BMW Car2Car: il riciclo dei materiali arriva al 51%

Il progetto di ricerca del BMW Group dimostra che i cicli dei materiali di alta qualità dai veicoli a fine vita sono tecnicamente realizzabili su scala industriale

Attraverso il progetto Car2Car, BMW Group e un consorzio di partner industriali e accademici hanno alzato il tasso di recupero dei materiali dal 6% al 51%, con punte dell’81% per l’acciaio.
BMW Car2Car: il riciclo dei materiali arriva al 51%

Monaco di Baviera, 25 agosto 2026 – BMW Group ha reso noti i risultati del progetto di ricerca Car2Car, che dimostra come cicli dei materiali di alta qualità per i veicoli a fine vita siano tecnicamente realizzabili su scala industriale. Grazie a condizioni di lavorazione e selezione ampliate, il cosiddetto “Car2Car rate” è salito dal 6% al 51%, con punte dell’81% per l’acciaio.

Che cos’è il progetto di ricerca Car2Car

Car2Car è un progetto di ricerca dedicato al recupero dei materiali dai veicoli a fine vita per l’impiego in nuove applicazioni automotive. Il consorzio, guidato da BMW AG, riunisce partner dell’industria automobilistica, della produzione di materiali, del settore del riciclo e del mondo accademico: tra questi figurano TU Bergakademie Freiberg, l’Helmholtz Institute Freiberg for Resource Technology, la Technical University of Munich, Scholz Recycling, STEINERT UniSort, thyssenkrupp Steel Europe, Salzgitter Mannesmann Forschung, Aurubis, Novelis Germany e OETINGER Aluminium. L’obiettivo era analizzare a quali condizioni siano possibili cicli dei materiali di alta qualità lungo l’intera catena del valore, dallo smontaggio dei veicoli a fine vita fino alla produzione di nuovi componenti.

Il Car2Car rate sale dal 6% al 51%

Il “Car2Car rate”, come definito dal progetto, indica la percentuale di materiali provenienti da un veicolo a fine vita che può, in linea di principio, essere recuperata con una qualità sufficientemente elevata per il riutilizzo in nuove applicazioni industriali. Utilizzando metodi attualmente standard sul mercato, con lo smontaggio obbligatorio minimo previsto dalla normativa, il progetto ha raggiunto un tasso del 6% su tutti e cinque i gruppi di materiali analizzati (acciaio, alluminio, rame, plastica e vetro). Introducendo ulteriori fasi di lavorazione e selezione — pre-selezione migliorata, processi di triturazione modificati, classificazione, selezione dei flussi tramite sensori e separazione più precisa delle leghe di alluminio — il tasso medio è salito al 51%. Il dato aggregato riflette il fatto che, mentre per i metalli i risultati sono stati molto elevati, per plastica e vetro il recupero di alta qualità resta oggi limitato, abbassando la media complessiva sui cinque materiali.

Acciaio, alluminio e rame: i risultati per materiale

Nel dettaglio, il Car2Car rate è aumentato dall’1% all’81% per l’acciaio, dal 23% al 52% per l’alluminio e dal 48% al 68% per il rame. Si tratta di risultati ottenuti senza smontare i veicoli a fine vita oltre lo smontaggio obbligatorio già standard nel settore prima del riciclo, un elemento che secondo BMW Group rafforza la fattibilità industriale del processo, perché non richiede investimenti aggiuntivi nella fase di disassemblaggio.

Dal rottame ai nuovi componenti: il caso dell’acciaio

Il progetto ha dimostrato in modo particolarmente concreto il potenziale dell’acciaio. Attraverso una selezione mirata del rottame, la contaminazione da rame è stata ridotta in modo significativo, garantendo rottame di acciaio di qualità sufficiente come materiale di partenza per nuovo acciaio piano destinato ad applicazioni automotive moderne; per questo processo BMW Group ha depositato una domanda di brevetto. I cosiddetti steel coils prodotti con questo metodo sono stati integrati nella produzione industriale dopo aver superato i test sui materiali e sulla qualità: in un field test condotto presso il BMW Group Plant Leipzig sono stati realizzati oltre 100.000 componenti di serie destinati all’impiego nei veicoli, dimostrando lungo una reale catena del valore industriale che nuovi componenti possono nascere da veicoli a fine vita.

