Taglio accise fino al 3 luglio, ma il diesel torna sopra 2 euro/litro

È stato dimezzato lo sconto sul gasolio con l'ultimo decreto

Taglio accise fino al 3 luglio, ma il diesel torna sopra 2 euro/litro

Al contrario delle voci della scorsa settimana, il Governo ha deciso di prorogare per un altro mese il taglio delle accise sui carburanti. Il nuovo decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, allunga lo sconto fino a venerdì 3 luglio, ma lo dimezza sul diesel, equiparandolo così a 5 centesimi (+IVA) a quello della benzina. Per questo cambiamento, il prezzo ai distributori del gasolio è tornato sopra i 2 euro/litro nella media nazionale, secondo i rilevamenti del Mimit.

I prezzi di lunedì 8 giugno

Entrando nel dettaglio, il costo odierno medio, nella modalità self service sulla rete stradale, è pari a 2,004 euro al litro, con una crescita di 24 millesimi, rispetto al prezzo rilevato ieri dall’Osservatorio dei prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Resta in discesa, seppur ridotta, la media della benzina al self: oggi è 1,917 euro al litro (-4 millesimi). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,014 euro per la benzina e 2,090 euro al litro per il gasolio.

In base alla rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni sabato ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio, domenica ha poi applicato al prezzo del gasolio la nuova accisa, con un rialzo di 6,1 centesimi al litro (5 centesimi più Iva). Per IP e Q8 si registra un rialzo di sei centesimi al litro sul gasolio, per Tamoil -1 cent sulla benzina e +6 sul diesel.

Il rinnovo del taglio delle accise

Come dicevamo, nel corso del weekend è stato prorogato per la quinta volta il taglio delle accise, per rendere meno pesanti i rincari sui prezzi dei carburanti, dallo scoppio della guerra in Iran. Per la benzina è stato confermato lo sconto di 5 centesimi al litro, mentre per il diesel è stato ridotto da 10 a 5 cent/litro. Si tratta della seconda riduzione, dopo quella da 20 a 10 centesimi del precedente decreto, mentre è già da un paio di mesi che sulla benzina è calato da 20 a 5 centesimi.

Un’operazione che costerà alle casse dello Stato circa 150 milioni, coperti grazie all’extragettito Iva derivante dai rincari dei prezzi. Questo nuovo taglio durerà fino a venerdì 3 luglio e potrebbe essere anche l’ultimo. Ma tutto dipenderà da come si evolverà la situazione in Medio Oriente, con lo stretto di Hormuz sempre in primo piano e la speranza di riapertura del corridoio dove, prima dell’inizio della guerra, transitava il 20% del petrolio a livello mondiale.

“Il prezzo dei carburanti è costantemente in discesa sotto i due euro”, ha spiegato il ministro delle Imprese Adolfo Urso, dopo il rinnovo dello sconto, assicurando che il governo proseguirà “con questa politica di responsabilità e anche di cautela per ridurre, per quanto possibile, l’impatto sulle famiglie, sui lavoratori, sulle imprese e l’impatto ovviamente sull’inflazione generale”. Il primo sconto sulle accise è datato 18 marzo, per poi proseguire con cinque proroghe.

La situazione in Medio Oriente

In generale, senza contare le novità legate alle accise, il prezzo dei carburanti è in discesa da alcuni giorni, anche se le ultime notizie provenienti dal Medio Oriente non sono certamente positive. Ieri sera sono stati lanciati dei missili dall’Iran verso Israele, seppur intercettati e senza causare danni a persone o infrastrutture, rompendo di fatto quella tregua in vigore da aprile. Seppur sempre molto fragile e con più di un’azione militare comunque effettuata in queste settimane.

Il presidente americano Donald Trump ha rilanciato sull’ipotesi dell’atteso e sospirato accordo di pace, da firmare nel corso dei prossimi giorni, chiedendo all’Iran di fermare gli attacchi, dopo aver fatto lo stesso nei giorni scorsi con il presidente israeliano sulla situazione in Libano. Ma la situazione è molto tesa ed il rischio di una nuova escalation appare elevato.

Impossibile prevedere cosa accadrà nelle prossime ore, che potrebbero anche rivelarsi decisive per capire se gli attacchi sono state solamente delle schermaglie, con la possibilità di un accordo ancora sul tavolo, oppure se è stato il preludio ad una ripresa vera e propria della guerra. Con possibili conseguenze negative anche sul prezzo del petrolio e dei carburanti.

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