CATL a zero emissioni: la filiera entro il 2035
Il colosso cinese delle batterie ha azzerato le emissioni nelle operazioni core: ora la sfida è la filiera, dove si concentra oltre l’80% delle emissioni

Ningde, Cina, 21 agosto 2026 – CATL, il più grande produttore mondiale di batterie, ha annunciato di aver raggiunto la neutralità carbonica nelle proprie operazioni core, diventando l’unica azienda del settore ad averlo fatto mantenendo al contempo volumi di spedizione dell’ordine dei TWh. L’annuncio è arrivato il 17 agosto durante l’evento «Core Operational Carbon Neutrality» nella sede di Ningde, nel Fujian, e apre una nuova fase: l’obiettivo dichiarato dall’azienda è ora la neutralità carbonica dell’intera catena di fornitura entro il 2035.
Cosa ha annunciato CATL: 100% di elettricità pulita nelle operazioni core
Entro la fine del 2025, tutti i 20 stabilimenti produttivi di CATL hanno ottenuto la certificazione ISO 14068-1 come fabbriche a zero emissioni, con l’elettricità a zero emissioni che ha raggiunto il 100% dei consumi nelle operazioni core. «Prima di contribuire alle regole e agli standard globali sul carbonio, CATL deve prima dimostrare cosa è possibile attraverso la propria pratica industriale», ha dichiarato Robin Zeng, presidente e CEO di CATL, durante l’evento di lancio. Secondo Zeng, le batterie a zero emissioni non saranno più una scelta ma una necessità nel prossimo futuro del settore.
I numeri del percorso completato tra il 2023 e il 2025
Dal lancio della strategia zero-carbon nel 2023, CATL ha utilizzato complessivamente oltre 18 miliardi di kWh di elettricità a zero emissioni. Il consumo energetico unitario negli stabilimenti produttivi è diminuito del 28% rispetto al 2022, mentre l’intensità delle emissioni di carbonio è scesa di circa il 77% nello stesso periodo. La riduzione cumulativa di CO2 equivalente supera i 10 milioni di tonnellate, un volume che l’azienda paragona alle emissioni nazionali complessive del Brunei nel 2025. Per gestire questi dati, CATL utilizza dal 2022 un sistema proprietario di monitoraggio, il CATL Carbon Chain Management System, che verifica circa 40 processi produttivi e materie prime a monte, generando oltre 1.000 modelli di prodotto e materiali.
Perché ora la sfida si sposta sulla filiera
Secondo i dati diffusi dall’azienda, oltre l’80% delle emissioni nel ciclo di vita completo dei prodotti CATL proviene dalla catena di fornitura, con le emissioni complessive dei fornitori che superano di oltre cinque volte quelle delle operazioni dirette dell’azienda. Per affrontare il problema, CATL ha costruito una piattaforma di tracciabilità dei dati sul carbonio che copre estrazione mineraria, raffinazione delle materie prime, sintesi dei materiali e produzione dei componenti, completando la raccolta dati per oltre 100 fornitori Tier-1. Il piano al 2035, illustrato da Bryan Huang, responsabile del Centro Acquisti di CATL, si articola su quattro aree: innovazione dei materiali, produzione delle materie prime, logistica verde e riciclo delle batterie, e partirà con una collaborazione approfondita con un primo gruppo di 30 fornitori principali.

Il contesto normativo: il regolamento UE sulle batterie
La spinta di CATL verso la decarbonizzazione dell’intera filiera si inserisce in un contesto normativo che si fa più stringente. Il regolamento dell’Unione Europea sulle batterie e i rifiuti di batterie prevede, tra il 2027 e il 2028, limiti obbligatori sull’impronta di carbonio come requisito d’accesso al mercato europeo, con la divulgazione di dati completi su quattro fasi del ciclo di vita: estrazione delle materie prime, produzione, distribuzione e trasporto, raccolta e riciclo. Anche la Cina si muove nella stessa direzione: il Ministero dell’Industria e dell’Information Technology (MIIT) ha annunciato un programma pilota che richiederà ai produttori di batterie per veicoli elettrici di comunicare l’impronta di carbonio dei propri prodotti a partire dal 2026.
La leadership di mercato di CATL
CATL resta saldamente il primo produttore mondiale di batterie per veicoli elettrici. Secondo la China Passenger Car Association, la quota di produzione domestica cinese dell’azienda ha raggiunto il 50,1% nel primo trimestre 2026, mentre secondo SNE Research la quota globale di CATL nelle installazioni di batterie al litio ha toccato il 39,9% nella prima metà del 2026, primo posto a livello mondiale per il nono anno consecutivo. Nel 2025 l’azienda ha prodotto 748 GWh di batterie, con vendite quasi triplicate (+2,3 volte) rispetto al 2022.

Domande frequenti su CATL e la neutralità carbonica
Cosa ha annunciato CATL sulla neutralità carbonica?
Il raggiungimento della neutralità carbonica nelle operazioni core entro il 2025, con tutti i 20 stabilimenti certificati ISO 14068-1, e una nuova roadmap per estendere l’obiettivo all’intera catena di fornitura entro il 2035.
Quando è stato fatto l’annuncio?
Durante l’evento «Core Operational Carbon Neutrality» tenutosi il 17 agosto 2026 nella sede CATL di Ningde, in Cina.
Perché la filiera pesa così tanto sulle emissioni di CATL?
Perché oltre l’80% delle emissioni nel ciclo di vita dei prodotti CATL deriva dai fornitori, le cui emissioni complessive superano di oltre cinque volte quelle delle operazioni dirette dell’azienda.
Cosa prevede il regolamento UE sulle batterie?
Tra il 2027 e il 2028 introdurrà limiti obbligatori sull’impronta di carbonio come requisito per l’accesso delle batterie al mercato europeo, con dati completi sull’intero ciclo di vita del prodotto.
Qual è la quota di mercato di CATL nelle batterie per auto elettriche?
Secondo SNE Research, CATL ha una quota globale del 39,9% nelle installazioni di batterie al litio nella prima metà del 2026, primo posto mondiale per il nono anno consecutivo.
Quanto ha ridotto le emissioni CATL dal 2023 al 2025?
L’azienda dichiara una riduzione cumulativa di oltre 10 milioni di tonnellate di CO2 equivalente e un calo dell’intensità delle emissioni di circa il 77% rispetto al 2022.
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