Tesla Cybercab sotto indagine NHTSA: rischio 139 milioni

La NHTSA impone a Tesla di dimostrare sotto giuramento la conformita' del Cybercab agli standard federali

Special Order della NHTSA notificato il 10 settembre: 21 domande, risposta entro il 30 settembre, sanzioni civili fino a 139 milioni di dollari per il robotaxi senza volante ne' pedali.
Tesla Cybercab sotto indagine NHTSA: rischio 139 milioni

Il 10 settembre 2026 la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’agenzia federale statunitense per la sicurezza stradale, ha notificato a Tesla un Special Order formale che obbliga la casa automobilistica a dimostrare, sotto giuramento, come il Cybercab – la navetta a guida autonoma priva di volante, pedali e specchietti retrovisori – rispetti gli standard di sicurezza federali (FMVSS, Federal Motor Vehicle Safety Standards) scritti per veicoli condotti da un essere umano. Tesla ha tempo fino al 30 settembre 2026 per rispondere a 21 richieste dettagliate, pena sanzioni civili fino a 139 milioni di dollari.

Dall’Audit Query allo Special Order: la cronologia dell’inchiesta

Tutto nasce dal lancio del servizio commerciale Cybercab a Austin, in Texas, avvenuto il 3 settembre 2026. Poche ore dopo l’avvio delle corse a pagamento, la NHTSA ha aperto un’Audit Query (identificata con il codice AQ26002) per valutare la base tecnica dell’autocertificazione con cui Tesla dichiara che il Cybercab rispetta tutti gli standard FMVSS applicabili. Il 10 settembre 2026 l’agenzia ha trasformato la semplice richiesta di informazioni in un atto legale vincolante, lo Special Order, firmato dal Chief Counsel della NHTSA Peter Simshauser e indirizzato direttamente al responsabile del contenzioso di Tesla e alla responsabile degli affari regolatori dell’azienda.

Le 21 domande sotto giuramento e la scadenza del 30 settembre

Lo Special Order si sviluppa in 21 richieste dettagliate, che spaziano dal numero di Cybercab attualmente in servizio e dalle aree geografiche coperte, fino ai criteri con cui Tesla ha stabilito quali standard di sicurezza federali si applicano a un veicolo senza conducente. La risposta dovrà essere firmata sotto giuramento da un dirigente responsabile dell’azienda. In caso di risposte incomplete o non veritiere, la NHTSA può comminare sanzioni civili fino a 139 milioni di dollari; falsificare o omettere informazioni espone invece a conseguenze penali, con multe o pene detentive fino a 15 anni di reclusione.

L’autocertificazione Tesla e il nodo legale dello Special Order

Negli Stati Uniti i costruttori non ottengono un’omologazione preventiva dei veicoli: autocertificano la conformità agli standard FMVSS, mentre la NHTSA verifica a posteriori. Tesla ha autocertificato il Cybercab come conforme a tutti gli standard federali applicabili. Nel documento, la NHTSA richiama esplicitamente la norma secondo cui una certificazione non può essere rilasciata se chi la firma, pur agendo con la dovuta diligenza, ha motivo di ritenere che sia falsa o fuorviante in modo rilevante. La richiesta numero 10 chiede a Tesla di specificare quali standard, a suo giudizio, non si applicherebbero a un veicolo privo di conducente umano: è il cuore della possibile linea difensiva dell’azienda, che la NHTSA respinge affermando che, fino a quando le regole non saranno formalmente riscritte, restano pienamente in vigore.

Il nodo del freno a pedale: lo standard FMVSS 135

La richiesta più delicata, la numero 19, riguarda lo standard FMVSS 135, che impone testualmente che i freni di servizio siano azionati tramite un comando a pedale. Il Cybercab non dispone di alcun comando a pedale. La NHTSA ricorda di aver già dichiarato pubblicamente che un costruttore privo di un freno di servizio azionato dal piede non può autocertificare la conformità a questo standard, e chiede ora a Tesla di spiegare nel dettaglio come abbia potuto farlo. Va segnalato che, nel giugno 2026, la stessa NHTSA ha proposto una modifica dello standard FMVSS 135 pensata per i veicoli a guida autonoma: si tratta però di una proposta di modifica regolamentare, non ancora legge, e fino alla sua approvazione definitiva l’obbligo del comando a pedale resta pienamente applicabile.

Comandi rimovibili e il divieto di «make inoperative»

Un altro gruppo di richieste riguarda i comandi manuali temporanei – volante e pedaliera removibili – che Tesla utilizza su alcuni esemplari di Cybercab. La NHTSA vuole sapere se questi comandi provvisori siano stati usati per ottenere l’autocertificazione iniziale e se la loro successiva rimozione violi il divieto di «make inoperative» previsto dal Safety Act statunitense, che vieta di certificare un veicolo con la dotazione di sicurezza richiesta installata per poi rimuoverla prima della consegna al cliente. Le richieste restanti riguardano poi una serie di standard pensati per un abitacolo con conducente umano: il FMVSS 101 su comandi e spie, il FMVSS 102 sull’indicatore di posizione del cambio, il FMVSS 108 sulle frecce che si autodisattivano tramite la rotazione del volante, il FMVSS 111 su specchietti e visione posteriore, e il FMVSS 126 sulle spie del controllo di stabilità.

