Leapmotor vuole vendere 4 milioni di auto all’anno entro il 2035
Lo ha rivelato il CEO Zhu Jiangming durante un evento in Cina
Leapmotor quest’anno ha fatto il record di vendite. La casa automobilistica cinese grazie alla collaborazione con Stellantis sta iniziando a espandersi in tutto il mondo. Le cose dovrebbero migliorare ulteriormente nel 2026 anno in cui il marchio pensa di poter raggiungere e superare quota 1 milione di immatricolazioni a livello globale.
4 milioni di auto all’anno entro il 2035: è questo l’ambizioso obiettivo di Leapmotor
Ma a quanto pare questo è solo l’inizio. I piani di Leapmotor infatti sono ancora più ambiziosi. La casa cinese pensa di poter arrivare a vendere oltre 4 milioni di auto all’anno entro il 2035. Lo ha rivelato il CEO Zhu Jiangming durante un evento in cui si festeggiavamo i primi 10 anni del marchio in Cina. Per raggiungere questo traguardo la casa cinese cercherà di ampliare ulteriormente la sua gamma con una nuova linea di modelli di fascia alta con prezzi superiori ai 34.000 euro
Questo annuncio arriva in un momento particolarmente favorevole per il produttore che nei primi undici mesi del 2025 ha visto quasi raddoppiare le sue immatricolazioni, raggiungendo 482.447 veicoli tra elettrici puri e ibridi plug-in. Un risultato che consente all’azienda di avvicinarsi a competitor di primo piano come BYD, che nello stesso periodo ha registrato una flessione del 5,1% nelle vendite domestiche, fermandosi a circa 3,1 milioni di unità.
Secondo il CEO Zhu, uno dei principali punti di forza di Leapmotor risiede nella capacità di sviluppare internamente le tecnologie chiave. Attualmente, circa il 65% del valore complessivo dei componenti delle vetture è progettato in casa, garantendo un vantaggio sui costi stimato intorno al 10% rispetto ai rivali. Questa integrazione verticale è considerata essenziale per mantenere prezzi competitivi e sostenere i margini.

In parallelo, il gruppo guarda con decisione all’Europa. A partire dal prossimo anno, Leapmotor avvierà la produzione in Spagna, puntando a localizzare fino al 40% del valore dei componenti. Una scelta che mira a rafforzare la presenza internazionale e a ridurre l’impatto dei costi logistici e delle barriere commerciali.
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