Colonnine per auto elettriche in Italia: quanto costano e come scegliere la ricarica più conveniente
Crescono le colonnine in Italia ma al Sud sono ancora poche
Le colonnine di ricarica per auto elettriche in Italia stanno aumentando rapidamente, ma la rete non è ancora distribuita in modo uniforme su tutto il territorio. Come evidenziato da Altroconsumo se nel Nord del Paese trovare un punto di ricarica è ormai abbastanza semplice, nel Centro e soprattutto nel Sud la situazione resta più complicata. Le colonnine sono meno numerose e, in alcuni casi, quelle installate non sono ancora attive o funzionano solo parzialmente.
Crescono le colonnine per auto elettriche in Italia ma al sud sono ancora poche
Ricaricare l’auto fuori casa, infatti, non è immediato come collegarla alla presa del proprio garage. I prezzi possono cambiare in base all’operatore e alla formula scelta, ma soprattutto alla potenza della colonnina utilizzata. È proprio la potenza, infatti, a determinare quanto velocemente la batteria si ricarica. Le colonnine pubbliche si dividono principalmente in tre categorie: lente, fast e ultrafast. Ognuna ha caratteristiche, tempi e costi differenti.
Le più diffuse sono le colonnine a ricarica lenta, con potenza fino a 50 kW. Si trovano soprattutto nei centri urbani, nei parcheggi pubblici, nei supermercati o nelle aree commerciali. Sono pensate per soste abbastanza lunghe, ad esempio mentre si lavora o si fanno commissioni. Con questo tipo di colonnina una ricarica completa può richiedere mediamente tra due e cinque ore. Il prezzo dell’energia si aggira intorno ai 0,69 euro per kilowattora.
Le tariffe però non sono sempre identiche. Alcuni operatori applicano un prezzo fisso durante tutta la giornata, mentre altri prevedono costi diversi a seconda dell’orario. In alcuni casi la differenza tra la fascia più economica e quella più costosa può arrivare anche al 30%. Per orientarsi tra le varie offerte esistono app dedicate che permettono di confrontare i prezzi delle diverse reti di ricarica e individuare la soluzione più conveniente.
Oltre al pagamento a consumo, molti operatori offrono anche formule alternative. Una delle più diffuse è l’abbonamento mensile, che consente di acquistare una certa quantità di energia a prezzo fisso. Per esempio, alcune offerte prevedono circa 40 kWh al mese per poco più di 20 euro, mentre pacchetti più grandi possono arrivare a 100 o 200 kWh mensili. Un’altra possibilità è quella dei pacchetti prepagati. In questo caso si acquista in anticipo una certa quantità di energia da utilizzare entro un periodo di tempo limitato, di solito tra tre e sei mesi. I prezzi possono partire da circa 50 euro e arrivare fino a oltre 200 euro per i pacchetti più grandi.
Quando si ha bisogno di ricaricare più velocemente entrano in gioco le colonnine fast. Hanno una potenza compresa tra 50 e 150 kW e permettono di ricaricare la batteria in tempi decisamente più brevi rispetto alle colonnine urbane tradizionali. Sono particolarmente utili durante gli spostamenti o quando non si può lasciare l’auto collegata per molte ore. In media una ricarica completa richiede tra un’ora e un’ora e mezza. Il costo dell’energia è leggermente più alto e si aggira intorno ai 0,75 euro per kWh.
Il livello più avanzato è rappresentato dalle colonnine ultrafast, le più veloci attualmente disponibili. Superano i 150 kW di potenza e in alcuni casi possono arrivare anche a 350 kW. Sono pensate soprattutto per i viaggi lunghi, ad esempio lungo le autostrade, dove è importante poter ricaricare rapidamente per ripartire dopo una breve sosta. In condizioni ideali queste colonnine permettono di recuperare gran parte dell’autonomia dell’auto in circa 15-25 minuti. Naturalmente la velocità ha anche un costo più elevato: il prezzo medio dell’energia può arrivare a circa 0,86 euro per kWh.
Per quanto riguarda il pagamento, la modalità più semplice resta quella a consumo, conosciuta anche come pay-per-use. È la soluzione più flessibile perché si paga soltanto l’energia utilizzata. Per questo motivo è particolarmente adatta a chi ricarica solo occasionalmente o principalmente durante i viaggi.
Gli abbonamenti mensili possono invece risultare più convenienti per chi utilizza l’auto elettrica tutti i giorni e percorre molti chilometri, come i pendolari. I pacchetti prepagati rappresentano invece una soluzione intermedia, utile per chi ricarica con una certa frequenza ma non sempre nello stesso modo.
Un altro aspetto da considerare è la stagione. Durante l’inverno, infatti, le basse temperature possono ridurre l’autonomia delle auto elettriche anche dal 5 al 25% rispetto ai valori dichiarati dai produttori. In pratica, un’auto che sulla carta può percorrere circa 450 chilometri con una carica potrebbe scendere a un’autonomia compresa tra 330 e 420 chilometri quando fa molto freddo. Il freddo infatti può influire anche sui tempi di ricarica.
Nel complesso, la rete di ricarica italiana continua comunque a crescere. Oggi nel Paese sono installati oltre 70.000 punti di ricarica pubblici, anche se non tutti risultano effettivamente attivi. Secondo le stime più recenti circa l’85% delle colonnine è operativo. Rimane però il problema della distribuzione geografica, con una forte concentrazione nel Nord del Paese.
Per questo motivo, almeno per ora, chi guida un’auto elettrica deve ancora pianificare con un minimo di attenzione le soste per la ricarica. Conoscere le diverse tipologie di colonnine, capire come funzionano le tariffe e scegliere la formula più adatta alle proprie esigenze può fare una grande differenza, sia nei tempi di ricarica sia nel costo finale del pieno di energia.
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