BYD studia una piccola elettrica europea derivata dalla Racco
Secondo Nikkei, il costruttore cinese starebbe adattando l'architettura X-Pack della kei car Racco per una nuova piccola elettrica pensata per l'Europa, da produrre a Szeged

BYD starebbe lavorando a una piccola elettrica pensata su misura per il mercato europeo, la cui base tecnica arriva però da un continente diverso da quello a cui è destinata. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico giapponese Nikkei e ripreso da diverse testate internazionali, il progetto nasce dall’architettura sviluppata per la Racco, la kei car a batteria lanciata dal costruttore cinese in Giappone lo scorso luglio 2026. Non si tratterebbe di portare la Racco così com’è sulle strade europee, ma di riadattarne il cuore tecnologico a un modello pensato specificamente per il Vecchio Continente.
Il punto di partenza: la Racco e il vincolo di spazio delle kei car
Per capire perché BYD abbia scelto proprio questa base occorre partire dal contesto in cui la Racco è nata. Le kei car sono una categoria tutta giapponese, regolata da limiti dimensionali molto rigidi: 3,4 metri di lunghezza, 1,48 metri di larghezza e 2 metri di altezza. Sono numeri che lasciano pochissimo margine ai progettisti, soprattutto su un veicolo elettrico, dove batteria, motore ed elettronica di potenza devono convivere con l’abitacolo senza rubargli spazio prezioso.
Il sistema X-Pack: batteria ed elettronica in un unico blocco
Per rispondere a questo vincolo, BYD ha sviluppato un sistema chiamato X-Pack. L’idea alla base è semplice da spiegare ma tutt’altro che banale da realizzare: invece di distribuire i componenti elettrici dell’auto, con l’inverter alloggiato sotto il cofano anteriore come normalmente accade, il sistema li integra direttamente all’interno del pacco batteria, montato sotto il pianale. Batteria ed elettronica di potenza diventano così un unico blocco strutturale e funzionale, liberando il vano anteriore per altri usi o per un frontale più corto. Questa impostazione si affianca alla tecnologia Cell to Body già utilizzata da BYD sulla Blade Battery, dove è la batteria stessa a contribuire alla rigidità strutturale della scocca, oltre che a fare da riserva energetica.
Le caratteristiche tecniche della Racco: due batterie, oltre 300 km di autonomia
Sulla Racco questa architettura ha permesso di offrire due tagli di batteria, entrambi al litio-ferro-fosfato: una versione da 22,4 kWh pensata per un uso prevalentemente urbano, e una da 35,8 kWh capace di superare i 300 km di autonomia secondo il ciclo WLTC, un risultato che nessuna kei car elettrica aveva raggiunto prima. Il motore anteriore eroga 47 kW, pari a 64 CV, con una coppia di 160 Nm sufficiente ad affrontare pendenze fino al 40%. La ricarica rapida arriva rispettivamente a 37 e 50 kW a seconda della batteria installata.
Da Tokyo a Bruxelles: perché l’Europa interessa a BYD
Il ragionamento industriale che porterebbe questa tecnologia dal Giappone all’Europa si regge su due pilastri. Il primo è commerciale: BYD ha investito risorse importanti nello sviluppo dell’X-Pack, e replicarlo su un modello destinato a un mercato più ampio consentirebbe di ammortizzare quell’investimento su volumi maggiori rispetto alla sola nicchia delle kei car giapponesi. Il secondo riguarda il contesto normativo europeo: Bruxelles sta definendo una nuova categoria di veicoli, informalmente chiamata “E-cars”, pensata per le elettriche entro 4,2 metri di lunghezza, assemblate in Europa e con una quota rilevante di componentistica locale, incluse alcune parti della batteria. L’obiettivo dichiarato della Commissione Europea è colmare un vuoto di mercato: oggi in Europa mancano piccole elettriche davvero economiche prodotte localmente, mentre la domanda per questo segmento cresce rapidamente. Secondo i dati Dataforce, nei primi sette mesi del 2026 una minicar su tre venduta nel continente è già a batteria, con oltre 102 mila immatricolazioni e una crescita del 75% sull’anno precedente.
Lo stabilimento di Szeged e il vantaggio sui dazi
Costruire il nuovo modello direttamente in Europa permetterebbe a BYD di centrare due obiettivi con una sola mossa: evitare i dazi che gravano sulle elettriche importate dalla Cina, arrivati fino al 35,3%, e al tempo stesso rientrare nei requisiti della nuova categoria per accedere agli incentivi dedicati. Secondo quanto trapelato, lo stabilimento individuato per la produzione sarebbe quello di Szeged, in Ungheria, dove BYD sta già costruendo la sua prima fabbrica europea con l’obiettivo di ridurre i tempi di consegna e la dipendenza dalle importazioni dall’Asia.
Un segmento già affollato, ma non ancora saturo
Se il progetto dovesse concretizzarsi, come sembra probabile entro un paio d’anni, BYD non arriverebbe su un terreno vergine. Il segmento delle city car elettriche europee vede già protagonisti come la Leapmotor T03, la Hyundai Inster, la Dacia Spring e la Renault Twingo elettrica, a cui si aggiungeranno a breve la smart #2 e i modelli Stellantis costruiti sulla nuova piattaforma dedicata proprio alle E-cars. Lo stesso BYD è già presente in questa fascia di mercato con la Dolphin Surf, più grande del modello ipotizzato: la nuova nata dovrebbe infatti posizionarsi al di sotto dei suoi 3,99 metri di lunghezza, avvicinandosi maggiormente alle dimensioni delle kei car da cui trae origine. Ciò che distingue questo progetto dai concorrenti non è tanto la categoria di appartenenza, quanto il percorso che lo ha generato: invece di partire da zero per un’auto europea, BYD riutilizzerebbe una soluzione tecnica nata per rispondere ai vincoli più severi al mondo in fatto di ingombri.
Domande frequenti su BYD e la piccola elettrica europea
Cos’è la BYD Racco?
È la kei car elettrica lanciata da BYD in Giappone a luglio 2026, basata sul sistema X-Pack che integra batteria ed elettronica di potenza in un unico blocco sotto il pianale.
Cosa sono le kei car?
Sono una categoria di veicoli tutta giapponese, regolata da limiti dimensionali molto rigidi: massimo 3,4 metri di lunghezza, 1,48 metri di larghezza e 2 metri di altezza.
Quale sarebbe l’autonomia della futura piccola elettrica BYD europea?
Non è ancora nota, ma la Racco su cui si baserebbe offre fino a oltre 300 km secondo il ciclo WLTC con la batteria da 35,8 kWh, un valore record per una kei car elettrica.
Cosa sono le “E-cars” della Commissione Europea?
È una nuova categoria di veicoli allo studio a Bruxelles, pensata per le elettriche entro 4,2 metri di lunghezza, assemblate in Europa e con una quota rilevante di componentistica locale, per favorire l’accesso a incentivi dedicati.
Dove verrebbe prodotta la nuova elettrica BYD per l’Europa?
Secondo quanto trapelato, nello stabilimento di Szeged, in Ungheria, dove BYD sta già costruendo la sua prima fabbrica europea.
Perché BYD vuole produrre in Europa invece di importare dalla Cina?
Per evitare i dazi sulle elettriche importate dalla Cina, che arrivano fino al 35,3%, e per rientrare nei requisiti della categoria E-cars e accedere così agli incentivi dedicati previsti dalla Commissione Europea.
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