Diesel Euro 5, la Lombardia non arretra: dal 1° ottobre stop a 443.344 auto
Secondo un'elaborazione di Facile.it su dati Aci, il divieto riguarderà il 7% delle auto iscritte al Pra in regione

Nessuna retromarcia, almeno per ora. Come riporta il Giorno, la Lombardia resta l’unica regione del bacino della Pianura Padana a confermare, dal 1° ottobre, lo stop alla circolazione delle auto diesel Euro 5. Secondo un’elaborazione di Facile.it su dati Aci, il divieto riguarderà 443.344 vetture sulle 6,5 milioni iscritte al Pra in regione, circa il 7% del totale.
Il blocco interessa i Comuni con oltre 100mila abitanti di quattro province: Milano, Monza e Brianza, Bergamo e Brescia. Di fatto, però, la misura finirà per incidere anche su buona parte del traffico di passaggio e su quello pendolare che gravita attorno a queste aree.
La classifica delle province lombarde
Milano è la provincia con il maggior numero di Euro 5 immatricolate tra il 2011 e il 2015: 84.847 vetture. Segue Brescia con 79.703 auto, davanti a Bergamo (61.078). Valori assoluti elevati si registrano anche a Varese (38.201), Monza e Brianza (34.258), Pavia (28.101), Mantova (27.473), Como (25.434) e Cremona (22.290). A Lecco se ne contano 17.046, mentre i numeri più contenuti riguardano Sondrio (12.778) e Lodi (12.135).
Guardando all’incidenza percentuale sul parco circolante locale, la Valtellina registra il dato più alto della Lombardia, con il 10% delle auto immatricolate di categoria Euro 5. Seguono Brescia, Cremona e Mantova al 9%, mentre Bergamo, Lecco, Lodi e Pavia si fermano all’8%. Le incidenze più basse si registrano invece a Varese (6%) e Milano (5%).
Nel complesso, in Lombardia le auto a gasolio di categoria compresa tra Euro 0 ed Euro 5 iscritte al Pra sono 1.009.761, anche se una parte di queste, soprattutto le più datate, potrebbe non essere più effettivamente circolante.
Le reazioni del settore
«Lo stop alle auto Diesel Euro 5 in Lombardia causerà un effetto tsunami sul mercato dell’automotive portando a enormi rincari dei prezzi delle autovetture a tutto danno degli automobilisti della regione»
Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri
Secondo Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, la misura rischia di trasformarsi in un danno economico rilevante per gli automobilisti coinvolti, costretti a scegliere tra l’acquisto di un’auto nuova o la rinuncia all’uso del proprio veicolo. “In Italia abbiamo il parco auto circolante più vecchio d’Europa, e nessun governo è intervenuto con efficaci politiche di incentivazione all’acquisto di auto nuove”, ha dichiarato Galli, chiedendo a Regione Lombardia di incrementare incentivi e sussidi per chi passa a un veicolo meno inquinante.
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