Auto in Europa: prezzi su, margini giù. L’allarme di Verna

L'analisi di Mario Verna (Queen Car Torino): EBIT giù del 17,5% nel primo semestre 2026 a fronte di ricavi in calo dell'1,4%, con la Cina come detonatore

Prezzi in aumento del 40% dal pre-Covid, brand quasi raddoppiati, ma margini in crollo: l'analisi di Mario Verna sulla crisi di redditività dell'automotive europeo, tra pressione cinese e disallineamento tra ricavi ed EBIT.
Auto in Europa: prezzi su, margini giù. L’allarme di Verna

28 agosto 2026 – L’estate caldissima lascerà il posto a un inverno freddissimo per l’industria automobilistica europea. È l’allarme lanciato da Mario Verna, manager automotive e General Manager di Queen Car Torino, in un’analisi pubblicata sul Diario di ForumAutoMotive dedicata alla pressione crescente su prezzi e margini del settore.

Una crisi che rovescia le regole classiche dell’economia

Secondo Verna, quanto sta accadendo nell’automotive rappresenta una vera e propria violazione delle regole dell’economia classica: nella storia degli ultimi decenni, i momenti di rallentamento della domanda hanno sempre determinato una riduzione dei prezzi, un contenimento del numero di operatori e una semplificazione del prodotto. Nel settore auto, dal periodo pre-Covid a oggi, sta accadendo esattamente il contrario. I prezzi sono saliti del 40%, il numero dei brand attivi è passato da 70 nel 2019 a 100 oggi, con una proiezione di 130 marchi entro il 2028, mentre la complessità di prodotto non è mai stata così articolata.

Il vero problema: il disallineamento tra ricavi e redditività

Il punto più rilevante secondo Verna non è il calo isolato dell’EBIT, ma il disallineamento tra fatturato e redditività. Nel primo semestre 2026, sui 15 grandi costruttori analizzati dal CAM, i ricavi sono scesi dell’1,4%, mentre l’EBIT è crollato del 17,5%, attestandosi a 35,6 miliardi di euro. L’EBIT per vettura è sceso a 1.187 euro, contro i 1.409 euro del periodo precedente, una flessione del 14%. In altre parole, l’EBIT scende a una velocità oltre 12 volte superiore rispetto ai ricavi.

“L’auto non sta perdendo solo volumi. Sta perdendo potere di profitto”, scrive Verna, sottolineando come si tratti di una distinzione fondamentale: se il problema fosse semplicemente un calo della domanda, ricavi e profitti scenderebbero più o meno insieme. Invece il rapporto tra -1,4% di ricavi e -17,5% di EBIT indica che ogni euro di fatturato produce oggi molto meno risultato che in passato. Il dato per vettura lo rende ancora più evidente: in un solo semestre sono stati bruciati 222 euro di EBIT medio per ogni automobile venduta.

La Cina come “detonatore” della crisi di redditività

Nell’analisi di Verna, la Cina viene indicata come il detonatore di questa dinamica. La pressione cinese, secondo il manager, non si limita alle automobili made in China che entrano nel mercato europeo, ma si esercita soprattutto sui prezzi e sui margini a livello globale. La guerra dei prezzi scatenata in Cina sta comprimendo la redditività del settore anche sul mercato domestico cinese: secondo i dati citati dalla China Association of Automobile Manufacturers, nei primi cinque mesi del 2026 il margine dei produttori di veicoli cinesi è sceso a circa l’1,5%, un minimo storico.

Un fenomeno che cambia l’economia dell’automobile

Ne emerge, secondo Verna, un fenomeno più profondo di una semplice guerra commerciale: la Cina non starebbe soltanto conquistando quote di mercato, ma contribuendo a cambiare l’economia dell’automobile a livello globale, pur essendo essa stessa vittima di una guerra fratricida interna tra i propri costruttori. La conclusione di Verna è netta: “Il problema dell’automotive europeo non è che vende troppo poco. È che guadagna troppo poco su quello che vende. E questo vale per tutti, anche se qualcuno può spendere di più”.

Domande frequenti sulla crisi di margini nell’automotive europeo

Di quanto sono scesi i margini dei costruttori auto nel primo semestre 2026?

Secondo l’analisi di Mario Verna basata sui dati CAM, sui 15 grandi costruttori analizzati l’EBIT è crollato del 17,5%, a fronte di un calo dei ricavi di appena l’1,4%, con un EBIT per vettura sceso a 1.187 euro dai precedenti 1.409 euro.

Perché i prezzi delle auto sono aumentati nonostante il rallentamento della domanda?

Secondo Verna, l’automotive sta vivendo una “violazione delle regole dell’economia classica”: dal pre-Covid a oggi i prezzi sono saliti del 40% mentre il numero dei brand è aumentato da 70 (2019) a 100 (oggi), fino a una proiezione di 130 entro il 2028.

Che ruolo ha la Cina nella crisi di redditività dell’automotive europeo?

La Cina viene definita da Verna il “detonatore” della crisi: la pressione cinese si esercita soprattutto sui prezzi e sui margini a livello globale, non solo attraverso le esportazioni di auto verso l’Europa.

Anche i costruttori cinesi soffrono di margini bassi?

Sì: secondo i dati della China Association of Automobile Manufacturers citati nell’analisi, nei primi cinque mesi del 2026 il margine dei produttori cinesi è sceso a circa l’1,5%, un minimo storico, a causa della guerra dei prezzi interna al mercato cinese.

Chi è Mario Verna, autore dell’analisi?

Mario Verna è un manager automotive, General Manager di Queen Car Torino, autore dell’analisi pubblicata sul Diario di ForumAutoMotive sulla pressione di prezzi e margini nel settore auto europeo.

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