John Elkann archivia l’era Tavares: per Stellantis finisce il tempo dei numeri “insostenibili”

Elkann punge Tavares nella lettera agli azionisti di Exor

John Elkann archivia l’era Tavares: per Stellantis finisce il tempo dei numeri “insostenibili”

Nella lettera agli azionisti di Exor, John Elkann sceglie un tono netto e, almeno sul dossier Stellantis, privo di sfumature consolatorie. Il presidente della holding non celebra i record del recente passato, ma li rilegge alla luce di ciò che è accaduto dopo, trasformandoli quasi in una prova a carico della vecchia gestione. Il messaggio è chiaro: i grandi numeri del 2023 non rappresentavano una base solida su cui costruire il futuro, bensì un equilibrio fragile, incapace di reggere alla prova del tempo.

Elkann punge Tavares nella lettera agli azionisti di Exor

La frase più pesante è quella in cui Elkann definisce “stark”, cioè dura e inequivocabile, la lezione appresa da Stellantis. Nella lettera ricorda che nel 2023 il gruppo aveva chiuso con 189,5 miliardi di euro di ricavi e 18,6 miliardi di utile netto, ma aggiunge subito che, “col senno di poi”, quella performance si è rivelata insostenibile. Due anni dopo, infatti, i ricavi sono scesi a 153,5 miliardi e il gruppo ha registrato una perdita netta di 22,3 miliardi di euro. Più che una semplice frenata, è un ribaltamento completo del quadro finanziario.

Il punto centrale, però, non è soltanto contabile. John Elkann individua con precisione anche le responsabilità industriali e strategiche che, a suo giudizio, hanno preparato il terreno alla crisi. Nella lettera parla di tagli aggressivi ai costi che hanno limitato la capacità dell’azienda di consegnare veicoli con il ritmo e gli standard qualitativi attesi dai clienti. A questo aggiunge un altro passaggio cruciale: Stellantis si sarebbe spinta verso l’elettrificazione più velocemente di quanto la domanda reale giustificasse, in un contesto peraltro complicato da cambi normativi e incertezze regolatorie. Il risultato, scrive Elkann, è stato un progressivo allontanamento dalle preferenze del mercato.

Senza trasformare la lettera in un regolamento di conti personale, il riferimento alla gestione di Carlos Tavares appare evidente. Tavares si è dimesso da CEO il 1° dicembre 2024 e, da quel momento, Elkann ha assunto un ruolo operativo ad interim nella guida del gruppo. Nella sua ricostruzione, il problema non è che i margini fossero alti in sé, ma che fossero stati ottenuti comprimendo troppo alcuni elementi chiave: qualità, relazioni con la rete, allineamento tra prodotto e domanda, disciplina commerciale.

I numeri del 2024 avevano già segnalato che qualcosa si stava incrinando. Stellantis aveva chiuso quell’esercizio con 156,9 miliardi di ricavi, in calo del 17% sul 2023, e con un utile netto ridotto a 5,5 miliardi, cioè il 70% in meno rispetto all’anno precedente. La società spiegava allora il deterioramento con fattori come i vuoti temporanei di gamma, la riduzione delle scorte e varie difficoltà operative. Ma la lettera di Elkann, riletta oggi alla luce del 2025, suggerisce che quei segnali fossero già l’anticamera di una crisi più ampia e strutturale.

John Elkann archivia l’era Tavares: per Stellantis finisce il tempo dei numeri “insostenibili”

Il 2025, nelle parole del presidente di Exor, è diventato così “un anno di resa dei conti e di reset”. Elkann rivendica di aver passato centinaia di ore in viaggio tra stabilimenti, centri di ingegneria e siti produttivi, con l’obiettivo di capire dove Stellantis stesse perdendo efficacia. Sottolinea di aver lavorato per ricostruire i rapporti con concessionari, fornitori e sindacati e di aver rimesso al centro il tema della qualità, oltre a una cultura aziendale più aperta nel far emergere i problemi. È il contrario di una gestione focalizzata esclusivamente sul breve termine: il tentativo, almeno nelle intenzioni, di rimettere in asse macchina industriale e mercato.

In questa prospettiva vanno letti anche i circa 25 miliardi di oneri straordinari contabilizzati nel 2025, che Elkann definisce difficili ma necessari per affrontare gli errori del passato e restituire flessibilità strategica al gruppo. Stellantis, nei risultati annuali 2025, ha spiegato che la perdita è stata trainata da 25,4 miliardi di charges, legati soprattutto a un profondo cambio di impostazione strategica per riallineare l’offerta alle preferenze dei clienti e all’evoluzione delle regole di mercato. Si tratta insomma del prezzo pagato per chiudere una fase.

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