Ferrari Luce: com’è nata la prima elettrica del Cavallino disegnata dagli ex creativi di Apple
Il design Marc Newson racconta la genesi della prima auto a batteria di Maranello
La Ferrari Luce, prima elettrica della storia del Cavallino Rampante, porta la firma di Jony Ive e Marc Newson, i designer che hanno rivoluzionato il mondo tech con Apple e che hanno portato la loro creatività stilistica nel mondo dell’auto in questa collaborazione che li ha visti protagonisti nel dare forma alla Ferrari Luce.
Il duo di designer, fondatori del collettivo LoveFrom con sede a San Francisco, ha accettato l’ambiziosa sfida lanciata da Maranello, ovvero “reinventare”, in collaborazione con il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, l’identità della Rossa nell’era della mobilità elettrica.
Reinventare l’identità Ferrari nell’inedito segmento elettrico
Il risultato “creativo” si è concretizzato nella Luce, una vettura che rappresenta qualcosa di inedito nell’universo Ferrari. Parliamo di una berlina di oltre 5 metri di lunghezza, quattro porte, cinque posti “reali” e un capiente bagagliaio, dando vita a proporzioni che appaiono molto distanti dalle supercar di Maranello. Del resto non è un mistero che Ferrari abbia voluto osare, per creare una vettura innovativa e capace di farsi simbolo di un nuovo ed inedito capitolo del Cavallino. Nasce così la Ferrari Luce con la sua carrozzeria in alluminio che avvolge una “glass house”, una cellula luminosa e ariosa, circondata da tanta tecnologia ispirata al mondo Apple.

Sulla genesi del design della Ferrari Luce che sta facendo tanto discutere il mondo dell’auto e degli appassionati, Marc Newson, uno dei designer ex Apple che ha dato forma alla vettura, ha raccontato in un intervista al Corriere della Sera quali sono stati i passi concreti che hanno portato alla creazione della prima elettrica di Maranello.
Newson: “Partiti da parametri precisi”
Newson afferma che il progetto base della vettura partiva da tre pilastri, ovvero che avesse quattro porte, cinque posti e che fosse performante. Il designer ricorda inoltre che quando ha iniziato a lavorare alla prima elettrica di Maranello, la Purosangue non c’era ancora: “Si trattava di fare un’auto a quattro porte quando ancora non ne esistevano in Ferrari”.
Il designer spiega che LoveFrom ha lavorato a stretto contatto con Maranello in ogni fase del progetto, in un continuo scambio di competenze tra il mondo del design industriale e quello dell’ingegneria automobilistica. Per Jony Ive e Marc Newson la coerenza è stato il principio guida che ha dettato la linea: interno ed esterno della vettura dovevano fondersi in un’unica visione coordinata.

Più analogico per non distrarre dalla guida
Sulla crezione dell’abitacolo, i due designer hanno rifiutato la logica del “tutto digitale” che domina il settore delle elettriche. Niente schermi giganti dunque sulla Ferrari Luce con un impostazione nella quale la priorità è mantenere il guidatore concentrato sulla strada. Così nasce il particolare cockpit della Luce che combina quindi pulsanti fisici e interruttori tattili, che interagiscono con un’interfaccia digitale per combinare al meglio le due dimensioni, fisica e digitale. “Il display centrale – afferma Newson – ha sia interruttori sia icone. C’è un vero orologio con le lancette fisiche, ma a cui si può cambiare il quadrante trasformandolo in una bussola o un cronometro”.
Le sfide progettuali guidano il design
Negli esterni non mancano le particolarità come nel caso dei tergicristalli verticali che nascono da una vera e propria sfida progettuale come spiega Newson, dato che per ottenere il grande parabrezza continuo, soluzione inedita nel mondo reale, presente solo su alcune concept anni ’60, bisognava trovare una collocazione che non interrompesse il flusso aerodinamico. La soluzione è arrivata ruotandoli. “Sono proprio le sfide che guidano il design”, chiosa Newson.
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