Ceer, primo marchio auto saudita: berlina e SUV il 21 settembre
Il primo costruttore automobilistico dell'Arabia Saudita svelerà in streaming la sua berlina e il suo SUV elettrici, otto mesi dopo le prime foto spia

Il 21 settembre 2026 l’Arabia Saudita avrà per la prima volta nella sua storia una casa automobilistica nazionale con un prodotto da mostrare al mondo. È il giorno in cui Ceer, il primo produttore di automobili del Paese, svelerà in streaming la sua prima berlina e il suo primo SUV elettrici, in quella che l’azienda definisce una “world premiere” globale. Fino a oggi motorionline aveva raccontato Ceer solo attraverso le foto spia di un prototipo camuffato individuato a gennaio; da domenica prossima, per la prima volta, i due modelli di serie saranno visibili senza veli.
Il debutto in streaming il 21 settembre: cosa sappiamo
L’evento di svelamento, in programma per il 21 settembre 2026, sarà trasmesso in diretta streaming e porterà alla prima presentazione pubblica ufficiale sia della berlina sia del SUV Ceer, descritti dall’azienda come i modelli “flagship” del marchio. Ceer non ha ancora comunicato orario e sede dell’evento, né ha diffuso in anticipo dati tecnici come capacità delle batterie, autonomia, tempi di ricarica o prezzi: informazioni che, secondo quanto dichiarato dall’azienda, arriveranno solo con la presentazione stessa. James DeLuca, CEO di Ceer, ha commentato l’attesa così: “Il mondo sta per assistere a un momento storico, il risultato di un percorso incredibile che va dal design iniziale e dall’ingegnerizzazione intensiva fino alla costruzione di uno degli stabilimenti produttivi più avanzati al mondo, in tempi record”. DeLuca aveva già anticipato a inizio anno che “il 2026 è l’anno di Ceer”, promessa che l’azienda mantiene ora fissando la data del debutto dei suoi primi modelli di serie.
Cos’è Ceer: la joint venture tra PIF e Foxconn con tecnologia BMW
Fondata nel 2022, Ceer è la prima casa automobilistica e il primo produttore (OEM) dell’Arabia Saudita, nata come joint venture tra il Public Investment Fund (PIF), il fondo sovrano saudita, e il gruppo taiwanese Foxconn. L’azienda progetta, ingegnerizza, approvvigiona, valida e produrrà i propri veicoli internamente, con l’obiettivo dichiarato di offrire in futuro anche vendita e assistenza diretta ai clienti. Per lo sviluppo tecnico dei veicoli, Ceer si avvale di licenze tecnologiche da BMW, mentre Foxconn contribuisce con lo sviluppo dei sistemi elettrici ed elettronici a bordo. Alla lista dei partner internazionali si aggiungono anche Hyundai Transys e Rimac, oltre a fornitori industriali come Siemens, Sabelt, Isoclima, ANDRITZ Schuler, Dürr e XYG, coinvolti nella costruzione della fabbrica e nella componentistica.
Il nuovo logo bilingue e i “32 fari” ispirati al 1932
Un anno esatto prima del debutto dei modelli di serie, il 21 settembre 2025, in occasione della Giornata Nazionale saudita, Ceer aveva presentato la propria identità di marca rinnovata, incentrata su quello che l’azienda definisce il primo logotipo automobilistico bilingue arabo-inglese al mondo. Il logo, ispirato al nome “Ceer” che in arabo significa “andare avanti”, si accompagna a un elemento di design che tornerà anche sui modelli di serie in arrivo: una firma stilistica composta da 32 elementi luminosi, distribuiti sull’intera gamma dei veicoli Ceer. Secondo DeLuca, il numero non è casuale: “L’Arabia Saudita ha una storia ricca, con l’unificazione del 1932 come momento cardine di trasformazione e progresso per la nazione”, ha spiegato il CEO, aggiungendo che l’azienda onora questa eredità “integrando un omaggio al 1932 attraverso la nostra firma di design a 32 luci, un simbolo di unità, innovazione e dello spirito pionieristico dell’Arabia Saudita”.
