Decreto carburanti, accise giù, ma il biometano resta fuori: la protesta di Federmetano
Le critiche della filiera per l'esclusione del biometano dalle misure di sostegno statali riservate ai carburanti
Il nuovo Decreto Carburanti approvato dal governo due giorni fa ha introdotto una riduzione delle accise su benzina, gasolio e GPL, con l’obiettivo di contenere l’aumento dei prezzi dei carburanti che si è registrato nelle ultime settimane. Il provvedimento dell’esecutivo si è reso necessario come contromisura alle ripercussioni dirette su petrolio e mercati energetici scattate con l’escalation delle tensioni in Medio Oriente dopo gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele in Iran e le successive ritorsioni.
Il caso GPL
Se da un lato la misura del taglio della accise (25 centesimi di €/l per un periodo limitato di 20 giorni) punta a sostenere famiglie e imprese, dall’altro emergono alcune criticità segnalate dagli operatori del settore. In particolare Federmetano, sottolinea la particolarità del caso del GPL, che beneficia di una riduzione delle accise pari a 12 centesimi al chilogrammo nonostante il prezzo non abbia registrato aumenti significativi.
L’aumento del prezzo del gas
Una scelta che solleva interrogative e per la quale Federmetano chiede chiarimenti, ancor più alla luce del fatto della totale assenza nel Decreto Carburanti di interventi a favore del biometano per autotrazione, utilizzato sia nella forma gassosa sia liquida (GNL) nel trasporto pesante. Una dimenticanza che, rimarca Federmetano, pesa su circa un milione di famiglie italiane che utilizza auto alimentata a biometano, e che hanno dovuto fare i conti con un forte aumento dei costi della materia prima, ovvero del prezzo del gas che nelle ultime settimane è schizzato da 35,1 €/MWh a 62,6 €/MWh, costringendo gli operatori ad adeguare i prezzi di vendita al pubblico, analogamente a quanto avvenuto per benzina e gasolio.
Nessun credito d’imposta per l’autotrasporto a metano
L’associazione italiana dei distributori e trasportatori di metano fa notare anche come le conseguenze ricadano pesantemente anche sul settore dell’autotrasporto, e chi ha investito in mezzi alimentati a GNL, più costosi ma più sostenibili in termini di emissioni, rischia ora di essere penalizzato. A differenza del trasporto pesante a gasolio, infatti, per il quale è il Decreto Carburanti prevede un credito d’imposta, il biometano non beneficia di alcun sostegno specifico.
Le richieste di Federmetano al governo
Una situazione che, sottolinea Federmetano, appare in contrasto con gli obiettivi ambientali europei, considerando che il biometano rappresenta uno dei pochi carburanti in grado di azzerare le emissioni di CO2 nel ciclo complessivo. Per tale motivo, gli operatori delle filiera chiedono un intervento urgenti al governo e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In particolare Federmetano chiede l’annullamento dell’IVA per lo stesso periodo di rimodulazione delle accise e l’introduzione di un credito d’imposta analogo a quello previsto per il gasolio, misure ritenute necessarie per ristabilire condizioni di equità ed evitare penalizzazioni discriminanti di un intero comparto.
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