Cresce la produzione di auto in Italia: +23,2% nel mese di aprile

ANFIA: ”Ora rendere operativo il DPCM Automotive”

Cresce la produzione di auto in Italia: +23,2% nel mese di aprile

In un periodo non certo florido per il mondo dell’automotive, tra i problemi del mercato ed i pesanti rincari dei carburanti per il conflitto in Medio Oriente, arriva anche qualche buona notizia. La produzione dell’industria italiana dell’auto sta tornando a crescere: i nuovi dati ISTAT hanno registrato una crescita del 23,2% ad aprile 2026, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, ed anche il totale del primo quadrimestre ha segnato un dato positivo, con un +16%.

“Traina questo risultato l’indice della fabbricazione di autoveicoli (+44,7%) – sono le parole di Gianmarco Giorda, direttore generale di ANFIA – complice il forte aumento, secondo i dati preliminari di ANFIA, della produzione di autovetture nel mese (+57,9%) che, tuttavia, sconta il confronto con i volumi particolarmente bassi di aprile 2025, mentre l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori si ferma a +2%”.

I dati positivi per le autovetture

Entrando nel dettaglio dei singoli comparti, infatti, l’indice della fabbricazione di autoveicoli registra una crescita del 44,7% ad aprile e del 24,9% nei primi quattro mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi cala del 15,7% nel mese e dell’8,1% nel quadrimestre, continuando a mostrare un po’ di difficoltà. Infine, quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori aumenta del 2% ad aprile e del 5,2% nel periodo gennaio-aprile 2026.

Secondo i dati preliminari di ANFIA, la produzione domestica delle sole autovetture ad aprile 2026 ammonta a circa 31.000 unità, in aumento del 57,9% rispetto ad aprile 2025. Nel cumulato dei quattro mesi, il totale delle autovetture prodotte si attesta a 109.908, il 27,2% in più rispetto a gennaio-aprile 2025. Un passo avanti importante, seppur derivato anche dai numeri decisamente negativi dello scorso anno, in un momento di forte crisi del settore.

Ci sono buoni dati anche per l’esportazione. A gennaio-febbraio 2026 (ultimo dato disponibile), infatti, l’export di autoveicoli (autovetture e veicoli industriali nuovi) dall’Italia vale 2,09 miliardi di euro, mentre l’import vale 5,85 miliardi di euro. Gli Stati Uniti rappresentano, in valore, il primo Paese di destinazione dell’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 18,4%, seguiti da Germania (16,3%) e Francia (9,2%). Nello stesso periodo, l’export della componentistica automotive vale 3,88 miliardi di euro, con un saldo positivo di 1,05 miliardi.

”Ora rendere operativo il DPCM Automotive”

Questi dati portano dei risultati incoraggianti, per intravvedere un po’ di luce in fondo ad un tunnel in cui il settore è caduto negli ultimi anni. Tuttavia, non sono ancora sufficienti per poter celebrare il rilancio del mondo automotive nel nostro Paese: “Per dare sostegno alla filiera produttiva, è ora essenziale che divengano rapidamente operative le misure previste dal ‘DPCM Automotive’ recentemente sbloccato – prosegue Giorda – Gli interventi previsti lato offerta a supporto degli investimenti delle imprese e lato domanda con la prossima riattivazione dell’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, rappresentano strumenti fondamentali in questa fase di transizione energetica e di forte incertezza del contesto economico e geopolitico”.

A fine maggio, infatti, il Governo aveva approvato questo importante decreto per il settore automobilistico italiano. Risorse per 1,343 miliardi di euro per sostenere le imprese, impegnate in una trasformazione profonda, con il passaggio all’elettrificazione richiesto dall’UE. Oltre il 70% dei fondi, pari a circa 1 miliardo di euro, sarà destinato alla filiera attraverso accordi per l’innovazione, contratti di sviluppo e nuovi mini contratti di sviluppo. Questi ultimi sono pensati soprattutto per le piccole e medie imprese della componentistica, spesso meno visibili dei grandi costruttori ma decisive per la tenuta dell’intero sistema automotive italiano.

Sarà molto importante anche il ruolo dell’Europa: “Il settore guarda con grande attenzione al dibattito europeo sulla revisione del Regolamento CO2 per gli autoveicoli leggeri e sulle proposte normative dell’Industrial Accelerator Act. Facciamo appello a tutte le parti politiche affinché indirizzino le loro posizioni a beneficio della neutralità tecnologica, della sovranità industriale e dell’autonomia strategica dell’industria automotive europea”.

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