Colonnine ogni 60 km: cosa prevede il regolamento AFIR
Il regolamento europeo AFIR impone colonnine rapide ogni 60 km sulla rete Ten-T e pagamenti con carta di credito

Il regolamento europeo AFIR (Alternative Fuel Infrastructure Regulation), approvato nell’aprile 2023, sta entrando nel vivo della sua attuazione: entro il 31 dicembre 2025 lungo i principali assi autostradali della rete transcontinentale Ten-T dovevano già essere disponibili punti di ricarica rapida da almeno 150 kW ogni 60 chilometri in ogni direzione di marcia, mentre dal 1° gennaio 2027 scatterà l’obbligo di accettare le normali carte di credito e bancomat anche sulle colonnine più datate.
Il regolamento AFIR e i tre pilastri della ricarica elettrica
L’Unione Europea ha individuato tre pilastri fondamentali per lo sviluppo della mobilità sostenibile attraverso l’AFIR: la capillarità delle infrastrutture di ricarica lungo le principali arterie stradali, la possibilità di pagare con i normali strumenti di pagamento senza registrazioni o app dedicate, e la trasparenza dei costi mostrati chiaramente prima dell’avvio della ricarica. Si tratta di tre requisiti pensati per rendere l’utilizzo dei veicoli elettrici realistico su lunghe percorrenze, superando le principali criticità lamentate finora dagli automobilisti: scarsità di colonnine, sistemi di pagamento complicati e costi poco trasparenti.
Colonnine ogni 60 km sulla rete Ten-T: la capillarità imposta da Bruxelles
Il primo pilastro riguarda la capillarità della rete: Bruxelles ha stabilito che, già entro il 31 dicembre 2025, lungo i principali assi autostradali europei definiti dalla rete transcontinentale Ten-T dovessero essere disponibili punti per la ricarica rapida con potenza di almeno 150 kW ogni 60 chilometri in ogni direzione di marcia, con un obbligo di 600 kW totali come minimo per ogni infrastruttura. Per i mezzi pesanti, con potenza minima di 350 kW per punto di ricarica, l’obbligo di copertura è fissato al 15% dell’estensione della rete Ten-T, con l’obiettivo di arrivare al 100% entro il 2030.
Pagamento con carta di credito, addio app obbligatorie
Il secondo pilastro del regolamento riguarda la possibilità di pagare la ricarica tramite Pos con i normali strumenti come carte di credito, di debito e bancomat, senza dover necessariamente registrarsi o disporre di un’app o di una tessera Rfid specifica dell’operatore. L’installazione del lettore di carte o del Pos contactless è già obbligatoria dall’aprile 2024 per tutte le colonnine di potenza superiore ai 50 kW installate da quella data, ma dal 1° gennaio 2027 l’obbligo si estenderà anche alle colonnine della stessa potenza già esistenti prima del 2024, che dovranno essere adeguate. Per i punti di ricarica sotto i 50 kW resta invece consentito un sistema di pagamento digitale sicuro come un QR Code che rimandi a una pagina web dell’operatore per il pagamento diretto, senza obbligo di registrazione.
Trasparenza dei costi e dati in tempo reale
Il terzo pilastro riguarda la trasparenza dell’informazione sui costi: il prezzo dell’energia deve essere mostrato chiaramente sul display della colonnina prima dell’avvio della ricarica, con importi indicati per singolo kWh, per minuto o per sessione di ricarica. I gestori delle colonnine, tecnicamente definiti Cpo (Charging Point Operator), hanno inoltre l’obbligo di rendere disponibili in tempo reale ad app e navigatori i dati relativi a posizione, potenza e disponibilità effettiva di ciascun punto di ricarica, comprese le informazioni su stato libero, occupato o fuori servizio.
L’Italia rispetto alla media europea: dati e criticità
Secondo l’analisi divulgata a luglio dall’organismo indipendente Transport & Environment, l’Italia si sta muovendo meglio di quanto si potrebbe pensare: a giugno 2026 l’89% delle principali arterie stradali italiane risultava dotato di una colonnina ad alta potenza ogni 60 km, contro una media continentale del 79%. I dati diffusi a luglio da Motus-E, l’associazione degli operatori della mobilità elettrica, riportano un totale di 84.564 punti di ricarica a uso pubblico in Italia, in aumento di 17.000 unità nei dodici mesi precedenti, di cui il 53% di tipo veloce o ultraveloce come richiesto dal regolamento Ue. In autostrada i punti di ricarica sono 1.516 (contro i 1.159 di giugno 2025), a copertura di oltre il 50% delle aree di servizio. Permane però una criticità: il 12,3% delle infrastrutture risulta installato ma non ancora operativo (era il 14,9% nel 2025), soprattutto per ritardi nell’allacciamento alle reti locali di distribuzione dell’energia. A questo si aggiungono i problemi legati alle colonnine fuori servizio per guasti, danneggiamenti — incluso il fenomeno dei furti di cavi in rame — o per l’occupazione degli stalli da parte di veicoli con motore a combustione.
Domande frequenti sul regolamento AFIR e le colonnine ogni 60 km
Cos’è il regolamento AFIR?
L’AFIR (Alternative Fuel Infrastructure Regulation) è il regolamento europeo approvato nell’aprile 2023 che punta a rendere l’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici più efficiente e capillare in tutta l’Unione Europea, attraverso obblighi su copertura territoriale, modalità di pagamento e trasparenza dei costi.
Da quando è obbligatoria una colonnina ogni 60 km?
L’obbligo di avere punti di ricarica rapida da almeno 150 kW ogni 60 chilometri lungo i principali assi della rete Ten-T, in ogni direzione di marcia, era fissato al 31 dicembre 2025, una scadenza già trascorsa al momento della piena attuazione degli altri obblighi del regolamento.
Da quando tutte le colonnine dovranno accettare la carta di credito?
Le colonnine con potenza superiore ai 50 kW installate dall’aprile 2024 devono già accettare pagamenti tramite Pos con carta di credito o bancomat. Dal 1° gennaio 2027 l’obbligo si estenderà anche alle colonnine della stessa potenza installate prima di quella data.
Come deve essere indicato il prezzo della ricarica alle colonnine?
Il regolamento AFIR impone che il costo dell’energia sia mostrato chiaramente sul display della colonnina prima dell’avvio della ricarica, con importi espressi per kWh, per minuto o per sessione, così da garantire piena trasparenza all’utente.
Come si posiziona l’Italia rispetto agli obblighi del regolamento AFIR?
Secondo Transport & Environment, a giugno 2026 l’89% delle principali arterie stradali italiane era già dotato di una colonnina ad alta potenza ogni 60 km, un dato superiore alla media europea del 79%, anche se resta un 12,3% di infrastrutture installate ma non ancora operative.
Quante colonnine di ricarica pubbliche ci sono oggi in Italia?
Secondo i dati Motus-E diffusi a luglio 2026, in Italia sono attivi 84.564 punti di ricarica pubblici, in crescita di circa 17.000 unità nei dodici mesi precedenti, di cui oltre la metà di tipo veloce o ultraveloce.
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