Accordo UE-Mercosur, svolta storica per l’auto europea: cade il muro dei dazi in Sudamerica

L’intesa coinvolge i 27 Paesi dell’Unione Europea e quattro Paesi sudamericani: Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay

Accordo UE-Mercosur, svolta storica per l’auto europea: cade il muro dei dazi in Sudamerica

Dopo venticinque anni di trattative, l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur è entrato in vigore in modalità provvisoria dal primo maggio 2026. Una data importante non solo sul piano politico, ma anche per l’industria auto europea, che vede aprirsi nuove prospettive in un’area del mondo considerata strategica per crescita, dimensioni e potenziale commerciale.

Dazi ridotti e nuove opportunità per i costruttori europei nel mercato sudamericano

L’intesa coinvolge i 27 Paesi dell’Unione Europea e quattro Paesi sudamericani: Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Insieme, formano un’area economica da circa 720 milioni di persone. Per i costruttori di auto del Vecchio Continente significa poter guardare con maggiore interesse a mercati dove la domanda di mobilità resta in evoluzione e dove molti marchi europei hanno ancora un forte valore d’immagine.

Il nodo principale riguarda i dazi. Fino a oggi, una vettura europea esportata nel Mercosur era gravata da una tariffa doganale del 35%. Un peso molto alto, che rendeva diversi modelli difficili da posizionare a livello commerciale. Anche il comparto dei ricambi era penalizzato, con tariffe comprese tra il 14% e il 18%, un ostacolo rilevante per aftermarket, manutenzione e componentistica.

Con l’accordo, questo sistema inizierà a cambiare. Le barriere tariffarie non cadranno da un giorno all’altro, ma saranno ridotte progressivamente. L’obiettivo è rendere più fluidi gli scambi tra le due aree e liberare gradualmente gran parte delle esportazioni europee verso il Mercosur. Per il settore automobilistico, questo significa poter costruire strategie più solide, con costi più prevedibili e margini potenzialmente più sostenibili.

Le cifre spiegano bene la portata della partita. Nel 2024 l’export europeo di veicoli a motore verso il blocco sudamericano valeva 4,8 miliardi di euro. Secondo le stime europee, entro il 2040 il valore potrebbe crescere in modo significativo, con oltre 20 miliardi di euro aggiuntivi rispetto ai livelli attuali. Numeri che rendono l’automotive uno dei comparti più interessati dagli effetti dell’intesa.

Il Sudamerica, del resto, rappresenta un mercato con ampi margini di sviluppo. In molti Paesi la motorizzazione individuale è ancora in crescita e la classe media continua a rappresentare un pubblico importante. Per i marchi europei, storicamente apprezzati nell’area, la riduzione dei dazi può offrire l’occasione per recuperare competitività anche di fronte alla crescente pressione dei costruttori asiatici.

Un altro elemento decisivo è la stabilità. In una fase segnata da tensioni geopolitiche, filiere instabili e guerre commerciali, avere regole più chiare aiuta le aziende a pianificare investimenti, lanci di nuovi modelli e strategie produttive. Per chi deve decidere se rafforzare una presenza locale o aumentare l’export, la prevedibilità diventa un fattore fondamentale.

Non mancano però le incognite. L’accordo dovrà convivere con equilibri politici delicati e con possibili iniziative autonome dei singoli Paesi del Mercosur, che potrebbero rendere meno lineare il percorso di integrazione commerciale. Per l’Italia, la prospettiva resta interessante. Stellantis è già fortemente radicata in Brasile con Fiat, mentre la filiera della componentistica potrebbe beneficiare della riduzione delle tariffe. Dopo anni di attesa, l’accordo UE-Mercosur apre dunque una nuova fase: ora toccherà all’industria trasformare questa opportunità in crescita concreta.

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