Stellantis valuta la tecnologia Leapmotor per i suoi brand per rilanciare l’elettrico in Europa
Stellantis valuta l'adozione della tecnologia EV di Leapmotor per i modelli europei per ridurre i costi
Stellantis sta attraversando uno dei momenti più complessi della sua giovane storia. Il gruppo si avvia verso quella che potrebbe essere la prima perdita operativa dalla nascita e, a fine maggio, il CEO Antonio Filosa presenterà un nuovo piano strategico pensato per rimettere in carreggiata conti e competitività. Il settore auto, tra elettrificazione accelerata e concorrenza globale, non concede pause.
Stellantis valuta l’adozione della tecnologia EV di Leapmotor per i modelli europei per ridurre i costi
Tra le ipotesi allo studio c’è una mossa che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile: utilizzare tecnologie elettriche sviluppate dalla cinese Leapmotor per alcuni marchi europei del gruppo. L’idea non è importare auto già prodotte, ma costruire modelli Fiat, Opel o Peugeot su piattaforme e sistemi elettrici progettati in Cina. Un cambio di prospettiva significativo per un colosso occidentale.
La pressione è concreta. A inizio anno Stellantis ha annunciato svalutazioni e oneri straordinari per oltre 22 miliardi di euro, mentre la competizione con costruttori cinesi come BYD si fa sempre più intensa. Sviluppare da zero piattaforme elettriche richiede tempo e investimenti enormi, e il mercato corre veloce.
Stellantis, che nel 2023 ha investito circa 1,5 miliardi di euro in Leapmotor e controlla la joint venture internazionale, ha già iniziato a distribuire alcuni modelli del brand in Europa. Ora potrebbe fare un passo ulteriore, condividendo tecnologie come i sistemi range extender o intere architetture elettriche. Le trattative sono ancora in fase iniziale e non mancano ostacoli, soprattutto sul fronte normativo e della gestione dei dati. Ma se l’accordo andasse in porto, segnerebbe un punto di svolta per il gruppo e, più in generale, per l’industria automobilistica europea.
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