Ferrari Luce, la replica di Vigna: “Chi la critica non l’ha vista dal vivo, il cavallino non si tocca”

La prima elettrica Ferrari è già un caso: Vigna difende Luce e il Cavallino

Ferrari Luce, la replica di Vigna: “Chi la critica non l’ha vista dal vivo, il cavallino non si tocca”

Ferrari Luce non è ancora arrivata davvero su strada, ma ha già ottenuto ciò che ogni modello del Cavallino riesce a fare quando tocca un nervo scoperto: dividere. La prima elettrica di Maranello ha acceso un dibattito acceso, quasi identitario, che va ben oltre schede tecniche, autonomia e prestazioni. Al centro della discussione c’è il simbolo più potente dell’automobilismo italiano, quel Cavallino Rampante che Luca Cordero di Montezemolo, storico ex presidente Ferrari, ha evocato con toni durissimi, arrivando ad auspicare che venisse tolto dalla carrozzeria della nuova vettura. Una presa di posizione pesante, destinata inevitabilmente a provocare una risposta.

La replica di Vigna: “Il Cavallino resta dov’è”

A raccogliere il guanto di sfida è stato Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari, intervenuto a margine dell’incontro inaugurale del Motor Valley Fest di Modena. La sua replica non ha lasciato molto spazio alle interpretazioni. In sostanza, il messaggio è stato chiaro: le scelte industriali di Maranello non vengono dettate dalle polemiche esterne.

Vigna ha spiegato di essere abituato a seguire le proprie decisioni, non quelle suggerite da altri. Tradotto in termini ancora più espliciti: il Cavallino Rampante sulla Luce resterà al suo posto. “La macchina va vista dal vivo”, è il senso della risposta del manager, convinto che molte critiche nascano da un giudizio anticipato, formulato senza aver avuto un contatto diretto con la vettura.

Il numero uno dell’azienda ha rivendicato anche un metodo preciso, quasi scientifico, nello sviluppo del progetto. Meno attenzione al rumore di fondo, più concentrazione sul prodotto. Per Vigna, chi parla della Luce senza averla vista rischia di fermarsi alla superficie, senza coglierne la logica industriale e tecnica.

Ferrari Luce, la replica di Vigna: “Chi la critica non l’ha vista dal vivo, il cavallino non si tocca”

Ordini aperti e clienti già in fila

A sostenere la posizione di Ferrari, secondo l’amministratore delegato, ci sono soprattutto i primi segnali commerciali. Gli ordini sarebbero stati aperti già dalla mattina precedente e diversi clienti avrebbero confermato l’acquisto. Un dato particolarmente significativo riguarda il profilo degli acquirenti: molti sarebbero nuovi per il marchio.

È un passaggio tutt’altro che secondario. La Luce, infatti, sembra parlare anche a un pubblico diverso da quello tradizionale Ferrari, pur senza voler rinunciare alla propria identità. “Ci sono clienti che la vogliono subito”, ha lasciato intendere Vigna. Una risposta concreta alle critiche, perché nel mondo del lusso e delle supercar il mercato pesa spesso più dei commenti social. Durante il confronto modenese è arrivata anche la domanda più delicata: Ferrari Luce nasce per inseguire i costruttori cinesi o per smarcarsi completamente da quel modello? La risposta di Vigna è stata netta. La vettura, ha spiegato, non avrebbe nulla a che vedere con le elettriche degli altri player, Cina compresa.

Il punto, nella narrazione di Maranello, è proprio questo: non costruire una Ferrari elettrica perché il mercato lo impone, ma costruirla secondo un codice Ferrari. Un posizionamento ambizioso, che punta a sottrarre la Luce al confronto diretto con il resto del segmento. Vigna ha poi voluto chiarire un equivoco: la Luce non sostituisce nulla. È un’aggiunta alla gamma, non una conversione totale all’elettrico. Nel corso dell’anno Maranello porterà avanti modelli ibridi, termici e dodici cilindri, dalla Testarossa ibrida alla Amalfi turbo, fino alla Purosangue con V12 aspirato.

Ferrari Luce, manifesto futurista dell’automobile

La strategia resta quindi plurale. Ferrari vuole offrire diverse motorizzazioni e lasciare ai clienti la scelta finale. Anche sul prezzo, giudicato da molti elevato, Vigna ha difeso la linea aziendale: l’innovazione, ha spiegato, deve essere remunerata, per tutelare persone, filiera e tecnologia. Maranello, insomma, tira dritto. Luce divide, provoca, irrita i puristi e incuriosisce nuovi clienti. Ma forse è proprio questo il segnale più ferrariano: quando cambia strada, il Cavallino non passa mai inosservato.

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