Stellantis, Cappellano: mercato in calo perché scompaiono prodotti sotto i 15.000 euro
Al Salone di Bruxelles il COO dell’Enlarged Europe traccia il punto sul presente e il futuro del mercato
Al Salone di Bruxelles 2026 è stato protagonista di una tavola rotonda con la stampa italiana e internazionale Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer per l’Enlarged Europe di Stellantis e massima carica di Stellantis Pro One per i veicoli commerciali. Ne sono uscite diverse dichiarazioni interessanti per il futuro del gruppo e per l’industria automotive europea in generale, con delle prese di posizione che possono essere molto condivisibili anche dal grande pubblico. Una, in particolare, riguarda l’accessibilità al mondo delle auto, in quanto “negli ultimi due anni è scomparsa qualsiasi tipo di offerta di prodotto al di sotto dei 15.000 euro. […] Questa è una delle ragioni principali per cui il mercato si sta rimpicciolendo. […] L’accessibilità non è una questione che riguardi i segmenti C e D del mercato, ma quelli A e B”.
Unica regione al di sotto dei livelli pre-pandemia
Uno dei dati centrali sollevati da Cappellano, tra l’altro, riguarda i livelli del mercato nella sua interezza. Secondo quanto affermato dal COO, l’Europa è “l’unica regione del mondo che non è tornata ai livelli industriali precedenti la pandemia” e che “dal 2019 a oggi, il settore europeo ha perso 3 milioni di veicoli”. Ma quali sarebbero le cause? Sempre secondo Cappellano, ci sarebbe “un disallineamento tra le regole dell’Unione Europea, le necessità dei clienti e quelle dei costruttori. […] A dicembre sono state fatte delle mosse, ma quello che è stato annunciato ha fallito completamente. […] C’è necessità di fornire soluzioni a breve termine, perché il problema non sarà tra 10 anni, ma oggi”.
Proprio in quest’ottica, il dirigente italiano ha espresso una serie di richieste molto precise da parte di Stellantis per poter far ripartire il mercato del Continente. Prima di tutto sarebbe necessaria una maggiore flessibilità nelle compliance CO2, ovvero le richieste di rispetto delle emissioni nocive per le grandi case automobilistiche. Una mossa che potrebbe essere raggiunta sia abbassando i livelli o anche usando i crediti concessi all’industria, in particolare per le auto più compatte. Tutto questo andrebbe fatto nel quadriennio 2026-2029, perché andare oltre sarebbe un orizzonte troppo lontano. Inoltre sarebbe fondamentale l’accettazione della neutralità tecnologica, quindi puntare non solo sull’elettrico puro, ma anche sull’ibrido, sul biofuel e in generale sulle varie soluzioni alternative che la tecnologia rende accessibili.
Nel frattempo Stellantis si muove
Attendendo le prossime rivoluzioni del mercato in seguito ai cambiamenti dell’Unione Europea, che presumibilmente non tarderanno a farsi vedere, Cappellano ha puntato i riflettori sulla presenza del gruppo internazionale al Salone di Bruxelles. “Tra il 2025 e il 2026 abbiamo preparato un totale di 25 azioni sul prodotto, tra cui il lancio di nuovi modelli, nuove tecnologie e un rinnovamento delle gamme già presenti sul mercato”. Questo è stato merito anche dell’arrivo nel Gruppo del marchio Leapmotor. “Vedo in Leapmotor due differenti anime. La prima commerciale, una possibilità di godere dei progressi ottenuti dall’industria cinese, come nel campo delle batterie e dei semiconduttori. Anche noi, però, abbiamo una forza dalla nostra, ovvero il design e l’ingegnerizzazione”.
“Il 2025 è stato un anno duro per l’industria italiana – ha concluso Cappellano – Ma stiamo investendo. Abbiamo lanciato alla fine dell’anno la nuova 500 a Mirafiori, la nuova Compass a Melfi e nel 2026 arriveranno altri due modelli. Capisco la frustrazione dei sindacati, ma stiamo lavorando insieme”. La sua visione per il futuro, però, è molto ottimistica. “Sono molto tranquillo con l’umore che vedo dentro Stellantis – ha concluso – Mentre quando guardo fuori è decisamente più preoccupante. Ma vedo un atteggiamento molto positivo, altrimenti non sarei nemmeno qui”.
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