Prezzi benzina: cala il petrolio, non i costi dei carburanti in Italia

Le parole di Trump hanno avuto effetto positivo sui mercati

Prezzi benzina: cala il petrolio, non i costi dei carburanti in Italia

La dichiarazione di Donald Trump su una “guerra quasi finita”, pronunciata nella serata di ieri, ha avuto un effetto positivo sui mercati internazionali. Le borse europee hanno aperto tornando nettamente in segno positivo, così come quelle asiatiche hanno chiuso in forte recupero, dopo gli ampi segni ‘meno’ dei giorni scorsi. Lo stesso vale anche per il prezzo del petrolio: il Wti è quotato 88,79 dollari al barile (-6,31%) ed anche il Brent è sceso a 93,02 dollari (-6%).

Un segnale positivo, anche se c’è da capire se le parole del presidente americano avranno un effettivo seguito a livello operativo con una rapida fine delle ostilità in Medio Oriente. Tuttavia, almeno nella giornata odierna, queste dichiarazioni non sono servite per far calare le quotazioni dei prodotti raffinati, su cui sono proseguiti i rincari. Di conseguenza, anche i costi dei carburanti ai nostri distributori hanno proseguito la scia di rialzi, seppur un po’ più rallentata.

I prezzi di martedì 10 marzo 2026

Secondo quanto rilevato e riportato da Staffetta Quotidiana, infatti, alcuni dei maggiori marchi operativi in Italia hanno effettuato nuovi rialzi: Eni ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di tre quelli del gasolio, mentre per IP si registra un rialzo di sei centesimi sulla benzina e dodici sul gasolio. Provocando così un nuovo aumento sui costi medi praticati alla pompa, seppur, come dicevamo, un po’ meno pesante degli ultimi giorni.

Entrando nel dettaglio, sempre attraverso le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese, la benzina al self ha un costo medio di 1,783 euro al litro (+1 millesimo), mentre il diesel ha un prezzo di 1,970 €/l (+5 millesimi). Anche al servito c’è stato un aumento, con la verde arrivata a 1,919 euro/litro ed il gasolio a 2,097 euro al litro. Per quanto riguarda i carburanti alternativi, sono rimasti stabili il Gpl (0,702 euro/litro) ed il Gnl (1,232 euro/kg), mentre c’è stato un lieve aumento per il metano (1,477 euro/kg).

Le previsioni per il prossimo futuro

Difficile fare una previsione su cosa potrà avvenire nei prossimi giorni, visto che il quadro è passibile di cambiamenti ogni ora e ogni giorno. Se, effettivamente, la guerra si avvia verso la conclusione, si stabilizzerà la situazione anche del petrolio, verrà presumibilmente ripresa la normale circolazione nello stretto di Hormuz e, di conseguenza, si fermeranno questi aumenti vertiginosi anche ai nostri distributori. Avviandoci ad un ritorno di prezzi più ‘normali’, anche se, come visto più volte, scenderanno meno rapidamente di quanto sono saliti.

Se, invece, le parole di Trump saranno state solo di facciata e si proseguirà nel conflitto, anche nei prossimi giorni, probabilmente ci sarà un nuovo balzo dei prodotti petroliferi e delle quotazioni dei prodotti raffinati, facendo così salire ancora maggiormente i prezzi per gli automobilisti italiani. Raggiungendo quei 2 euro al litro di media, che erano stati toccati quattro anni fa, nelle prime settimane dell’invasione russa in Ucraina e della guerra, ancora non finita.

Le accise mobili

Si attendono, nel frattempo, novità dal Governo sul fronte delle accise mobili. La premier Giorgia Meloni ha confermato una valutazione di questa opzione, nelle scorse ore, e si attende la riunione del Consiglio dei ministri per un eventuale decreto che possa dare il via libera al provvedimento e, quindi, permettere una riduzione dei prezzi ai distributori. Anche se ci sono dubbi su quanto sarebbe l’effettivo risparmio, di fronte ad un aumento molto elevato in pochissimi giorni. “Consiglio a tutti prudenza – le parole di Meloni sull’aumento dei prezzi, in seguito all’avvio del conflitto in Iran – non escludo, quando dovessi avere evidenza di atteggiamenti speculativi, di aumentare le tasse alle aziende responsabili e di rimettere i soldi sulle bollette”.

Di cosa si tratta? Le accise mobili sono state introdotte nel 2023: quando il costo del petrolio sale, lo Stato può ridurre temporaneamente le accise su benzina e diesel, in modo da limitare l’aumento, facendo poi il processo inverso, quando il prezzo del greggio scenderà. Il motivo? Più il prezzo alla pompa aumenta, più lo Stato incassa con l’Iva e, oltre una certa soglia, si può decidere di utilizzare una parte di quei guadagni, per rendere meno caro il pieno.

(foto di u_h8lmcr5owy da Pixabay)

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