Trump apre alle case cinesi per produrre EV negli USA

Il presidente USA apre alla produzione locale di veicoli elettrici da parte di case cinesi, a patto che impieghino lavoratori americani, ma conferma il divieto sulle importazioni dirette dalla Cina

Trump si dice disponibile a stabilimenti cinesi negli USA con manodopera americana, ma mantiene dazi al 100% e divieto di importazione sui veicoli prodotti in Cina, in vista del prossimo incontro con Xi Jinping.
Trump apre alle case cinesi per produrre EV negli USA

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha aperto alla possibilità che le case automobilistiche cinesi costruiscano veicoli elettrici direttamente sul suolo americano, a patto che impieghino manodopera statunitense. Allo stesso tempo, il presidente ha ribadito che resterà in vigore il divieto sostanziale alle importazioni di auto prodotte in Cina, distinguendo nettamente tra investimenti produttivi negli USA e vendita diretta di veicoli made in China.

Cosa ha detto Trump

Le dichiarazioni sono arrivate durante un’intervista rilasciata venerdì 11 settembre 2026 a The Ingraham Angle su Fox News. “If China wanted to come in and open a plant to build their cars here, I’d be okay with that”, ha dichiarato Trump, aggiungendo che eventuali produttori cinesi dovrebbero assumere lavoratori americani. Il presidente ha paragonato l’ipotesi al modello già adottato dai costruttori giapponesi, che da decenni gestiscono stabilimenti produttivi negli Stati Uniti generando occupazione locale.

Trump ha però posto un paletto preciso: non intende consentire ai gruppi cinesi di aprire fabbriche in Messico per poi esportare le vetture assemblate verso il mercato statunitense, aggirando di fatto le barriere doganali attuali.

Il divieto sulle importazioni resta in vigore

Nonostante l’apertura sulla produzione in loco, Trump ha respinto con fermezza l’ipotesi di un allentamento delle restrizioni sulle importazioni dirette di veicoli prodotti in Cina, avvertendo che il mercato americano rischierebbe di essere “sommerso” qualora le barriere attuali venissero rimosse. Attualmente i veicoli cinesi sono di fatto esclusi dal mercato USA grazie a un regolamento del Dipartimento del Commercio, introdotto dall’amministrazione Biden a inizio 2025, che vieta la vendita e la produzione di veicoli passeggeri dotati di hardware e software “connected” riconducibili a Cina e Russia per ragioni di sicurezza nazionale. A questo si sommano dazi superiori al 100% sulle auto elettriche importate dalla Cina, introdotti dall’amministrazione Biden nel 2024 e finora mantenuti dall’amministrazione Trump, che li ha più volte definiti “una delle poche cose giuste fatte da Biden”.

Le reazioni dell’industria americana e del Congresso

La posizione di Trump si scontra in parte con quella dell’industria automobilistica statunitense. L’Alliance for Automotive Innovation, che rappresenta la maggior parte dei costruttori attivi negli Stati Uniti, ha chiesto al Congresso l’introduzione di un divieto permanente su vendita, importazione e produzione di veicoli connessi, hardware e software di provenienza cinese. Sul fronte legislativo, la senatrice Elissa Slotkin (D-MI) e il senatore Bernie Moreno (R-OH) promuovono il Connected Vehicle Security Act, una proposta bipartisan approvata all’unanimità dalla Commissione Commercio del Senato lo scorso luglio e sostenuta anche da Ford, General Motors e dal sindacato UAW. La stessa Slotkin ha paventato il rischio che Trump possa aprire il mercato ai veicoli cinesi come parte di un accordo commerciale più ampio con Pechino, accusa per ora priva di riscontri ufficiali da parte della Casa Bianca.

Segnali non sempre lineari arrivano anche dall’interno dell’amministrazione: nelle scorse settimane Trump ha criticato pubblicamente Ford per i suoi rapporti commerciali con aziende cinesi come il colosso delle batterie CATL e il gruppo Geely, pur elogiando allo stesso tempo gli investimenti del costruttore americano in nuovi stabilimenti sul territorio nazionale.

L’incognita dell’incontro con Xi Jinping

Le parole di Trump arrivano a ridosso di un atteso incontro alla Casa Bianca con il presidente cinese Xi Jinping, previsto nelle prossime settimane. Proprio in vista di quell’appuntamento, alcuni osservatori politici hanno ipotizzato che l’apertura sulla produzione locale possa essere il preludio a concessioni più ampie in chiave negoziale. Al momento, tuttavia, non risultano segnali concreti di un cambio di rotta sui dazi né sulle restrizioni alle importazioni, e lo stesso Trump ha ribadito in più occasioni di considerare la linea dura verso Pechino uno dei capisaldi della propria politica commerciale.

Resta da capire quali gruppi cinesi potrebbero, in teoria, sfruttare un’eventuale apertura alla produzione sul suolo americano: nel dibattito vengono citati soprattutto colossi come BYD e Geely, anche se le regole attualmente in vigore renderebbero un simile scenario estremamente complesso da realizzare nel breve periodo.

Domande frequenti su Trump e le case automobilistiche cinesi

Cosa ha detto esattamente Trump sulle auto cinesi?

Il presidente ha dichiarato di essere disponibile a far costruire veicoli negli Stati Uniti alle case automobilistiche cinesi, a condizione che impieghino lavoratori americani, ma ha escluso di voler riaprire il mercato USA alle importazioni dirette di auto prodotte in Cina.

Le auto cinesi possono oggi essere vendute negli Stati Uniti?

No. Un regolamento del Dipartimento del Commercio introdotto a inizio 2025 vieta di fatto la vendita e la produzione negli USA di veicoli passeggeri con hardware e software connessi riconducibili alla Cina, ai quali si aggiungono dazi superiori al 100% sui veicoli elettrici importati dalla Cina.

Quali case automobilistiche cinesi potrebbero costruire stabilimenti negli USA?

Nel dibattito pubblico vengono citati principalmente BYD e Geely, i due maggiori gruppi cinesi attivi nel settore delle auto elettriche, anche se le regole attuali renderebbero un loro insediamento produttivo negli Stati Uniti particolarmente complesso.

Cosa propone il Connected Vehicle Security Act?

È una proposta di legge bipartisan, promossa dai senatori Elissa Slotkin e Bernie Moreno, che punta a vietare in modo permanente veicoli, hardware e software connessi di provenienza cinese sul mercato statunitense. È stata approvata dalla Commissione Commercio del Senato a luglio 2026 ed è sostenuta da Ford, General Motors e dal sindacato UAW.

Le dichiarazioni di Trump sono legate all’incontro con Xi Jinping?

Le parole del presidente arrivano a ridosso di un atteso incontro alla Casa Bianca con Xi Jinping, ma al momento non ci sono conferme ufficiali che le due questioni siano collegate: la Casa Bianca non ha annunciato alcun piano per allentare le barriere commerciali sull’auto verso la Cina.

Quali dazi sono oggi in vigore sulle auto elettriche cinesi negli USA?

I dazi sulle auto elettriche importate dalla Cina sono al 100%, dopo che l’amministrazione Biden li aveva quadruplicati dal 25% nel 2024. L’amministrazione Trump li ha finora mantenuti invariati.

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