Prezzi benzina in calo, ma si va verso lo stop al taglio delle accise

Sabato 6 giugno scade l'attuale proroga del Governo

Prezzi benzina in calo, ma si va verso lo stop al taglio delle accise

Mentre la situazione in Medio Oriente continua ad essere incerta e non arriva quella svolta, con l’accordo tra Usa ed Iran, di cui si parla da tempo senza mai giungere a conclusione, il prezzo dei carburanti è sempre in primo piano in Italia. Gli ultimi giorni hanno visto qualche dato positivo, con alcuni sconti ai nostri distributori, ma il prossimo 6 giugno scade l’attuale proroga al taglio delle accise, che potrebbe portare ad impennare nuovamente i prezzi in Italia.

I prezzi di lunedì 1° giugno

Partiamo dai dati odierni, sempre secondo la rilevazione dell’Osservatorio sui prezzi del Mimit, in cui prosegue il calo, seppur piuttosto lento, dei costi dei carburanti. Il prezzo medio del self service per la benzina è pari a 1,941 euro al litro (-13 millesimi rispetto a venerdì) e quello del diesel è di 2,005 euro/litro (-24). Quest’ultimo torna vicino alla discesa sotto la soglia dei 2 euro al litro, con più di un distributore in Italia già con un prezzo inferiore a quella cifra.

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,040 euro al litro per la benzina e 2,085 per il gasolio, anche in questo caso con un po’ di calo, rispetto ai prezzi della scorsa settimana. Il ribasso dei prezzi dura da una settimana e potrebbe proseguire anche nei prossimi giorni, sulla scia della riduzione dei prezzi petroliferi, anche se il calo dei prezzi alla pompa è stato meno accentuato rispetto a quello delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.

La situazione delle accise

Dunque, se proseguirà questo trend, gli italiani potrebbero risparmiare qualcosa nel fare il pieno, pur i prezzi siano molto più alti rispetto a quelli precedenti all’inizio del conflitto in Iran. Tuttavia, dal prossimo weekend ci potrebbe essere un nuovo rialzo. Sabato 6 giugno, infatti, scade la proroga dello sconto delle accise da parte del Governo e, senza un ulteriore prolungamento, ci sarà una crescita di 5 centesimi al litro (+IVA) per la verde e di 10 cent/l (+IVA) per il diesel.

Le ultime notizie che arrivano dal Governo fanno proprio pensare ad uno stop a questo sconto: “A oggi non abbiamo previsto un altro intervento sulle accise, anche perché quelli precedenti sono già stati molto pesanti per il bilancio dello Stato – ha dichiarato nei giorni scorsi Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Per questo la presidente del Consiglio ha chiesto all’Unione europea di derogare al Patto di stabilità”.

Una posizione che si potrebbe consolidare, se nei prossimi giorni continueranno a scendere i prezzi dei carburanti e, ancor di più, nel caso venisse firmato il sospirato accordo tra Usa ed Iran, per la conclusione della guerra e la riapertura dello stretto di Hormuz. Seppur, anche in questo caso, servirà poi un po’ di tempo per ritornare ai flussi di navigazione, rispetto a quelli precedenti l’inizio della guerra. Dove, ricordiamo, transitava circa il 20% del petrolio mondiale.

Quasi 2 miliardi spesi

Secondo i conti effettuati, nel corso delle scorse settimane, dal Sole 24 Ore, sono stati spesi quasi 1,8 miliardi di euro per ridurre l’impatto delle accise sui carburanti, da quando venne approvato il primo provvedimento, dello scorso 19 marzo. Oltre 500 milioni per i primi due provvedimenti di marzo e aprile, quasi 200 milioni quello di fine aprile ed inizio maggio, per arrivare ad altri 400 milioni stanziati per l’ultimo decreto approvato lo scorso 22 maggio.

Una spesa importante che, tra l’altro, non viene ben vista dall’Unione Europea, ma messa in campo sia per aiutare un po’ le famiglie e soprattutto il settore dell’autotrasporto, quello più colpito da questi rincari, con i tanti chilometri da fare, con costi alle pompe saliti alle stelle. La riduzione graduale dello sconto (da 20 a 5 cent/litro per la benzina, da 20 a 10 cent/litro per il diesel), visto negli ultimi decreti, faceva già pensare ad un’idea di fermare il taglio il prima possibile. Ora potrebbe essere arrivato il momento di far tornare i prezzi al valore naturale, senza tagli. Lo scopriremo alla fine di questa settimana.

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