Auto a fine vita: ecco la stretta sulle regole dall’Unione Europea

Obiettivo riciclare i materiali, più difficili le esportazioni

Auto a fine vita: ecco la stretta sulle regole dall’Unione Europea

Si aggiornano le norme per le auto a fine vita ed arriva la stretta da parte dell’Unione Europea, con il nuovo regolamento comunitario (Regolamento UE 2026/1738), in cui si parla della progettazione circolare, con le informazioni su rimozione, recupero e riciclo dei vari componenti delle vetture già disponibili sin dalla progettazione della vettura. E sarà più complicato far uscire dall’UE i veicoli a fine vita, con regole decisamente più rigide sull’esportazione delle vetture.

“Il regolamento non riguarda solo i rifiuti, ma anche la resilienza e il futuro industriale dell’Europa – sono le parole di Stéphane Séjourné, vicepresidente della Commissione per la prosperità e la strategia industriale – Si tratta di andare oltre il riciclo: si tratta di garantire l’accesso a materiali critici e di rendere il nostro settore automobilistico veramente circolare”. Secondo ai dati rilevati dalla Commissione stessa, infatti, ogni anno in Europa tra i 10 e i 12 milioni di veicoli giungono al termine del loro ciclo di vita e diventano rifiuti. E l’UE vuole evitarlo.

Si pensa già alla fine del ciclo vita

Entrando nel dettaglio, con questo nuovo regolamento i costruttori dovranno già pensare, sin dall’avvio della progettazione della vettura, a cosa accadrà alla fine del suo ciclo di vita. Dunque, dovrà essere sostenibile, non solo durante la produzione e l’utilizzo su strada, ma quando sarà pronta per andare in rottamazione. Di conseguenza, dovrà essere più semplice smontare i componenti, sostituirli e recuperarli, così come dovranno essere comunicati tutti i materiali presenti, in modo da conoscere come trattarli ed eventualmente smaltirli.

Questo servirà per rendere tutto il processo più green, ma anche per poter recuperare delle materie prime preziose, che attualmente vengono semplicemente smaltite come rifiuti, creando anche dei problemi ambientali. Con questo nuovo regolamento, l’obiettivo è recuperare e riutilizzare milioni di tonnellate di materiali come acciaio, alluminio, rame e plastica, riuscendo così ad essere meno dipendenti dalle materie prime ‘vergini’, con vantaggi anche economici per l’Europa.

Il futuro, infatti, prevede anche l’arrivo del passaporto digitale di circolarità per i veicoli, in cui saranno contenute tutte le informazioni sui materiali e sui componenti utilizzati per la realizzazione del veicolo. Inoltre, in questo modo, è attesa anche una maggiore disponibilità anche dei ricambi usati. Nel frattempo, il regolamento introduce i primi obblighi europei in tema di plastica riciclata nei veicoli: dovrà arrivare entro il 15% per il 2032 ed entro il 25% per il 2036. Inoltre, la Commissione dell’Unione Europea è attesa alla presentazione di specifici obiettivi di contenuto riciclato per acciaio e alluminio, che dovrebbero venir applicati a partire dal 2033.

Esportazione più complicata

Un altro tema molto importante riguarda l’esportazione di auto usate. L’Unione Europea vuole contrastare il fenomeno dei veicoli esportati come usati, che sono invece già arrivati alla fine del proprio ciclo di vita. Ci saranno controlli molto più stringenti sullo stato dei mezzi prima di essere esportati ed i veicoli dichiarati non più idonei alla circolazione non potranno più essere portati fuori dall’Unione Europea. Anche se questa norma potrà diventare operativa solamente nel 2031, diventando applicabile solo cinque anni dopo l’entrata in vigore del regolamento.

Cosa cambierà per la vendita delle vetture usate? Secondo l’UE non ci saranno cambiamenti sostanziali, per quanto riguarda i privati, ma saranno più controllati i veicoli e sarà dato il via libera al cambio di proprietà solamente a quelli realmente riutilizzabili. Infatti, la documentazione sullo stato del veicolo sarà obbligatoria anche se la transazione avviene tramite le piattaforme online, così come sarà più rintracciabile anche la rottamazione. Proprio per evitare i materiali ancora utilizzabili vengano buttati come rifiuti, ma recuperati e riutilizzati.

Le nuove norme e la loro entrata in vigore

Questo nuovo regolamento europeo è entrato in vigore lo scorso 13 agosto, ma diventerà effettivamente operativo nei prossimi anni. Le prime scadenze, legate agli obblighi dei produttori, saranno applicate solamente tra due anni, dal 1° settembre 2028, mentre la stretta sulle esportazioni entrerà in vigore, come dicevamo, dal 2031. Dall’anno successivo, dovranno essere rispettati i target sulla plastica riciclata, mentre successivamente arriveranno gli obiettivi anche per acciaio e alluminio. Per un’economia europea sempre più circolare.

(foto di Gary Scott da Pixabay)

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