Plastica e vetro: le sfide ancora aperte

Il progetto Car2Car ha evidenziato che i progressi verso un’economia circolare variano molto a seconda del materiale e della tecnologia disponibile. Per metalli come acciaio, alluminio e rame esistono già processi di riciclo maturi, mentre mancano ancora soluzioni per plastica e vetro in grado di soddisfare gli elevati standard qualitativi richiesti dall’industria automobilistica, a causa dell’ampia varietà di materiali compositi e dei rigorosi requisiti prestazionali. Per un’implementazione industriale su larga scala, BMW Group segnala la necessità di catene di processo scalabili, ulteriori infrastrutture di smontaggio, selezione e riciclo, investimenti dedicati e quadri normativi adeguati.

Le dichiarazioni di BMW Group

«L’economia circolare è parte integrante della strategia aziendale del BMW Group. Car2Car dimostra che il suo pieno potenziale può essere realizzato quando l’intera catena del valore viene ottimizzata. Insieme ai nostri partner, stiamo utilizzando i risultati del progetto per sviluppare nuovi processi e modelli di business che combinino benefici ambientali ed economici e favoriscano la transizione verso un’industria automobilistica circolare», ha dichiarato Alexander Efthimiou, Senior Vice President Business Development di BMW Group.

«Con Car2Car volevamo comprendere a quali condizioni i materiali provenienti dai veicoli a fine vita possano essere riutilizzati nelle nuove automobili. I progressi più significativi sono stati osservati nell’acciaio: siamo riusciti a dimostrare che acciaio piano di alta qualità per applicazioni automotive può essere prodotto a partire da rottami di veicoli a fine vita», ha aggiunto Hilke Schaer, Car2Car project manager di BMW Group.

Domande frequenti su BMW Car2Car

Che cos’è il progetto Car2Car di BMW Group?

È un progetto di ricerca dedicato al recupero dei materiali dai veicoli a fine vita per l’impiego in nuove applicazioni automotive, condotto da BMW Group insieme a un consorzio di partner industriali e accademici lungo l’intera catena del valore.

Cosa indica il “Car2Car rate”?

Il Car2Car rate indica la percentuale di materiali provenienti da un veicolo a fine vita che può essere recuperata con una qualità sufficientemente elevata per il riutilizzo in nuove applicazioni industriali. Nel progetto è salito dal 6% al 51%.

Quali materiali hanno mostrato i risultati migliori?

Acciaio, alluminio e rame hanno mostrato i potenziali di recupero più elevati, con il Car2Car rate dell’acciaio salito fino all’81%. Plastica e vetro restano invece le sfide tecnologiche più complesse da risolvere.

È stato necessario smontare i veicoli in modo più approfondito?

No. I risultati sono stati ottenuti senza smontare i veicoli a fine vita oltre lo smontaggio obbligatorio già standard nel settore prima del riciclo, rendendo il processo più semplice da scalare industrialmente.

Dove sono stati testati i componenti in acciaio riciclato?

Nel field test condotto presso il BMW Group Plant Leipzig sono stati prodotti oltre 100.000 componenti di serie a partire da steel coils realizzati con il metodo sviluppato dal progetto Car2Car, poi installati sui veicoli di produzione.

Chi fa parte del consorzio Car2Car?

Il consorzio riunisce BMW AG, istituti di ricerca come TU Bergakademie Freiberg e Technical University of Munich, e aziende specializzate come Scholz Recycling, STEINERT UniSort, thyssenkrupp Steel Europe, Salzgitter Mannesmann Forschung, Aurubis, Novelis Germany e OETINGER Aluminium.

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