Auto usate, il mercato italiano cresce ancora: a marzo 2026 trasferimenti in aumento del 5,6%
Mercato dell’usato in crescita a marzo 2026: trasferimenti netti e minivolture spingono il comparto
Il mercato delle auto usate in Italia torna a mostrare segnali convincenti. Dopo il miglioramento già emerso a febbraio, marzo 2026 conferma una dinamica positiva e rafforza il ruolo dell’usato come uno dei pilastri della mobilità nazionale. In un contesto in cui l’auto nuova continua a fare i conti con prezzi elevati, tempi di scelta più lunghi e una transizione tecnologica ancora complessa per molti automobilisti, la vettura di seconda mano resta una soluzione concreta e spesso più accessibile.
Mercato auto usate in crescita a marzo 2026: trasferimenti netti e minivolture spingono il comparto
Secondo i dati diffusi da UNRAE, nel mese di marzo sono stati registrati 535.547 trasferimenti di proprietà, dato ancora in attesa di consolidamento, con una crescita del 5,6% rispetto ai 507.190 passaggi dello stesso mese del 2025. Un risultato significativo, che permette al primo trimestre di chiudere in territorio positivo: da gennaio a marzo i trasferimenti complessivi sono stati 1.479.367, pari a un incremento dello 0,7% rispetto allo scorso anno.
A spingere il mercato delle auto usate sono state entrambe le componenti dell’usato. I trasferimenti netti, cioè quelli che riguardano il passaggio effettivo dell’auto al cliente finale, sono aumentati del 3,2%. Ancora più forte il contributo delle minivolture, ovvero i passaggi temporanei a favore dei concessionari e degli operatori professionali, cresciute dell’8,5%. È un dato importante, perché racconta un mercato in movimento anche dal lato dell’offerta: le reti commerciali stanno ricostruendo stock, selezionando vetture e preparando il terreno per le successive rivendite.
Guardando alle alimentazioni, benzina e diesel continuano a dominare il mercato delle auto usate, ma gli equilibri stanno cambiando. Le auto a benzina si confermano al primo posto tra i trasferimenti netti, con una quota del 38,9%. Il diesel, pur restando molto vicino, scende al 37,8% e perde terreno rispetto al passato. Si tratta di un segnale ormai strutturale: il gasolio rimane centrale nell’usato, soprattutto per chi percorre molti chilometri, ma la sua presenza si sta progressivamente ridimensionando.
Il cambiamento più evidente riguarda però le vetture ibride. A marzo hanno raggiunto il 12,5% dei trasferimenti netti, confermando una crescita costante e sempre più solida. L’ibrido viene percepito da molti automobilisti come una soluzione intermedia: più efficiente rispetto alle motorizzazioni tradizionali, ma meno impegnativa dell’elettrico puro in termini di ricarica, abitudini d’uso e prezzo d’acquisto.
La tendenza emerge ancora meglio osservando le minivolture. In questo canale le ibride salgono al 15,2%, mentre le elettriche pure arrivano al 2,1%. Numeri ancora contenuti, soprattutto per le BEV, ma che indicano una presenza crescente delle alimentazioni elettrificate anche nel mercato di seconda mano. Le plug-in si attestano invece al 2,3%, confermando un interesse selettivo ma in lieve aumento.
Un ruolo sempre più rilevante è quello del noleggio, che contribuisce ad alimentare il mercato con vetture relativamente recenti. I ritiri provenienti dal noleggio a lungo termine rappresentano l’11,1% delle minivolture, mentre quelli dal breve termine pesano per il 3,1%. Nel complesso, il noleggio arriva quindi al 14,2% delle minivolture: una quota che conferma quanto questo canale sia diventato strategico per l’usato giovane.
Sul piano geografico, la Lombardia resta il primo mercato italiano, con il 16,1% dei passaggi di proprietà. Seguono Lazio, al 9,8%, e Campania, al 9,2%. Completano il quadro Sicilia e Veneto, rispettivamente con l’8,4% e l’8,0%. La distribuzione riflette il peso delle regioni più popolose e dei grandi bacini urbani, dove la domanda di mobilità privata continua a essere elevata.
Resta però aperto il tema dell’età del parco circolante. Quasi un’auto usata su due ha più di 10 anni: a marzo la quota è del 47,9%. È un dato che richiama l’attenzione su sicurezza, efficienza ed emissioni. Allo stesso tempo, cresce l’interesse per l’usato più recente: le vetture fino a 4 anni rappresentano il 25,2% dei trasferimenti netti, quasi due punti in più rispetto al 2025.
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