Mercato auto Italia: +50% dei prezzi in 10 anni. E l’elettrico non sfonda

Il calo anche monopattini e car sharing, cresce il noleggio

Mercato auto Italia: +50% dei prezzi in 10 anni. E l’elettrico non sfonda

Il settore automotive sta vivendo, da ormai un po’ di anni, un periodo molto difficile, con immatricolazioni in calo e continui problemi. Ma la crisi non dipende solamente da fattori esterni, anche da errori fatti dall’interno. A partire da un aumento di prezzi molto importante nell’ultimo decennio, circa il 50% in più, per passare anche ad una transizione energetica senza stabilità e con continui cambiamenti, tra incentivi a tempo ed un rapporto poco solido con l’online.

“Il messaggio che arriva dai dati è inequivocabile: per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere il cliente al volante – sottolinea Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive, commentando la ricerca sul settore – Significa ripensare prodotti, prezzi, canali e politiche industriali a partire da come le persone si muovono davvero, da quanto guadagnano e da che cosa si aspettano dall’esperienza d’acquisto”.

Aumento vertiginoso dei prezzi

Questa ricerca, effettuata da Aniasa e Bain&Company, ha messo in risalto numerosi problemi del settore, a partire dai prezzi delle vetture. Dal 2013 al 2024 il prezzo medio delle vetture nuove in Italia è cresciuto di oltre il 50%, spinto da inflazione, carenza di semiconduttori e spostamento verso segmenti più alti, mentre il reddito familiare netto è aumentato molto meno (+29%), ampliando il divario tra capacità di spesa e costo d’acquisto.

Di conseguenza, molte famiglie stanno rinviando l’acquisto di una nuova auto, puntando o sull’usato o sul prolungare la ‘vita’ della propria vettura. Creando, così, una frenata del mercato, che vediamo nei dati mensili ed annuali. E anche l’elettrico fa fatica, avendo prezzi generalmente più alti rispetto alle vetture termiche o ibride. L’accesso a questi modelli, infatti, si concentra nelle fasce di reddito più alte, portando l’auto a diventare un lusso.

A livello europeo, dopo anni di target molto ambiziosi, gli analisti convergono su uno scenario in cui le auto BEV si assesteranno intorno a una quota “più naturale” del 30% del mercato complessivo al 2030, mentre diversi Paesi stanno iniziando a rivalutare o diluire il divieto per i motori termici alla luce delle difficoltà industriali e della domanda reale. Ed il mercato risponde solamente alle promozioni o agli incentivi a tempo, non ad una domanda convinta.

L’online non convince

Non solo la transizione elettrica non convince, ma nemmeno quella sulle modalità di acquisto. Tante case hanno puntato sull’acquisto online, ma l’acquisto in concessionaria resta quello più richiesto. A livello globale, il 62% dei clienti inizia il percorso di acquisto online, ma circa il 90% delle vendite viene comunque finalizzato prevalentemente offline e in concessionaria: oltre tre quarti degli automobilisti dichiara di voler continuare a concludere l’acquisto di persona.

Anche le soluzioni di micromobilità, dopo un boom nel periodo della pandemia, stanno avendo un importante rallentamento. Il monopattino elettrico, introdotto nel 2019 e inizialmente sostenuto da bonus e incentivi, ha vissuto una breve stagione di espansione seguita da una flessione del parco circolante negli ultimi tre anni, complici i numerosi decreti restrittivi e l’inasprimento delle regole su assicurazione, targa e aree di utilizzo.

Il risultato complessivo vede, in Italia, la mobilità quotidiana continuare a ruotare attorno all’auto privata, con oltre il 75% degli utenti che ne fa un uso ricorrente, mentre car sharing, bike sharing, monopattini e taxi rimangono soluzioni di nicchia, utilizzate in modo soprattutto occasionale e da una quota limitata della popolazione. E usando auto sempre più vecchie.

Il noleggio può essere una risposta

Cosa fare, dunque, per riportare l’auto al centro del villaggio? “Il noleggio veicoli rappresenta già oggi una risposta concreta ed efficace: consente ai cittadini e alle imprese di accedere a soluzioni di mobilità aggiornate, senza dover sostenere i maggiori costi e rischi legati alla proprietà – le parole di Italo Folonari, presidente ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, della Sharing mobility e dell’Automotive digital) – È uno strumento che aumenta l’accessibilità, accelera il ricambio del parco circolante e accompagna in modo pragmatico la transizione energetica, mettendo davvero il cliente al centro”. Una soluzione che sta catturando l’attenzione degli italiani già da qualche anno, con un continuo aumento di contratti in questo settore.

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