Controesodo: Codacons, stangata da 430 milioni sui carburanti

Tra cantieri, code chilometriche e rincari alla pompa il rientro dalle vacanze pesa di più sul portafoglio: c'è però la possibilità, poco conosciuta, di chiedere il rimborso del pedaggio

Il Codacons stima in 430 milioni di euro l'aggravio sui carburanti per il controesodo 2026 rispetto al 2025. Dal 1° giugno è però attivo, grazie alla delibera Art 211/2025, il diritto al rimborso del pedaggio per ritardi da cantiere o blocchi del traffico: ecco come funziona e perché resta poco utilizzato.
Controesodo: Codacons, stangata da 430 milioni sui carburanti

Roma, 29 agosto 2026 – Controesodo all’insegna del caos per gli automobilisti italiani di rientro dalle vacanze estive in questo ultimo weekend di agosto. Tra cantieri ancora aperti lungo la rete autostradale, code chilometriche e una stangata sui carburanti che determinerà un aggravio da circa 430 milioni di euro, solo a titolo di maggiori spese per i rifornimenti rispetto al controesodo del 2025, il ritorno a casa si sta trasformando in un vero e proprio percorso a ostacoli. A tracciare il quadro della situazione è il Codacons.

L’associazione dei consumatori ricorda però un’importante novità per gli automobilisti di rientro dalle vacanze estive: la possibilità di ottenere un indennizzo per i tempi persi in strada, anche se la scarsa informazione e l’assenza di un’app unica rischiano di vanificare questo diritto.

La stangata sui carburanti del controesodo 2026

Secondo le stime del Codacons, il controesodo di fine agosto 2026 costerà agli automobilisti italiani circa 430 milioni di euro in più, solo per i maggiori costi di rifornimento, rispetto allo stesso periodo del 2025. Una cifra che si somma ai disagi causati dai cantieri ancora attivi sulla rete autostradale e dalle code chilometriche che caratterizzano il fine settimana di rientro dalle vacanze estive.

I rimborsi dei pedaggi: come funzionano dal 1° giugno

La vera novità di quest’anno, spiega il Codacons, riguarda i rimborsi dei pedaggi autostradali, scattati lo scorso 1° giugno grazie alla delibera n. 211/2025 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art). Per i disservizi causati dai cantieri, il diritto al rimborso è indipendente dal ritardo accumulato sui percorsi con lunghezza inferiore ai 30 km; per quelli con lunghezza compresa tra i 30 e i 50 km, il rimborso si attiva se il ritardo supera i 10 minuti; per i percorsi superiori ai 50 km, il ritardo deve essere di almeno 15 minuti.

Il rimborso per blocco del traffico: le percentuali

Per il blocco del traffico, il meccanismo previsto dalla delibera Art è diverso e graduale: il rimborso è pari al 50% del pedaggio in caso di interruzione tra i 60 e i 119 minuti; al 75% per blocchi di durata compresa tra i 120 e i 179 minuti; al 100% del pedaggio in caso di blocco superiore ai 180 minuti.

Le eccezioni che escludono il diritto al rimborso

Il Codacons segnala anche i casi in cui il diritto al rimborso viene meno: quando sul percorso è già prevista una riduzione generalizzata del pedaggio, nel caso di cantieri emergenziali attivati a seguito di incidenti o di eventi meteo e idrogeologici straordinari e imprevedibili, oppure per attività di soccorso. In un primo periodo di applicazione delle misure, restano inoltre esclusi dal meccanismo di rimborso i cantieri mobili, come quelli legati a sfalcio dell’erba, pulizia o segnaletica.

Il problema: rimborso non automatico e app assente

Il vero limite della misura, denuncia il Codacons, è che il rimborso non è automatico: deve essere l’automobilista ad attivarsi autonomamente per ottenerlo. L’associazione lamenta inoltre una pubblicità insufficiente della misura, con molti siti delle società autostradali che non riportano in home page le indicazioni utili per far valere il diritto al rimborso. Manca infine l’app unica per tutti i gestori prevista dalla delibera Art, che avrebbe dovuto agevolare gli automobilisti nella richiesta di indennizzo. La conseguenza, spiega il Codacons, è che chi conosce questo diritto è costretto a collegarsi ai siti web delle singole società autostradali, cercare la pagina dedicata ai rimborsi e compilare moduli allegando le ricevute di pagamento ai caselli: una procedura poco conosciuta, macchinosa e scarsamente pubblicizzata, che rischia di limitare l’accesso a questo nuovo diritto degli automobilisti.

Domande frequenti sui rimborsi pedaggi e il caro carburanti del controesodo

Quanto costa in più il controesodo 2026 agli automobilisti italiani?

Secondo il Codacons, il controesodo di fine agosto 2026 comporterà un aggravio di circa 430 milioni di euro in più, solo per i maggiori costi di rifornimento, rispetto allo stesso periodo del 2025.

Da quando sono attivi i rimborsi dei pedaggi autostradali per ritardi e blocchi del traffico?

I rimborsi sono scattati il 1° giugno 2026, grazie alla delibera n. 211/2025 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti.

Come funziona il rimborso del pedaggio per disservizi da cantiere?

Per percorsi inferiori a 30 km il rimborso è indipendente dal ritardo; tra 30 e 50 km scatta se il ritardo supera i 10 minuti; oltre i 50 km serve un ritardo di almeno 15 minuti.

Quanto viene rimborsato in caso di blocco totale del traffico in autostrada?

Il rimborso è pari al 50% del pedaggio per blocchi tra 60 e 119 minuti, al 75% tra 120 e 179 minuti e al 100% per blocchi superiori ai 180 minuti.

In quali casi non spetta il rimborso del pedaggio?

Il rimborso non è dovuto se sul percorso è già prevista una riduzione generalizzata del pedaggio, nei cantieri emergenziali dovuti a incidenti o eventi meteo estremi, per attività di soccorso, e inizialmente anche per i cantieri mobili come sfalcio dell’erba o segnaletica.

Perché il Codacons critica il sistema di rimborso dei pedaggi?

Perché il rimborso non è automatico, la misura è poco pubblicizzata sui siti delle società autostradali e manca ancora l’app unica per tutti i gestori prevista dalla delibera Art, rendendo la procedura di richiesta macchinosa e poco conosciuta.

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