempistiche di ricarica.
Il lavoro di BYD sullo stato solido è in corso da un po’ di anni, con l’avvio ormai da tempo della produzione pilota di batterie da 20 e 60 Ah per diversi tipi di test. Queste nuove batterie offrono una densità energetica di 400 Wh/kg, quasi il doppio rispetto a quelle agli ioni di litio tradizionali. Secondo fonti cinesi, i test effettuati negli ultimi mesi avrebbero raggiunto 1.500 km di autonomia con appena 12 minuti di ricarica (pari all’80% della capacità), suggerendo un’autonomia potenziale fino a 1.875 km, o circa 1.300 km secondo il ciclo EPA.
Si tratta, comunque, di test in corso e l’arrivo su modelli di serie, come dicevamo, appare ancora abbastanza lontano. Almeno ancora 3-4 anni. Inoltre, nonostante l’interesse crescente per le batterie allo stato solido, quelle attuali al litio ferro fosfato non sono destinate a scomparire presto. Infatti, Lian Yubo, capo scienziato di BYD, aveva dichiarato, nei mesi scorsi, che queste batterie rimarranno cruciali per i veicoli elettrici a prezzi accessibili nei prossimi 15-20 anni.
Una corsa con tanti concorrenti
Stella Li ha annunciato la prima BYD con batterie allo stato solido per l’anno prossimo, ma il marchio cinese non è certo l’unico che sta lavorando su questa tecnologia. La maggior parte delle case auto hanno annunciato, in diversi momenti, il loro interesse ed i vari test effettuati: da Toyota a Nissan, da Chery a Changan, passando per il Gruppo Stellantis, Hyundai e Honda, così come per i grandi costruttori tedeschi come BMW, Mercedes e Volkswagen. Nessuno vuole restare indietro, in una corsa contro il tempo, con una concorrenza molto nutrita. Chi arriverà prima potrebbe averne un vantaggio importante sul mercato elettrico per un po’ di anni.
Serve tempo per la produzione di massa
Le batterie allo stato solido rappresentano una delle tecnologie più attese per la prossima evoluzione dell’auto elettrica. Rispetto alle attuali batterie agli ioni di litio con elettrolita liquido, utilizzano un elettrolita solido e promettono alcuni vantaggi importanti: maggiore densità energetica, quindi più autonomia a parità di peso e dimensioni, tempi di ricarica potenzialmente più rapidi e una maggiore sicurezza grazie alla minore infiammabilità. Una vera e propria rivoluzione.
Il passaggio dalla ricerca alla produzione di massa, però, è tutt’altro che semplice. I principali ostacoli riguardano la durata nel tempo, le prestazioni alle diverse temperature, la formazione di interfacce instabili tra i materiali e soprattutto la possibilità di produrre celle in grandi quantità mantenendo qualità e costi competitivi. A questo si aggiunge la necessità di sviluppare nuovi processi produttivi e di adattare gli impianti industriali esistenti.
Per arrivare realmente sulle auto di serie serviranno quindi celle affidabili e durevoli, una produzione industriale stabile, costi più bassi e una filiera capace di garantire volumi elevati. Solo quando questi elementi saranno conciliati sarà possibile trasformare le promesse delle batterie allo stato solido in un vantaggio concreto per gli automobilisti. Per farlo serviranno ancora molti test, sia in laboratorio che su strada. Poi le auto elettriche potranno entrare nel futuro.
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