Auto elettriche: rallenta la crescita italiana, quota all’8,1%
E la percentuale di vetture circolanti è solamente lo 0,9%

Le auto elettriche continuano a faticare parecchio sul mercato italiano. Nonostante i buoni numeri degli ultimi mesi, a luglio c’è stato un nuovo rallentamento della crescita delle vetture con la spina e la quota di mercato si è fermata all’8,1%. Un dato lontanissimo da quanto sta avvenendo nel resto d’Europa: non solo nelle regioni scandinave, dove la quota si avvicina al 100%, ma anche nei mercati principali, dove si sfiora il 30% di vetture a zero emissioni.
I dati di luglio 2026
Se lo scorso giugno la quota si era spinta fino al 10,1%, l’ultimo mese concluso ha praticamente dimezzato la vendita di auto elettriche in Italia (5,8% la quota mensile). Con sole 7.183 unità vendute a luglio, con un progresso su base annua del 24,8%, rispetto all’84,7% di giugno. Il progressivo da inizio anno si attesta a 86.003 unità (+70,42% rispetto alle 50.464 del 2025), con una quota di mercato dell’8,10%. Rispetto ai dati dello scorso anno, c’è stato comunque un passo avanti, ma non sufficiente per permettere di riavvicinarsi a quanto avviene nel resto d’Europa.
Infatti, guardando i dati dei primi sei mesi nel Vecchio Continente (non sono ancora disponibili ovunque quelli di luglio), escludendo le regioni scandinave, le quote di mercato BEV più elevate si registrano in Olanda (36,64%) e Belgio (35,72%), ma sono ben oltre il 20% anche i mercati principali, come Germania, Regno Unito e Francia. Solamente la Spagna mostra delle difficoltà, come dalle nostre parti, ma comunque con una quota superiore (9,95%).
Per quanto riguarda le immatricolazioni elettriche su base regionale, i primi sette mesi del 2026 vedono in testa la Lombardia con 16.880 veicoli immatricolati, seguita dal Lazio con 11.133 veicoli e dalla Campania con 9.845 immatricolazioni elettriche. Al quarto posto si trova la Sicilia con 8.061 veicoli immatricolati e chiude la top 5 il Piemonte con 4.975 veicoli BEV immatricolati da inizio anno. Nel complesso, sono sempre le regioni settentrionali (in particolare quelle del Nord Ovest) a farla da padrone, anche se si sta muovendo qualcosa anche nelle regioni meridionali.
Meno dell’1% circolante è elettrico
Questi sono i dati delle immatricolazioni, ma appare ancora più pesante il dato ‘reale’ su quante vetture elettriche circolano effettivamente sulle nostre strade, secondo il rapporto del Servizio Studi della Camera dei Deputati. Si tratta di dati della fine dell’anno scorso, quindi non comprensivi della crescita del primo semestre 2026, però su circa 41,8 milioni di autovetture circolanti in Italia, appena 362.224 erano elettriche. Facendo un rapido calcolo percentuale, solamente lo 0,9% delle vetture erano a zero emissioni, addirittura sotto la soglia minima dell’1%.
Un dato ancora più preoccupante, dunque, perché l’obiettivo per il 2030 è quello di superare i quattro milioni di vetture elettriche circolanti in Italia. Un traguardo molto lontano, visto che, nei prossimi cinque anni, le vetture elettriche dovrebbero moltiplicarsi di oltre dieci volte, rispetto ai numeri del 31 dicembre 2025. E anche il biometano e l’idrogeno, altre due strategie per la decarbonizzazione dei trasporti, propone numeri davvero molto limitati.
Il problema delle auto aziendali
Il ritardo italiano si nota, in particolare, sulle auto aziendali. Solamente il 5% delle vetture elettriche vendute è legato alle aziende e questo è un punto chiave per poter dare uno slancio alle auto a zero emissioni. “Non è più rinviabile almeno una profonda revisione della fiscalità sulle auto aziendali, su cui si è già costituita un’importante convergenza della filiera – le parole di Fabio Pressi, presidente di Motus-E – Del resto, oltre a rappresentare un canale di mercato sempre più centrale, il mondo delle auto aziendali si è mostrato già particolarmente sensibile agli interventi fiscali, e un segnale positivo per imprese e partite IVA porterebbe evidenti benefici al mercato”.
La strategia sulle auto elettriche andrebbe, comunque, portata avanti anche per il resto della popolazione: “Occorre prestare attenzione all’urgenza di dare a cittadini e industria segnali chiari, che consentano di programmare acquisti e investimenti con serenità e consapevolezza – ha proseguito lo stesso Pressi – Parallelamente, occorre una grande operazione verità sui vantaggi economici che già oggi centinaia di migliaia di famiglie potrebbero ottenere passando alla mobilità elettrica, di cui milioni di cittadini europei stanno già beneficiando”.
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