La fabbrica di King Abdullah Economic City: fino a 170.000 auto l’anno
I due modelli in arrivo il 21 settembre saranno prodotti nel CEER Manufacturing Complex (CMC), il nuovo impianto che l’azienda sta costruendo a King Abdullah Economic City (KAEC), su un’area di oltre un milione di metri quadrati con una superficie coperta di 530.000 metri quadrati, suddivisa in reparti per stampaggio, lastratura, verniciatura e montaggio finale. Per la verniciatura, Ceer ha scelto una partnership con il gruppo tedesco Dürr, che nello stabilimento sta installando la sua prima “Paint Shop of the Future” al mondo: un impianto modulare e completamente automatizzato, capace di applicare finiture bicolore senza overspray e di ridurre fino al 30% i tempi del processo di essiccazione rispetto ai sistemi tradizionali. L’obiettivo dichiarato di capacità produttiva della fabbrica è di circa 170.000 veicoli l’anno, con l’avvio della produzione in serie previsto per il quarto trimestre del 2026.

Una filiera locale in crescita: da 20 a 2.300 dipendenti
Dalla sua fondazione, Ceer è passata da 20 a 2.300 dipendenti, unendo talenti sauditi ed esperti internazionali del settore automotive. L’azienda ha inoltre siglato 16 accordi commerciali per un valore complessivo superiore a 3,7 miliardi di riyal sauditi a sostegno della propria filiera locale, con l’obiettivo di raggiungere un contenuto locale del 45% entro il 2034. Il piano industriale di Ceer si inserisce nella strategia Vision 2030 del governo saudita, che punta a diversificare l’economia del Paese e a fare del Regno un polo regionale per la produzione di veicoli elettrici, in parallelo agli investimenti del PIF in altre aziende del settore come Lucid.
L’impatto economico: 8 miliardi di dollari e 30.000 posti di lavoro
Secondo le stime diffuse dall’azienda, il progetto Ceer dovrebbe contribuire per circa 30 miliardi di riyal sauditi (8 miliardi di dollari) al PIL dell’Arabia Saudita, migliorare la bilancia commerciale del Paese di 80 miliardi di riyal e generare complessivamente circa 30.000 posti di lavoro diretti e indiretti, con i cittadini sauditi che dovrebbero rappresentare l’80% dell’occupazione diretta. Si tratta, va precisato, di proiezioni aziendali riferite agli obiettivi al 2034 e non di risultati già raggiunti. Il progetto viene inoltre presentato da Ceer come coerente con gli obiettivi della Saudi Green Initiative, che punta a portare il Paese a zero emissioni nette entro il 2060.
Dalle foto spia di gennaio al lancio ufficiale
Motorionline aveva già parlato di Ceer lo scorso gennaio, quando alcune foto spia avevano mostrato un prototipo camuffato del SUV elettrico del marchio, caratterizzato da inedite portiere ad ali di gabbiano posteriori. A distanza di otto mesi, quello che allora era un prototipo ancora in fase di test su strada diventa un prodotto pronto al debutto ufficiale: il 21 settembre, per la prima volta, sedan e SUV Ceer verranno mostrati senza camuffature, aprendo di fatto la fase commerciale del primo costruttore automobilistico della storia dell’Arabia Saudita.
Domande frequenti su Ceer
Cos’è Ceer?
Ceer è la prima casa automobilistica e il primo produttore di veicoli (OEM) dell’Arabia Saudita, fondata nel 2022 come joint venture tra il fondo sovrano PIF e il gruppo Foxconn, con tecnologia su licenza BMW.
Quando debuttano i primi modelli Ceer?
La berlina e il SUV elettrici di Ceer saranno svelati ufficialmente in streaming il 21 settembre 2026, in una “world premiere” che rappresenta il primo debutto di prodotto del marchio.
Dove verranno prodotte le auto Ceer?
La produzione avverrà nel CEER Manufacturing Complex di King Abdullah Economic City, un impianto da oltre un milione di metri quadrati con una capacità produttiva stimata fino a 170.000 veicoli l’anno, in avvio dal quarto trimestre 2026.
Che tecnologie utilizzano i veicoli Ceer?
Ceer sviluppa i propri veicoli con licenze tecnologiche BMW e sistemi elettrici sviluppati con Foxconn, oltre a componenti forniti da partner come Hyundai Transys e Rimac.
Cosa rappresentano i “32 fari” nel design Ceer?
È la firma stilistica del marchio, presente su tutta la gamma: un omaggio all’anno 1932, quello dell’unificazione dell’Arabia Saudita, scelto da Ceer come simbolo di unità e innovazione.
Che impatto economico avrà Ceer sull’Arabia Saudita?
Secondo le stime dell’azienda, Ceer dovrebbe contribuire per circa 8 miliardi di dollari al PIL saudita e generare circa 30.000 posti di lavoro diretti e indiretti entro il 2034.
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