Nessuna esenzione Part 555: il confronto con Zoox di Amazon

L’ultima e forse più pesante delle 21 richieste riguarda una regola del 2022 con cui la stessa NHTSA aveva stabilito che, prima di poter produrre per la vendita un veicolo gestito interamente da un sistema di guida automatizzata, sarebbero probabilmente state necessarie ulteriori modifiche agli standard FMVSS, a meno che il costruttore non ottenesse un’esenzione ai sensi del Part 555 del codice federale. Tesla non dispone di questa esenzione. Il paragone che la NHTSA lascia intuire è quello con Zoox, la società di robotaxi controllata da Amazon: nel luglio 2026 Zoox ha ottenuto un’esenzione temporanea Part 555 che copre otto standard federali, compresi proprio il FMVSS 135 sul freno a pedale e il FMVSS 111 sugli specchietti, con un tetto di 2.500 veicoli l’anno e validità fino al 2028. Zoox ha presentato domanda, dimostrato la propria valutazione di sicurezza e atteso l’autorizzazione prima di avviare il servizio a pagamento. Tesla ha invece autocertificato il Cybercab come già conforme e ha iniziato a far pagare le corse il 3 settembre 2026, senza alcuna domanda di esenzione, nessuna autorizzazione preventiva e nessun tetto al numero di veicoli.

Le conseguenze operative per il servizio Cybercab ad Austin

In attesa che la vicenda si chiarisca, il servizio Cybercab resta operativo ma limitato: le corse sono circoscritte a una piccola area geografica delimitata (geo-fenced) all’interno di Austin, con percorsi a velocità ridotta e l’esclusione degli attraversamenti ferroviari. Motorionline aveva già seguito più volte l’evoluzione del progetto Cybercab, dalla produzione della prima unità in Texas alle promesse di Elon Musk su un debutto senza sterzo e pedali: lo Special Order della NHTSA rappresenta il primo sviluppo propriamente legale e sanzionatorio della vicenda.

Domande frequenti su Tesla Cybercab e l’inchiesta NHTSA

Che cos’è uno Special Order della NHTSA?

Uno Special Order è un atto legale vincolante con cui la National Highway Traffic Safety Administration obbliga un costruttore a fornire informazioni sotto giuramento, a differenza della semplice Audit Query che ha natura di richiesta. Nel caso Tesla, lo Special Order è stato emesso il 10 settembre 2026 e prevede 21 richieste dettagliate con risposta entro il 30 settembre.

Quali standard di sicurezza federali sono in discussione per il Cybercab?

Tra gli standard citati nello Special Order figurano il FMVSS 135 sul freno a pedale, il FMVSS 101 su comandi e spie, il FMVSS 102 sull’indicatore del cambio, il FMVSS 108 sulle frecce, il FMVSS 111 su specchietti e retrocamera e il FMVSS 126 sul controllo di stabilità: tutti standard scritti per veicoli con un conducente umano a bordo.

Cosa rischia Tesla se non risponde correttamente entro il 30 settembre 2026?

Risposte incomplete o non veritiere possono comportare sanzioni civili fino a 139 milioni di dollari. Se Tesla dovesse falsificare o omettere informazioni nella risposta sotto giuramento, l’azienda e i suoi dirigenti responsabili si esporrebbero anche a conseguenze penali, con pene detentive fino a 15 anni di reclusione.

Perché Zoox di Amazon non ha lo stesso problema legale del Cybercab?

Zoox ha richiesto e ottenuto, nel luglio 2026, un’esenzione temporanea ai sensi del Part 555 che copre otto standard FMVSS, incluso quello sul freno a pedale, con un limite di 2.500 veicoli l’anno fino al 2028. Tesla, al contrario, ha autocertificato il Cybercab come già conforme senza richiedere alcuna esenzione.

Il servizio Cybercab può continuare a operare ad Austin durante l’indagine NHTSA?

Sì, il servizio resta attivo ma con limitazioni: le corse sono confinate a una piccola area geo-recintata di Austin, con velocità ridotte e senza attraversamenti di binari ferroviari, in attesa che la vicenda con la NHTSA si risolva.

Cos’è l’Audit Query AQ26002 aperta dalla NHTSA su Tesla?

È l’indagine preliminare aperta dalla NHTSA il 4 settembre 2026, poche ore dopo l’avvio del servizio commerciale Cybercab a Austin, per verificare la base tecnica dell’autocertificazione di conformità agli standard FMVSS. È stata poi trasformata nello Special Order del 10 settembre, con richieste vincolanti e sanzioni.

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