BMW iX3 2026: una produzione sostenibile per l’elettrica tedesca

Le prime consegne sono previste nella seconda metà 2026

BMW iX3 2026: una produzione sostenibile per l’elettrica tedesca

La nuova BMW iX3 è il primo modello della nuova era Neue Klasse del marchio tedesco. Il SUV elettrico è stato sviluppato e verrà prodotto con la sostenibilità in primo piano: dalla catena di fornitura fino alla fase di utilizzo, con misure avanzate di decarbonizzazione implementare lungo la filiera produttiva. Le prime consegne del nuovo veicolo sono attese nella seconda metà del 2026.

La decarbonizzazione nella fornitura

Le leve chiave per ridurre le emissioni di CO2 nella catena di fornitura sono l’uso di materiali secondari ed energia rinnovabile, insieme a innovazioni di prodotto e processo. Questa combinazione di misure ha portato a una diminuzione delle emissioni di CO2 nella catena di fornitura del 35% durante lo sviluppo del prodotto. Inoltre, le celle batteria Gen6 del sistema di accumulo sono composte per il 50% da materiali secondari di cobalto, litio e nichel.

Infine, nella produzione dei materiali anodici e catodici e delle celle vengono impiegate energie rinnovabili. È così che le emissioni di CO2 sono state ridotte del 42% rispetto alle celle Gen5 del modello precedente. In questo modo, l’impronta di CO2 della iX3 50 xDrive è inferiore a quella di un modello comparabile con motore a combustione dopo circa 21.500 km (ciclo WLTP).

Gli interni e lo stabilimento

BMW iX3 2026: una produzione sostenibile per l’elettrica tedesca

Anche l’abitacolo rispecchia questa decarbonizzazione. Il rivestimento del sedile Econeer, disponibile nella versione Essential, propone tessuto, adesivo e imbottitura tutti realizzati in PET. Inoltre, anche il filato tessile utilizzato è costituito interamente da PET riciclato.

Anche lo stabilimento di Debrecen (Ungheria), dove viene prodotta la nuova iX3 è orientato alla sostenibilità. È la prima fabbrica di automobili del Gruppo BMW che opera e produce veicoli senza utilizzare combustibili fossili, come petrolio e gas, in condizioni operative normali. L’unica fonte di energia per alimentare le operazioni del sito è l’elettricità, col 25% proveniente dal fotovoltaico.

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