Cop26, accordo su emissioni zero entro il 2040: Case automobilistiche scettiche

Diversi costruttori perplessi sull'accordo

Cop26, accordo su emissioni zero entro il 2040: Case automobilistiche scettiche

Com’era nei timori di molti, la Cop26 di Glasgow rischia di chiudersi con un buco nell’acqua. Le elevate aspettative riversate sulla conferenza delle Nazioni Unite dedicata alla lotta al cambiamento climatico hanno buone probabilità di essere disattese.

La conferma o meno si avrà venerdì, giornata di chiusura dell’evento, quando verrà reso noto il documento finale della Cop26, ma dalla cui bozza emerge che, a causa soprattutto dell’opposizione di alcuni Paesi come l’Arabia Saudita, non c’è alcuna indicazione certa sullo stop all’utilizzo dei carburanti fossili

Emissioni zero entro il 2040 a livello globale

Dalle anticipazioni riportate dal Financial Times, relativamente all’automotive, il documento prevederebbe un accordo globale per azzerare “le emissioni delle nuove auto entro il 2040”. Un target però che non convincerebbe molti Paesi, che non hanno intenzione di sottoscrivere tale impegno, così come i grandi costruttori dell’auto, anch’essi scettici e che dunque potrebbero rifiutarsi di firmare l’intesa. 

Volkswagen e Toyota le più perplesse

A proposito di perplessità delle Casa automobilistiche, sarebbero Volkswagen e Toyota, secondo la testata britannica, a manifestare i dubbi maggiori. Il colosso di Wolfsburg, spiega il Financial Times, avrebbe già reso noto il proprio rifiuto alla sottoscrizione dell’accordo, mentre Toyota starebbe negoziando il proprio impegno, che al momento rende comunque meno probabile la propria adesione all’intesa. 

Dubbi sull’intesa anche da Stati Uniti, Cini e Germania

Ma non sono solo i costruttori di auto a esprimere scetticismo per l’accordo che dovrebbe includere l’impegno a “lavorare affinché tutte le vendite di nuove auto e furgoni siano a emissioni zero” entro il 2035 nei principali mercati ed entro il 2040 a livello globale. Ci sono infatti anche Paesi di primissimo piano come Stati Uniti, Cina e Germania che non avrebbero ancora ratificato l’accordo.

BMW tra gli scettici

Volkswagen e Toyota avrebbero manifestato le loro perplessità evidenziando la necessità di rispettare le differenti esigenze di sviluppo di mercati e regioni, oltra alla questione della mancata adesione della Cina all’accordo relativo allo stop sul ricorso al carbone per la produzione di energia. Scettica anche BMW che non dovrebbe firmare l’intesa, ribadendo che l’addio ai motori a combustione termica richieda maggiore gradualità rispetto alle tempistiche previste. 

Le Case pronte a firmare l’intesa

Dalla parte di chi invece è intenzionata a sottoscrivere l’accordo ci sono General Motors e Volvo, pronte ad abbandonare le motorizzazioni endotermiche rispettivamente nel 2035 e nel 2030, così come Daimler, che punta di arrivare al 2030 con il 100% di vendite elettriche, e Ford, che ha fissato il target del 40% delle vendite complessive composto da veicoli elettrici entro la fine del decennio. 

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