Codice della Strada: se il pedone attraversa di corsa e viene investito, di chi è la colpa?

Generalmente è colpa dell'automobilista, ma ci sono delle eccezioni

Codice della Strada: se il pedone attraversa di corsa e viene investito, di chi è la colpa?

Ecco un vero e proprio dubbio comune a moltissime persone. Siete su una normale strada urbana, vi state recando a lavoro ma senza particolare fretta. E’ una bella giornata e tutto procede bene quando all’improvviso succede il disastro: un ragazzo attraversa di corsa la strada, lo vedete all’ultimo e non riuscite ad evitarlo. Purtroppo lo centrate in pieno e per cercare di schivarlo urtate altre auto. Che succede ora?

La colpa è del pedone che attraversa correndo 

In queste circostanze abbiamo deciso di trovare una risposta sulle pagine specifiche del settore, ovvero quelle specializzate in legge, presenti anche sul web. Fino a qualche tempo fa abbiamo sempre sentito la celebre frase “Il pedone ha sempre ragione“. Una prassi più che una regola, generalmente vera ma con molta approssimazione. Pare che questa tendenza stia leggermente ed inesorabilmente tramontando. Il tutto è cambiato circa 2 mesi fa, quando si è verificato un caso alquanto comune: un pedone ha attraversato la strada con il cellulare in mano, completamente distratto. Un’auto non è riuscita ad evitarlo ma un tribunale ha deciso di decretare il concorso di colpa del pedone, ritenendolo corresponsabile dell’incidente. 

Sia la giurisprudenza che la Cassazione hanno quindi deciso di modificare la prassi, affidando una parte della colpa al pedone che attraversa la strada non curante delle auto che passano, di corsa o con il telefono in mano. Nelle circostanze però più particolari, si può anche arrivare ad affidare l’intera colpa del sinistro al solo pedone, senza cui probabilmente l’incidente non si sarebbe mai verificato. 

Il caso 

Un’altra vicenda simile è avvenuta qualche mese fa a Roma, quando un ragazzo ha attraversato di corsa una strada a scorrimento veloce, priva di strisce pedonali e con spartitraffico centrale. Una vettura che viaggiava a 77 km/h contro i 70 km/h consentiti l’ha colpito in pieno, uccidendolo. La famiglia della vittima ha instaurato una causa per il risarcimento della morte del familiare e il conducente, dopo aver subito un processo penale per omicidio colposo è stato assolto. La Cassazione si è pronunciata in merito affermando che, anche se ci fossero state delle strisce pedonali, la conclusione sarebbe stata la stessa dal momento che un pedone che attraversa di corsa una statale a scorrimento veloce non è in alcun modo prevedibile, essendo consentito viaggiare fino a 70 km/h. 

Le condizioni però sono queste: il pedone deve attraversare in modo improvviso ed imprevedibile ed il conducete dell’auto deve riuscire a provare tale circostanza (prova liberatoria), oltre al fatto di non poter evitare l’impatto in alcun modo. 

E se viaggio sopra al limite massimo di velocità? 

Generalmente costituisce un’aggravante per il conducente del veicolo ma alcune volte, come nel caso di Roma sopra descritto, una velocità superiore di soli 7 km/h potrebbe risultare ininfluente per modificare l’esito della circostanza. I giudici, in quel caso, hanno stabilito che la situazione non sarebbe mutata anche nel caso in cui l’automobilista avesse rispettato i 70 km/h consentiti dalla legge. 

Leggi altri articoli in Auto

Lascia un commento

1 commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Roberto Venezia ha detto:

    che mi ricordi io un pedone deve guardare prima e durante se c è traffico farsi vedere prima di attraversare non in bici no monopattino

Articoli correlati