Lancia Aprea 42: la prova di un modello che richiama la tradizione
Le sensazioni di Maurizio Bulleri dalle acque del Golfo di Napoli

Sono orgoglioso di poter presentare un’imbarcazione frutto della migliore tradizione nautica artigianale italiana. Un modello che ha saputo cogliere l’eredità delle lance sorrentine per trasformarsi in un meraviglioso natante da diporto: Lancia Aprea 42. Appartiene ad una gamma in corso di sviluppo che dovrebbe contemplare modelli da 32 a 72 piedi. Il costruttore, Cantieri Aprea, ha un’esperienza ultracentenaria, le sue origini risalgono al 1.890. Anche questo modello è stato sviluppato dalla Victory Design di Brunello Acampora. Perché è così affascinante, così armoniosa, perché sia il progettista sia il costruttore hanno nel loro DNA la bellezza di questi luoghi, di questa costa, di questo golfo, la bellezza delle barche.
Le caratteristiche

Un prodotto artigianale curato minuziosamente con l’obiettivo di incantarci, sia se lo ammiriamo nelle sue forme da lontano, sia se osserviamo i dettagli da vicino. Legni marini pregiati lavorati a mano, lussuosi tessuti Loro Piana, uno stile che accoglie e unisce la contemporaneità con la tradizione, sia in coperta dove i nostri occhi possono giudicare, sia nell’opera viva disegnata anch’essa per stupirci, come vedremo tra poco. Sono tanti gli elementi artigianali che fanno la differenza. Guardate la bellezza di questa zona di ormeggio e la protezione per non sciupare il legno. La lunghezza fuori tutto è di 12 metri e 44 centimetri, ma attenzione, è un natante con una lunghezza dello scafo di 9 metri e 99 centimetri. Tutto ciò è stato reso possibile grazie a scelte progettuali e costruttive appropriate.
La poppa è spettacolare. Elegante, sinuosa, arricchita dall’essenza così meravigliosamente incastonata. L’hard-top è sostenuto da montanti sottili attorno al parabrezza e da piloni modellati per farsi ammirare. Nella parte superiore troviamo l’alberotto, secondo la tradizione nautica di un tempo. La coperta combina stile e funzionalità per muoversi comodamente senza gradini, accompagnati da un capo di banda di mogano, altro elemento che ricorda le lance e i gozzi. Sedici mani di vernice, intervallate da altrettante carteggiature, lo fanno brillare, ma se volete c’è anche in teak al naturale. A prua una zona conviviale che diventa prendisole e un divano fronte marcia sempre disponibile, almeno per 4 persone. Nel pozzetto la cucina è ben attrezzata, ma soprattutto molto elegante. È un’opera d’arte anche il tavolo, attorno le sedute. Verso poppa il prendisole con un bell’appoggiatesta. I fianchi sono scolpiti dalle finestrature della cabina prodiera, leggermente incassate e sovrastate da un fregio a punta di lancia. A poppa una pregevole griglia di acciaio nasconde i condotti di areazione della sala macchine. Si possono scegliere 10 diverse colorazioni dello scafo che hanno i nomi di località, isole, spiagge, scogli, fiordi di questa zona di mare.

Quando si scende sotto coperta si viene accolti in un ambiente dallo stile contemporaneo dove le linee e le forme dimostrano come questa barca sia ovunque frutto di una ricerca stilistica originale e di lavorazioni artigianali pregevoli. A prua, il matrimoniale con vani portaoggetti nascosti in murata e cassettone sotto il letto. Sul fianco un armadio, qui però potreste allestire in alternativa una dinette. Nel disimpegno, il mobilio consente lo stivaggio in cassetti e sportelli e l’inserimento di elettrodomestici aggiuntivi per la colazione. Nel bagno, la doccia è separata. Questa è la zona sotto il pozzetto dedicata a due cuccette singole, ma qui potreste trovare anche un matrimoniale disposto per vaglio. Ciò che voglio farvi notare però è questa zona: posso alzarmi per cambiarmi.
La prova

Lancia Aprea 42 potrebbe essere motorizzata anche con fuoribordo. Un esemplare, con 3 fuoribordo da 425 cavalli, ha raggiunto i 43 nodi. Se siete sportivi e volete correre, potete fare anche questo con questa imbarcazione. Sono tante le motorizzazioni che il cantiere propone. Potete scegliere anche piedipoppieri, con motori che vanno da 320 a 440 cavalli, tutti marchiati Volvo Penta. Potete decidere anche di avere una tradizionale eterna linea d’asse, con motori entrobordo di Volvo Penta o di Yanmar con potenze che vanno da 320 a 440 cavalli, oppure Volvo Penta IPS, le versioni IPS 500, 600 o 650. Cambia la taratura di potenza: da 380 cavalli, come su questo esemplare, a 480 cavalli. Le velocità massime in questo caso passano da 32 a 40 nodi.
Navighiamo nelle acque piuttosto tranquille del Golfo di Napoli e qui, ovunque si volga la prua, verso Capri, verso Sorrento o verso il Vesuvio, il paesaggio è meraviglioso. Per il controllo dell’assetto hanno scelto gli interceptor. Potete decidere di utilizzare il sistema automatico oppure di regolarli manualmente. A velocità minima di planata, con gli interceptor abbassati al 60-70%, l’assetto è meraviglioso. Velocità 20 nodi, consumo 4,5 litri per miglio. Appena impostate la virata, dopo pochi istanti, ha già trovato la sua direzione e stringe sempre di più l’evoluzione. Una forza ancora maggiore sul timone e aumentate l’angolo di barba. Un controllo incredibilmente facile e piacevole. Alziamo un po’ l’andatura, solleviamo anche un po’ gli interceptor, la barca resta stesa sull’acqua, la velocità aumenta, 25 nodi. Il consumo sale, ma di poco. Siamo sempre un po’ sotto i 5 litri per miglio.

Oggi le acque sono maledettamente calme, però siccome ho ben guardato le forme di questo scafo, la prua, i masconi, e conosco bene chi ha disegnato questa opera viva, Brunello Acanfora, mi piacerebbe trovare un po’ di onde. Vado a cercare qualche scia, qualche scia magari di una grossa imbarcazione, di un aliscafo, e vado a prenderla per capire come la impatta. Eccola, ci siamo! Metto giù la manetta per sentire l’impatto. Lo sapevo, è morbidissima! Navigare sul mare mosso deve essere ancora più bello, da un certo punto di vista ovviamente. È in grado di farlo molto bene. Adesso però mi concentro sulla massima prestazione. Giù la manetta e via gli interceptor! Oggi, con imbarcazione in assetto da crociera, quindi con tutto quello che serve per navigare, con le dotazioni di bordo, con il pieno di carburante, la velocità è di 30 nodi, ma la massima dichiarata dal cantiere è di 32 nodi e in condizioni ottimali, con carena perfettamente pulita, sono sicuramente reali. Francamente credo che se potete permettervela, ho detto tutto, non è il caso di aggiungere altro.
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