Free flow, l’autostrada senza caselli in crescita in Europa: come funziona

Elimina molte code, ma attenzione al pagamento del pedaggio

Free flow, l’autostrada senza caselli in crescita in Europa: come funziona

I caselli sono una delle cause principali delle code in autostrada. Nonostante ci sia un numero crescente di automobilisti che utilizzano il telepedaggio, soprattutto durante i periodi clou per gli spostamenti, come l’esodo estivo, sono tante le auto in coda ad aspettare di arrivare dal casellante e poter pagare il pedaggio. Causando non solo ritardi e stress, ma anche aumentando l’inquinamento. Ma in Europa sono in aumento le autostrade ‘free flow’.

Di cosa si tratta

Si tratta di tratti autostradali dove non ci sono caselli o barriere, mentre i portali installati sopra le corsie rilevano il passaggio e calcolano l’importo da pagare. Quindi, bisogna stare attenti, l’autostrada ‘free flow’ non diventa gratuita perché non ci sono i caselli, ma si tratta di una gestione diversa e realizzata per favorire un flusso più rapido del traffico. Infatti, alla base di questa tecnologia c’è l’eliminazione delle code, una riduzione dei tempi di percorrenza ed anche, come dicevamo, un aiuto all’ambiente, con la riduzione di consumi ed emissioni.

Il rilevamento è piuttosto semplice e avviene direttamente mentre si è in marcia, senza la necessità di rallentare, come avviene invece anche nelle corsie di pagamento del telepedaggio. Il veicolo viene identificato tramite telecamere, antenne e sensori, che leggono la targa, registrano i portali attraversati e, di conseguenza, stabilisce l’importo dovuto per la tratta percorsa. Come dicevamo, non serve frenare o rallentare, rileva il veicolo anche a velocità da limite.

Come si paga e le sanzioni

Il pagamento avviene in diversi modi. Quello più semplice è legato al dispositivo di telepedaggio (Telepass, UnipolMove o MooneyGo), con l’identificazione della targa e dell’addebito direttamente sul proprio conto del dispositivo, senza la necessità di ulteriori operazioni. L’altro è quello ‘manuale’: chi non ha alcun dispositivo, infatti, dovrà ricordarsi di pagare la tratta attraverso i canali online del gestore, un’app dedicata (se presente e disponibile) oppure anche recandosi fisicamente in punti convenzionati. Il termine è solitamente di 15 giorni, entro i quali è obbligatorio pagare.

Se non avviene il pagamento, iniziano i problemi. Infatti, scaduto quel termine, il concessionario invia un sollecito, già comprensivo anche di un sovrapprezzo, per gli oneri sostenuti per accertamento, visura, riscossione e spedizione dell’avviso. In caso non si risponda al sollecito, scatta la violazione dell’Articolo 176 del Codice della Strada e la situazione viene gestita dalla Polizia Stradale. A quel punto il rischio è un vero salasso: multa da 87 a 344 euro, decurtazione di ben 2 punti dalla patente, oltre al pedaggio originale maggiorato.

Il rischio dimenticanza

Il problema del mancato pagamento non è sempre, però, legato alla volontà di una truffa o di voler percorrere l’autostrada senza pagare, ma ad una semplice dimenticanza. Infatti, quando si transita sotto i portali non viene emesso nessun segnale acustico (come avviene invece nelle corsie del telepedaggio) e non arriva alcun avviso di pagamento o notifica. È l’automobilista stesso a dover andare sul sito dedicato, registrare la targa e pagare la tratta percorsa.

Questo può portare ad una dimenticanza o anche a non accorgersi di dover pagare, vista la rarità (almeno al momento) di questo tipo di autostrade in Italia. C’è anche l’opzione ancor più sfortunata, cioè che il proprio dispositivo di telepedaggio non funzioni oppure non ci sia stato un corretto rilevamento, non facendo così collegare il dispositivo alla propria targa. Per questo, è sempre meglio controllare il corretto addebito, anche se si ha un regolare contratto.

Le autostrade free flow in Italia e in Europa

Questo tipo di autostrade è in crescita in Europa ed anche in Italia, anche se il numero è ancora decisamente limitato. Nel nostro Paese, il sistema del free flow viene utilizzato sull’A36 Autostrada Pedemontana Lombarda, l’A59 Tangenziale di Como, l’A60 Tangenziale di Varese e, da più recentemente, anche sull’A33 Asti-Cuneo, seppur non sull’intero tratto.

Nel Vecchio Continente, ci sono alcuni paesi con maggior utilizzo, come ad esempio il Portogallo, ed altri più simili a noi, con alcune direttrici, come in Francia (sulla Parigi-Normandia) o nei Paesi Baschi in Spagna. Ma è molto probabile questa tecnologia venga utilizzata sempre con maggior frequenza, per eliminare i caselli e rendere più ‘green’ anche le autostrade.

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