Suzuki e Torino FC piantano 29 nuovi alberi a Piazza d’Armi: un gesto concreto per una città più verde
Mercoledì 11 marzo a Torino, in Piazza d’Armi, si è svolta la messa a dimora degli alberi che contribuiranno alla crescita del Bosco Diffuso Suzuki
A volte bastano gesti semplici per raccontare bene un’idea di futuro. Piantare nuovi alberi è uno di questi. Non fa rumore, non produce effetti immediati da copertina, ma lascia qualcosa di reale, destinato a crescere nel tempo. È proprio questo il senso dell’iniziativa che ha visto Suzuki, la Città di Torino e il Torino FC uniti per mettere a dimora 29 nuovi alberi autoctoni nel parco di Piazza d’Armi, uno dei luoghi più vissuti e riconoscibili della città.
Mercoledì 11 marzo messi a dimora gli alberi che contribuiranno alla crescita del Bosco Diffuso Suzuki
L’appuntamento si è svolto mercoledì 11 marzo e rappresenta un nuovo capitolo del Bosco Diffuso Suzuki, progetto che da anni porta avanti un’idea molto concreta di sostenibilità urbana. Non una campagna astratta, ma un lavoro fatto di interventi veri, sul territorio, capaci di migliorare la qualità degli spazi pubblici e di lasciare un segno visibile nella quotidianità delle persone.
Questa nuova piantumazione era stata annunciata già lo scorso novembre, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi e del Suzuki Green Friday. In quell’occasione, l’azienda aveva scelto di trasformare una parte del proprio fatturato in un contributo diretto per l’ambiente. Grazie alla raccolta dello 0,5% delle vendite generate dalle tre divisioni Suzuki, Auto, Moto e Marine, inclusi ricambi e accessori – sono stati raccolti 14.504,89 euro, destinati proprio all’aumento del verde urbano a Torino.
Dietro a questo progetto c’è una collaborazione ampia e ben costruita, che coinvolge l’Assessorato alla Cura della Città, Verde pubblico, Parchi e Fiumi, guidato da Francesco Tresso, l’Assessorato alle Politiche per l’Ambiente e alla Transizione Ecologica, guidato da Chiara Foglietta, e naturalmente il Torino FC, partner di lunga data di Suzuki. È una sinergia che mette insieme istituzioni, impresa e sport, dimostrando come realtà diverse possano lavorare nella stessa direzione quando si tratta di migliorare un territorio.
I nuovi alberi scelti per questa iniziativa sono 29 aceri, distribuiti in due punti molto significativi della città: 10 in via Filadelfia, vicino allo Stadio Olimpico Grande Torino, e 19 nell’area di Piazza d’Armi. La scelta del luogo ha un valore particolare. Parliamo di uno spazio che accompagna da anni la vita quotidiana e sportiva dei torinesi, frequentato da famiglie, residenti, tifosi e cittadini di ogni età. Piantare alberi qui significa non solo arricchire il patrimonio verde, ma anche restituire qualcosa a un luogo profondamente vissuto.

Suzuki, nel raccontare l’iniziativa, ha richiamato anche un’immagine molto evocativa, legata all’acero giapponese, o momiji, le cui foglie in primavera assumono tonalità rosso-granata capaci di “infuocare i boschi e accendere lo spirito”. È un dettaglio poetico, ma anche coerente con il senso del progetto: il verde urbano non è solo un elemento funzionale o ambientale, ma parte del paesaggio emotivo di una città.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato Paolo Ilariuzzi, direttore divisione moto e marine di Suzuki Italia, che ha definito questi 29 alberi “un nuovo tassello” del Bosco Diffuso Suzuki. Oggi, ha ricordato, il progetto conta circa 1.500 esemplari dall’avvio dell’iniziativa Green Friday. Ilariuzzi ha parlato di un gesto concreto a favore dell’ambiente e della volontà di contribuire, insieme alla città e al Torino FC, a costruire un territorio più sano e vivibile per le nuove generazioni.
Anche Francesco Tresso ha evidenziato il significato molto concreto di ogni nuovo albero piantato. Non si tratta solo di aumentare il numero delle piante presenti nei parchi, ma di rafforzare la biodiversità, migliorare la qualità dell’aria e rendere più accoglienti gli spazi pubblici. Nelle sue parole emerge soprattutto il valore della collaborazione tra pubblico e privato, quando riesce a produrre effetti visibili e misurabili per i cittadini.
Sulla stessa linea anche Chiara Foglietta, che ha collegato l’iniziativa al percorso più ampio di transizione ecologica che Torino sta portando avanti. Il fatto che l’intervento sia avvenuto in un’area così simbolica e frequentata come il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, di fronte allo stadio, rafforza ancora di più il messaggio: la sostenibilità non vive solo nei piani strategici, ma anche nei luoghi concreti dove si incontrano sport, quartieri e vita urbana.
Dal canto suo, il Torino FC ha voluto sottolineare il valore di una collaborazione che va avanti da anni. Alberto Barile, direttore operativo del club, ha parlato di una soddisfazione profonda nel prendere parte a un progetto che unisce attenzione al territorio, responsabilità ambientale e visione per il futuro. Ha anche ricordato un dato significativo: oggi il Bosco Diffuso Suzuki corrisponde, per estensione simbolica, a quasi 10 campi da calcio ed è in grado di assorbire oltre 35 tonnellate di CO2 all’anno.

Con questa nuova attività, il progetto raggiunge quota 1.445 alberi, contribuendo a una riduzione complessiva di 35.325 kg di CO2 all’anno. È un numero importante, che si aggiunge ai risultati già ottenuti nel tempo, compreso il Bosco del Toro e la campagna lanciata per la Giornata Nazionale degli Alberi 2025, quando ogni concessionario Suzuki ha piantato almeno un albero nel proprio territorio, per un totale di 229 nuovi esemplari.
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