Prezzi benzina: il diesel sotto i 2 euro/litro, ma può durare poco
Il 6 giugno scade l'ultima proroga sul taglio delle accise
Per la prima volta dalla riduzione dello sconto sulle accise dello scorso 23 maggio, il prezzo del diesel al self torna sotto i 2 euro al litro nella media nazionale. Infatti, sempre in base alla rilevazione dell’Osservatorio sui prezzi del Mimit, il costo medio odierno in modalità self service del gasolio è pari a 1,994 euro al litro. Continua la discesa anche della benzina, ma dal prossimo weekend è probabile un nuovo aumento dei prezzi ai distributori italiani.
I prezzi di mercoledì 3 giugno
Entrando nel dettaglio, rispetto a lunedì 1 (ieri era festa), la discesa del prezzo del diesel è stata di 11 millesimi ed anche la benzina ha avuto un calo, di 7 millesimi, portando il prezzo medio a 1,934 euro/litro al self. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,033 euro al litro per la benzina e 2,074 euro al litro per il gasolio. Anche in questo caso, con una riduzione del prezzo rispettivamente di 11 e 7 millesimi, proprio come sulla rete stradale.
Nonostante una situazione in Medio Oriente sempre instabile e con cambiamenti di rotta continui, dunque, sta proseguendo il ribasso dei prezzi da circa una settimana, con i tagli odierni effettuati da IP, Q8 e Tamoil. È rimasto, invece, pressoché stabile il costo dei carburanti alternativi: il Gpl è oggi quotato a 0,797 euro/litro, mentre il metano auto a 1,562 euro/kg.
Il nodo delle accise
I ribassi o rialzi giornalieri dipenderanno principalmente da come si evolverà la guerra in Iran, ma dal prossimo weekend, come dicevamo, potrebbe arrivare un aumento sensibile dei costi in Italia. Sabato 6 giugno, infatti, scadrà l’ultima proroga dello sconto sulle accise del Governo e, di conseguenza, da domenica ci sarà un rialzo di 5 centesimi al litro sulla benzina e di 10 centesimi al litro sul diesel, con l’aggiunta dell’IVA, se non ci sarà un nuovo rinnovo del taglio.
Questa volta le indiscrezioni raccontano di uno stop allo sconto, per via dei quasi 2 miliardi già spesi dall’esecutivo per i vari decreti sui carburanti degli ultimi mesi. Sembra si vada più verso un supporto mirato per chi è più in difficoltà, rispetto ad un aiuto generalizzato, tramite questo taglio temporaneo delle accise. Se sarà davvero così, secondo il calcolo effettuato da Staffetta Quotidiana, domenica il prezzo della benzina sarà di 1,995 euro/litro, quello del diesel 2,116 €/l.
Una ‘botta’ soprattutto per chi ha una vettura a gasolio, già colpito a più riprese nel corso di questo 2026. A partire dal riallineamento delle accise di inizio anno, completato immediatamente e non in maniera graduale come si pensava in un primo momento, per poi vedere i prezzi impennarsi ben più della benzina, da quando è scoppiata la guerra in Iran. A cui vanno inclusi gli stop delle amministrazioni locali per motivi ambientali, spesso anche ai veicoli più recenti.
La situazione in Medio Oriente
La speranza degli automobilisti su una ‘vera’ e duratura riduzione dei prezzi dei carburanti, anche in vista delle ferie estive ormai non più così distanti, è legata ad una risoluzione definitiva della situazione in Medio Oriente. Se venisse trovato il sospirato accordo tra Usa ed Iran, sicuramente comprenderebbe la riapertura totale dello stretto di Hormuz, da cui transitava circa il 20% del petrolio mondiale, prima dell’inizio del conflitto, dello scorso 28 febbraio.
Servirebbe comunque del tempo per ripristinare la situazione precedente all’avvio della guerra, ma i mercati internazionali inizierebbero a scendere con costanza. Senza le fluttuazioni di queste ultime settimane, con qualche giorno di discesa per la speranza di un accordo, a cui facevano sempre seguito giorni di rialzi, dopo dichiarazioni che avvicinavano maggiormente alla ripresa del conflitto. Una situazione che prosegue ormai da mesi e rende instabile il prezzo del petrolio.
Anche nelle ultime ore si sono susseguite notizie contrastanti dal fronte mediorientale. Da una parte gli attacchi avvenuti nella notte scorsa, che mettono a rischio la flebile tregua in atto da poco più di un mese, dall’altra le parole di Donald Trump su un Iran che avrebbe accettato di non avere l’atomica. Avvicinandosi così alle richieste del presidente americano. Una situazione, dunque, sempre in evoluzione e con continui cambiamenti di rotta.
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