Lancia: mostra dedicata ai suoi 120 anni presso il Museo Autoworld di Bruxelles
Riflettori puntati sulla Delta HF Integrale 16v Gr.A
Dal 27 febbraio al 19 aprile 2026 il Museo Autoworld di Bruxelles ospita una mostra che, per gli appassionati di motori, ha il sapore di un vero viaggio nella storia. Si intitola “Lancia 120 Years – Innovation Through Italian Design” ed è dedicata ai 120 anni di uno dei marchi più affascinanti dell’automobilismo europeo. Non si tratta soltanto di un’esposizione di auto storiche: è un racconto lungo più di un secolo, fatto di innovazione, eleganza e passione per le competizioni.
La mostra accompagna i visitatori in un viaggio attraverso 120 anni di storia di Lancia
La mostra trova casa nel suggestivo Palais Mondial, lo storico edificio che dal 1986 ospita il Museo Autoworld. Chiunque ami le automobili conosce questo luogo: qui sono custoditi modelli provenienti da epoche e marchi diversi, una sorta di grande archivio vivente della storia dell’auto. In questo contesto, celebrare Lancia appare quasi naturale. La casa torinese, infatti, ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’automobile moderna, introducendo soluzioni tecniche e stilistiche che hanno spesso anticipato il loro tempo.
Il percorso della mostra è costruito attorno a dodici vetture selezionate dal curatore Leo Van Hoorick. Dodici auto che non sono state scelte solo per la loro bellezza o rarità, ma perché ognuna rappresenta un momento importante nella storia del marchio. L’idea è quella di raccontare le due anime che hanno sempre caratterizzato Lancia: da una parte la ricerca tecnica e il design raffinato, dall’altra la straordinaria tradizione sportiva.

La prima parte dell’esposizione riporta i visitatori agli inizi della modernità automobilistica. Qui spicca una vettura che ha cambiato il modo di costruire le auto: la Lancia Lambda del 1922, presente in mostra con un esemplare della seconda serie del 1924. Oggi può sembrare normale, ma all’epoca la Lambda rappresentò una rivoluzione. Fu infatti la prima auto di serie al mondo dotata di scocca autoportante. In altre parole, telaio e carrozzeria non erano più separati. Questa soluzione rese le automobili più leggere, più rigide e più stabili su strada. Una scelta tecnica destinata a influenzare l’intera industria automobilistica.
Accanto alla Lambda trova spazio un’altra vettura simbolo dell’ingegno Lancia: la Aprilia del 1937. A colpire, ancora oggi, è il suo design aerodinamico, incredibilmente moderno per l’epoca. Non era solo una questione di estetica: quella forma migliorava anche l’efficienza e la stabilità della vettura. Ancora una volta Lancia dimostrava di saper guardare avanti.
Il percorso prosegue con la Lancia Aurelia B20 Coupé, un modello che molti considerano la prima vera Gran Turismo della storia. Il suo motore V6 rappresentava una soluzione tecnica molto avanzata per l’epoca e contribuì a rendere la vettura un punto di riferimento nel panorama automobilistico degli anni Cinquanta. L’Aurelia non seguiva le tendenze del momento: le anticipava.
Questa sezione della mostra è arricchita anche dalla presenza di due prototipi che raramente si vedono dal vivo. Il primo è la Lancia Florida quattro porte del 1956, disegnata da Pininfarina. È una vettura elegante, quasi scultorea, che racconta perfettamente il talento dei grandi carrozzieri italiani del dopoguerra. Il secondo modello è la Pininfarina PF200 del 1952, una concept car dalle linee futuristiche che sembra arrivare da un’altra epoca. Guardandola oggi si capisce quanto fosse audace la creatività del design italiano di quegli anni.
Dopo questo viaggio tra innovazione e stile, la mostra cambia atmosfera e si sposta sul terreno delle competizioni. Perché la storia di Lancia non è fatta solo di eleganza e soluzioni tecniche brillanti: è fatta anche di rally, polvere, velocità e vittorie.
Qui compaiono alcune delle vetture più celebri nella storia del motorsport. Tra queste la Lancia Fulvia 1600 HF “Fanalone”, protagonista di importanti successi negli anni Settanta. Accanto a lei c’è la leggendaria Lancia Stratos, una delle auto da rally più iconiche di sempre, progettata fin dall’inizio con un unico obiettivo: vincere.

A completare questo trio c’è la Lancia 037, una vettura che ha scritto una pagina unica nella storia dei rally. È stata infatti l’ultima auto a trazione posteriore capace di conquistare un titolo mondiale, in un periodo in cui le quattro ruote motrici stavano ormai diventando la norma.
Il punto più emozionante della mostra arriva però con la Lancia Delta HF Integrale 16v. Per molti appassionati questa vettura rappresenta il simbolo stesso del dominio Lancia nel mondiale rally. Tra il 1987 e il 1992 la Delta conquistò sei titoli mondiali costruttori consecutivi, un record che ancora oggi nessun altro marchio è riuscito a superare.
L’esemplare esposto a Bruxelles è quello che partecipò alla stagione 1991 con l’equipaggio formato da Juha Kankkunen e Juha Piironen. In quell’anno la vettura ottenne risultati importanti, tra cui il secondo posto al Rally di Nuova Zelanda e il quarto posto al Rally del Portogallo, contribuendo a una stagione che si concluse con sei vittorie complessive.
Dal punto di vista tecnico la Delta Integrale 16v era una macchina impressionante per l’epoca. Il suo motore quattro cilindri da 1995 cc con turbocompressore sviluppava 295 cavalli e una coppia di 402 Nm. Con un peso di circa 1.100 chilogrammi e una velocità massima di 215 km/h, la vettura aveva un rapporto peso-potenza che la rendeva estremamente competitiva su qualsiasi tipo di terreno.
La Delta esposta proviene dallo Stellantis Heritage Hub di Torino, il centro dedicato alla conservazione delle vetture storiche del gruppo situato all’interno dello stabilimento di Mirafiori. La sua presenza a Bruxelles è il risultato di una collaborazione che ha permesso di riunire in un unico spazio alcune delle auto più rappresentative della storia Lancia. Visitare questa mostra significa molto più che osservare automobili d’epoca. Significa attraversare oltre cento anni di idee, intuizioni e successi. E capire perché Lancia, ancora oggi, continua a occupare un posto speciale nel cuore degli appassionati.
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