Bollo Auto d’Epoca, l’A.S.I. si schiera con la Regione Liguria

Il Governo dovrebbe mantenere l'esenzione per i veicoli ultraventennali

Roberto Loi, Presidente dell'A.S.I., e la Regione Liguria credono che la nuova normativa stia creando una grande confusione, con il rischio di colpire un settore considerato un indotto prezioso
Bollo Auto d’Epoca, l’A.S.I. si schiera con la Regione Liguria

Bollo Auto d’Epoca – L’avvocato Roberto Loi, Presidente dell’Automotoclub Storico Italiano, fa eco alle dichiarazioni degli Assessori della Regione Liguria, Enrico Vesco e Pippo Rossetti, secondo i quali il Governo deve mantenere l’esenzione dal pagamento del bollo per le auto e moto storiche dai 20 anni in su.

Secondo la Regione Liguria, lo Stato sta intervenendo su una imposta regionale “obbligando le Regioni ad applicarla senza averne il consenso e, soprattutto, costringendo ad applicarla sulle auto e sulle moto d’epoca con meno di 30 anni, che costringerà molti proprietari a rottamare il proprio veicolo per evitare di pagare un bollo molto elevato. In pratica si passerebbe dagli attuali 28 euro per le auto e 11,39 per le moto, alla tassa di circolazione ordinaria“. Le auto e le moto d’epoca sono considerate da Vesco e Rossetti un indotto prezioso e per questo motivo chiedono al Governo di ritornare sui propri passi confrontandosi con le regioni e le associazioni di categoria.

Dopo l’approvazione della Legge di Stabilità 2015 le Regioni avrebbero dovuto decidere come applicare la nuova normativa dato che hanno autonomia impositiva al riguardo. L’A.S.I. fin da subito ha cercato di far comprendere agli amministratori locali le criticità di questo provvedimento che, a detta sua, non porterà nelle casse le cifre ipotizzate, 3-4 milioni di veicoli ultraventennali, esonerati dal pagamento della tassa di possesso, secondo i promotori della nuova legge. In realtà i numeri sono ben diversi per l’ASI, delegata a certificare tali veicoli, che considera, invece, che su tutto il territorio nazionale non siano più di 375.000.

Liguria, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte hanno mantenuto praticamente inalterata la situazione del 2014, altre regioni, invece, stanno applicando la direttiva, innescando, secondo A.S.I. un problema di fondo che riguarda uno dei fondamenti della Costituzione, che vuole tutti i cittadini uguali di fronte alla legge. “Il rischio è quello di creare una grande confusione, che dimostrerà da un lato l’esigenza di mettere ordine nel settore, evitando si penalizzare un’attività che porta e mantiene posti di lavoro, conciliando dall’altro le esigenze di Stato e Regioni di incrementare le entrate”, si legge in un comunicato dell’Automotoclub Storico Italiano.

Leggi altri articoli in Notizie

Lascia un commento

2 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Paolo Ghirardo ha detto:

    Nell’articolo scrivete che la Liguria ha mantenuto praticamente inalterata la situazione del 2014. A me risulta che in Liguria va pagata la tassa di proprietà, non di circolazione, per i mezzi non trentennali. La lodevole ed intelligente iniziativa degli Assessori della Regione Liguria, Enrico Vesco e Pippo Rossetti, secondo i quali il Governo deve mantenere l’esenzione dal pagamento del bollo per le auto e moto storiche dai 20 anni in su, mi risulta che sia al momento un appello. Prego chiarire. Grazie e saluti.

  • Leonardo ha detto:

    Da ligure posso confermare l’osservazione del Sig. Ghirardo. L’iniziativa presa da Vesco, del cui intento ero a conoscenza, e appoggiata da Rossetti è niente più che un “appello” al Governo centrale. Se oggi un proprietario di autoveicolo o motoveicolo ’86 – ’95 si reca a pagare la tassa, si sente chiedere la cifra totale. Per cui è INESATTO e FUORVIANTE dire che la situazione è inalterata in liguria. Lo è in altre Regioni, mentre anche la lombardia ha ritoccato lievemente la propria decisione (pagano ridotto le auto iscritte ASI, RIAR etc. mentre prima l’esenzione era automatica).

Articoli correlati