La Collezione ASI Bertone torna a Torino: allo Stellantis Heritage Hub uno dei grandi patrimoni del car design

66 vetture iconiche raccontano la storia del design automobilistico made in Torino

La Collezione ASI Bertone torna a Torino: allo Stellantis Heritage Hub uno dei grandi patrimoni del car design

Torino si riprende uno dei suoi patrimoni più preziosi. L’inaugurazione del nuovo allestimento della Collezione ASI Bertone allo Stellantis Heritage Hub rappresenta il ritorno a casa di un pezzo importante della cultura automobilistica italiana. È un rientro cercato, voluto, atteso da tempo, che restituisce alla città una raccolta capace di raccontare come poche altre l’evoluzione del design automobilistico internazionale e il ruolo centrale che Torino ha avuto in questa storia.

Stellantis Heritage Hub accoglie la Collezione Asi Bertone

Grazie all’accordo tra Automotoclub Storico Italiano e Stellantis Heritage, il pubblico può ora ammirare una collezione straordinaria, acquisita e tutelata dall’ASI nel 2015, composta da 66 vetture realizzate tra gli anni Sessanta e i primi Duemila. Ci sono modelli di serie, prototipi, concept car e show car che portano con sé il segno di Bertone e delle sue collaborazioni con venti marchi automobilistici internazionali. Non è solo una sequenza di auto rare e affascinanti: è il racconto concreto di un modo di pensare l’automobile, di costruirla, di immaginarla prima ancora che prendesse forma.

La forza di questa collezione sta proprio qui. Ogni vettura mostra un passaggio, un’intuizione, un cambio di prospettiva. Bertone, soprattutto quando lavorava su auto non destinate esclusivamente alla grande produzione, aveva la libertà di sperimentare davvero. Poteva osare con le proporzioni, con i volumi, con le superfici, con l’idea stessa di abitacolo e di architettura del veicolo. E da quella libertà sono nate auto che ancora oggi sembrano parlare al presente.

L’arrivo della collezione si inserisce anche in una nuova fase dello Heritage Hub di via Plava 80, nel cuore del comprensorio di Mirafiori. Negli ultimi mesi lo spazio è stato ripensato per rendere la visita più ricca e coinvolgente. Oggi è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, e offre la possibilità di scegliere tra una visita autonoma durante la settimana e una guidata nel weekend. È un dettaglio importante, perché aiuta a capire come questo luogo voglia diventare sempre di più uno spazio vivo, non solo per gli appassionati, ma per chiunque voglia avvicinarsi alla storia dell’auto in modo diretto e accessibile.

Il valore simbolico di questo ritorno è stato sottolineato anche da Alberto Scuro, presidente dell’ASI, che ha parlato apertamente di una missione compiuta: riportare a Torino un patrimonio che appartiene alla città, al Piemonte e a una tradizione creativa che qui ha trovato il terreno ideale per crescere. La Collezione Bertone, già tutelata dal Ministero della Cultura per impedirne la dispersione, torna così nel luogo che più di ogni altro può raccontarne il significato.

La Collezione ASI Bertone torna a Torino: allo Stellantis Heritage Hub uno dei grandi patrimoni del car design

Anche Roberto Giolito, Head of Stellantis Heritage Italia, ha insistito su questo punto: lo Heritage Hub non è solo un contenitore di auto storiche, ma un luogo che vuole raccontare oltre cent’anni di evoluzione dell’automobile attraverso la lente di Torino. E l’ingresso della Collezione ASI Bertone rafforza proprio questa idea, aggiungendo un tassello fondamentale al racconto del design, della tecnica e della capacità italiana di innovare.

Le origini della raccolta risalgono all’inizio degli anni Settanta, quando Nuccio Bertone ebbe l’intuizione di conservare i prototipi più innovativi invece di destinarli alla demolizione. Nella sede di Caprie, inaugurata nel 1972, quei modelli iniziarono a diventare memoria viva dell’azienda. Col tempo, a questi si aggiunsero anche le vetture personali più amate da Bertone, dando forma a una collezione unica per coerenza, valore storico e forza evocativa.

Il percorso espositivo si apre con l’Alfa Romeo Giulia Sprint del 1963, vettura simbolica perché racchiude entrambe le anime di Bertone: quella stilistica e quella industriale. Accanto a lei compaiono altri modelli che da soli basterebbero a giustificare una visita, come la Lamborghini Miura S del 1967 e la Runabout del 1969, esempi perfetti di come Bertone sapesse unire eleganza, tensione creativa e visione.

Negli anni Settanta la collezione entra nel vivo con modelli entrati nell’immaginario collettivo, dalla Lancia Stratos alla Fiat X1/9, dalla Lamborghini Espada alla Ferrari 308 GT4, ma anche con prototipi che raccontano il lato più coraggioso del marchio, come la Citroën Camargue, la Ferrari Rainbow o la Volvo Tundra. È la stagione in cui il segno di Marcello Gandini cambia radicalmente il modo di pensare l’auto, introducendo linee geometriche, tese, quasi architettoniche.

Poi arrivano gli anni Ottanta e Novanta, con concept visionari, supercar, cabriolet, progetti elettrici e studi sempre più avanzati sulla mobilità del futuro. Dalla Chevrolet Ramarro alla Lamborghini Genesis, fino alla sorprendente Bertone Z.E.R., il percorso mostra quanto il marchio fosse capace di anticipare temi che oggi sono al centro del dibattito automobilistico.

La Collezione ASI Bertone torna a Torino: allo Stellantis Heritage Hub uno dei grandi patrimoni del car design

A rendere tutto ancora più suggestivo c’è il contesto che ospita la collezione: la storica Officina 81 di Mirafiori, uno spazio di circa 15.000 metri quadrati restaurato con grande attenzione, mantenendo intatta la sua anima industriale. I colori originali, il cemento, i pilastri metallici, tutto contribuisce a creare un’atmosfera autentica, in cui le auto non appaiono isolate, ma profondamente legate al mondo che le ha generate.

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