ANIASA: riforma Codice Strada rischia zona franca per stranieri
Nelle osservazioni inviate al MIT, ANIASA chiede di eliminare la norma che scarica sulle societa di noleggio la responsabilita per le multe non pagate dai clienti residenti allestero

Roma, 14 settembre 2026 – ANIASA, l’associazione che rappresenta in Confindustria i servizi di mobilita, ha presentato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) le proprie osservazioni sulla riforma del Codice della Strada, chiedendo di eliminare la norma che, in caso di mancato pagamento di una sanzione da parte di un cliente residente all’estero, trasferisce l’obbligo economico sulla societa di noleggio proprietaria del veicolo.
Il nodo delle multe ai clienti residenti all’estero
Il punto centrale delle osservazioni presentate da ANIASA riguarda la responsabilita per le infrazioni commesse con veicoli a noleggio. La proposta di riforma del Codice conferma il principio secondo cui e il locatario, cioe chi dispone materialmente e giuridicamente del mezzo, a essere responsabile della sanzione. Il testo pero specifica che, in caso di mancato pagamento da parte di un cliente residente all’estero, le amministrazioni possono rivalersi sulle societa di noleggio. Secondo l’associazione, questo meccanismo contrasta con il principio costituzionale secondo cui “la legge e uguale per tutti”, che dovrebbe valere indipendentemente dal Paese di residenza del conducente.
Il rischio di una “zona franca” per chi non paga
ANIASA avverte che la difficolta di alcune amministrazioni locali nel notificare e riscuotere una multa da un conducente residente all’estero non puo trasformarsi in una responsabilita economica per l’impresa che ha noleggiato il veicolo. “Non si puo trasformare una difficolta amministrativa dello Stato in una responsabilita per l’impresa di noleggio”, sottolinea il presidente ANIASA Italo Folonari. “Se un automobilista residente all’estero commette un’infrazione in Italia, deve essere messo nelle condizioni di pagare la sanzione e deve sapere che quella violazione avra conseguenze effettive. Spostare sul proprietario del veicolo l’onere del mancato pagamento rischia invece di produrre l’effetto opposto: deresponsabilizzare il trasgressore e indebolire la funzione deterrente delle sanzioni”. Il rischio, secondo Folonari, e la creazione di una vera e propria “zona franca” per chi commette infrazioni e non paga, mentre le imprese di noleggio finirebbero per farsi carico delle inefficienze del sistema.
I numeri delle contravvenzioni sulla flotta a noleggio
Secondo i dati diffusi da ANIASA, in Italia si registrano ogni anno circa 3,5 milioni di contravvenzioni elevate nei confronti dei veicoli a noleggio, delle quali il 43% commesse da cittadini non residenti in Italia. Le principali infrazioni riguardano l’accesso a zone a traffico limitato (20% dei casi), il superamento dei limiti di velocita (15%) e la circolazione su corsie riservate ai mezzi pubblici (3%). Nel complesso, la media delle multe sulla flotta a noleggio risulta comunque inferiore a quella registrata sul parco circolante nazionale.
Le proposte di ANIASA: dai pedaggi alla sublocazione
Le osservazioni inviate al MIT non si limitano al tema delle sanzioni stradali, ma toccano diversi aspetti della revisione del Codice che incidono sull’operativita quotidiana delle imprese di noleggio. ANIASA chiede in particolare di fare chiarezza sulla responsabilita per il mancato pagamento dei pedaggi autostradali, applicando lo stesso principio per cui risponde chi ha l’effettiva disponibilita del veicolo. L’associazione chiede inoltre di disciplinare espressamente la sublocazione dei veicoli tra operatori professionali, superando le attuali incertezze interpretative, e di semplificare gli obblighi di comunicazione sulla disponibilita dei veicoli, evitando che la gestione di flotte e contratti si traduca in un ulteriore aggravio burocratico per le aziende.
La proposta di un sistema centralizzato per le sanzioni
Per risolvere alla radice il problema, ANIASA propone di cancellare la norma contestata, di accelerare l’adeguamento dell’Italia alla Direttiva UE 2024/3237 sullo scambio transfrontaliero di informazioni relative alle infrazioni in materia di sicurezza stradale, e di valutare, nell’ambito del recepimento della direttiva, l’introduzione di un sistema ministeriale centralizzato per la gestione e la riscossione delle sanzioni. Un meccanismo che, secondo l’associazione, eviterebbe di scaricare ancora una volta sulle imprese le inefficienze amministrative dello Stato.
Domande frequenti sulla riforma del Codice della Strada e ANIASA
Cosa chiede ANIASA al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti?
ANIASA chiede di eliminare la norma della riforma del Codice della Strada che, in caso di mancato pagamento di una multa da parte di un cliente residente all’estero, trasferisce la responsabilita economica sulla societa di noleggio proprietaria del veicolo.
Quante multe vengono elevate ogni anno ai veicoli a noleggio in Italia?
Secondo i dati ANIASA sono circa 3,5 milioni le contravvenzioni elevate ogni anno nei confronti dei veicoli a noleggio, delle quali il 43% commesse da cittadini non residenti in Italia.
Quali sono le infrazioni piu frequenti commesse con auto a noleggio?
Le infrazioni piu comuni riguardano l’accesso a zone a traffico limitato (20% dei casi), il superamento dei limiti di velocita (15%) e la circolazione su corsie riservate ai mezzi pubblici (3%).
Perche ANIASA parla di rischio “zona franca”?
Secondo il presidente ANIASA Italo Folonari, se il mancato pagamento di una multa da parte di uno straniero ricade sulla societa di noleggio, il trasgressore viene di fatto deresponsabilizzato, indebolendo la funzione deterrente delle sanzioni e creando una sorta di “zona franca” per chi commette infrazioni senza pagarle.
Cosa propone ANIASA come soluzione alternativa?
ANIASA propone di accelerare il recepimento della Direttiva UE 2024/3237 sullo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni stradali e di valutare l’introduzione di un sistema ministeriale centralizzato per la gestione e la riscossione delle sanzioni ai conducenti residenti all’estero.
Quali altre richieste ha presentato ANIASA sulla riforma del Codice della Strada?
Oltre al tema delle multe, ANIASA chiede chiarezza sulla responsabilita per il mancato pagamento dei pedaggi autostradali, una disciplina esplicita per la sublocazione dei veicoli tra operatori professionali e la semplificazione degli obblighi di comunicazione sulla disponibilita delle flotte.
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