Tesla, gli operai rifiutano di addestrare Optimus
Secondo quanto emerso, il programma con tute sensorizzate ha incontrato resistenze tra gli operai: Tesla ha separato produzione e addestramento. Il commento di Alessia Canfarini (Assoconsult)
Alcuni operai di Tesla si sono rifiutati di collaborare all’addestramento del robot umanoide Optimus, secondo quanto emerso nei giorni scorsi sulle attività interne dell’azienda negli stabilimenti americani di Fremont, in California, e Austin, in Texas. Al centro della vicenda, un programma che chiedeva ai lavoratori di indossare dispositivi indossabili con sensori di movimento per trasformare i propri gesti in dati di addestramento per il robot.
Le tute con sensori per addestrare Optimus
Il progetto prevedeva che gli operatori indossassero tute dotate di sensori di movimento, capaci di registrare i gesti compiuti durante il lavoro in fabbrica e di trasferirli come dati di apprendimento a Optimus. In una fase successiva, secondo quanto riportato, Tesla avrebbe affiancato a questo sistema anche un metodo basato su caschi e zaini con cinque telecamere, per raccogliere i movimenti senza indossare l’intera tuta sensorizzata. Non è la prima volta che l’azienda incontra resistenze su questo fronte: già a novembre 2025 alcuni lavoratori coinvolti in sessioni di teleoperazione con visori VR avevano lamentato infortuni e forte disagio fisico.
Tesla separa produzione e addestramento dei robot
Il piano avrebbe generato tensioni negli stabilimenti coinvolti: diversi operai avrebbero rifiutato di partecipare alla raccolta dati perché consapevoli che i robot sono progettati per sostituire, in prospettiva, il loro stesso lavoro. Di fronte a questa resistenza, Tesla avrebbe deciso di separare le attività di produzione da quelle di addestramento, creando team e hub dedicati e assumendo personale specifico per insegnare ai robot, invece di coinvolgere il personale di linea. Il programma avrebbe già accumulato oltre 500.000 ore di dati di addestramento, con l’obiettivo dichiarato di raddoppiarle entro la fine del 2026.
Canfarini (Assoconsult): “Non è resistenza al progresso, ma la frattura di un patto di fiducia”
Alessia Canfarini, vicepresidente con delega al Capitale Umano e all’Evoluzione della Professione di Assoconsult, l’associazione italiana delle società di consulenza, ha commentato la vicenda Tesla come un problema di fiducia più che di resistenza tecnologica: «L’attrito in Tesla non è resistenza al progresso, ma la frattura di un patto di fiducia». Secondo Canfarini, il nodo riguarda anche il modo in cui le aziende scelgono di introdurre l’automazione: «L’errore organizzativo è usare le persone per programmare la propria obsolescenza».
Le “fusion skill”: l’alternativa proposta da Canfarini
Come alternativa, Canfarini propone il concetto di «fusion skill», un modello in cui uomo e macchina sviluppano capacità complementari invece di sostituirsi a vicenda: «Il talento umano e l’automa co-evolvono per amplificarsi a vicenda». Sul rapporto tra tecnologia e lavoratori, la vicepresidente di Assoconsult aggiunge: «Se la tecnologia non ci solleva dal logorio per elevare le competenze ma mira solo ad azzerare la nostra presenza, smette di produrre futuro e genera solo rigetto».
Il fenomeno oltre Tesla: BMW, Mercedes-Benz e Amazon
Il tema dell’addestramento e dell’introduzione dei robot umanoidi in fabbrica va oltre il caso Tesla. Il robot Figure è già al lavoro nello stabilimento BMW di Spartanburg, negli Stati Uniti; Apptronik fornisce il robot Apollo per attività di movimentazione destinate a Mercedes-Benz; il robot Digit, sviluppato da Agility Robotics, viene invece impiegato nei magazzini di Amazon. Per Canfarini, la domanda centrale non riguarda solo la velocità con cui i robot impareranno a lavorare: «Il punto non è se il robot saprà fare il nostro lavoro, ma se le aziende sapranno costruire con le persone il lavoro che verrà».
Domande frequenti su Tesla e l’addestramento di Optimus
Perché alcuni operai Tesla si sono rifiutati di addestrare Optimus?
Secondo quanto emerso, gli operai avrebbero rifiutato di indossare le tute sensorizzate perché consapevoli che i dati raccolti servono ad addestrare robot progettati per sostituire, in prospettiva, il loro stesso lavoro.
Come funziona il sistema di addestramento di Optimus?
Il sistema prevede tute con sensori di movimento (poi affiancate da caschi e zaini con telecamere) che registrano i gesti degli operatori e li trasformano in dati utili all’apprendimento del robot umanoide.
Come ha risposto Tesla alla resistenza dei lavoratori?
Tesla avrebbe separato le attività di produzione da quelle di addestramento dei robot, creando team e hub dedicati con personale assunto appositamente per questo compito.
Chi è Alessia Canfarini?
Alessia Canfarini è vicepresidente con delega al Capitale Umano e all’Evoluzione della Professione di Assoconsult, l’associazione italiana delle società di consulenza manageriale e organizzativa.
Cosa sono le “fusion skill” secondo Canfarini?
Sono le competenze complementari che, secondo Canfarini, uomo e macchina dovrebbero sviluppare insieme, in un modello di co-evoluzione, invece di puntare alla sostituzione integrale del lavoratore.
Quali altre aziende stanno introducendo robot umanoidi in fabbrica?
Oltre a Tesla, il robot Figure lavora nello stabilimento BMW di Spartanburg, Apptronik fornisce il robot Apollo per Mercedes-Benz e il robot Digit di Agility Robotics è impiegato nei magazzini Amazon.
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