Auto più care fino a 1.450 euro se la guerra in Medio Oriente si protrae: l’allarme di Federcarrozzieri

Gli effetti legati all'impennata delle quotazioni dell'alluminio

Auto più care fino a 1.450 euro se la guerra in Medio Oriente si protrae: l’allarme di Federcarrozzieri

Il conflitto in atto in Medio Oriente rischia di avere ripercussioni anche sul costo delle auto. Nel caso in cui la guerra che si è scatenata dopo l’attacco all’Iran dovesse prolungarsi, il prezzo di un’auto nuova potrebbe salire mediamente di 1.450 euro. L’allarme arriva da parte di Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, secondo la quale il perdurare del conflitto farebbe lievitare di circa il 5% i prezzi di listino delle vetture, andando dunque a rappresentare un ulteriore spesa diretta per coloro che hanno intenzione di acquistare un’auto nuova nei prossimi mesi.

L’aggravio sull’acquisto di un nuovo veicolo, sarebbe dunque a un’altra conseguenza diretta per le tasche degli italiani derivante dal conflitto mediorientale, aggiungendosi a quello relativo al petrolio, con il già evidente e diffuso caro carburante, per il quale il ministro Matteo Salvini è pronto ad una aprire un tavolo di confronto con le compagnie petrolifere. Oltre al problema del petrolio, c’è anche quello della forte risalita del costo dell’alluminio.

Alluminio ai massimi da quattro anni

Come sottolinea il presidente di Federcarrozzeri Davide Galli, l’alluminio, metallo che ritroviamo mediamente nel 15% di un’auto moderna, ha visto schizzare verso l’alto le proprie quotazioni, arrivando a sfiorare i 3.500 dollari per tonnellata, che rappresenta il livello più alto degli ultimi quattro anni. All’aumento del costo dell’alluminio si aggiunge il blocco navale nello Stretto di Hormuz, che rischia di essere una vera mazzata per tutta la filiera dell’automotive, andando ad incidere sia sulla produzione dei veicoli che sul mercato dei ricambi. In questo quadro già molto complessivo, si aggiungono anche i “rincari a cascata” che potrebbero presto subire i derivati del petrolio (vernici e solventi), così come i costi di essiccazione nei forni industriali alimentati a combustibile liquido, gassoso o elettrico.

Riparazioni e polizze RC Auto più costose

Uno scenario che assume sempre più l’aspetto di una “tempesta perfetta”, con un devastante effetto domino scatenato dalla situazione di stallo dello Stretto di Hormuz e che rischia di pesare fortemente sulle tasche degli italiani, ben oltre i soli rincari dei carburanti. Con il prezzo dell’alluminio in aumento anche le riparazioni diventano più costose, e con esse di conseguenza anche l’assicurazione RC Auto, con le compagnie assicurative spinte ad aumentare le polizze per far fronte a incidenti più onerosi da liquidare.

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