De Rosa (SMET): “L’Europa dell’auto entra nella fase che avevamo previsto”

L'analista SMET: impianti sottoutilizzati e domanda debole spingono i costruttori europei verso i gruppi cinesi

De Rosa (SMET) analizza la trasformazione dell'industria automotive europea: dai costruttori cinesi visti come concorrenti a partner industriali indispensabili, con il caso Cassino-Maserati come banco di prova.
De Rosa (SMET): “L’Europa dell’auto entra nella fase che avevamo previsto”

L’analista De Rosa, di SMET, torna a intervenire sul futuro dell’industria automobilistica europea con una riflessione che parte da un punto fermo: lo scenario di svolta che da tempo veniva anticipato si starebbe ora concretizzando sotto gli occhi di tutti. Impianti che lavorano ben al di sotto della loro capacità produttiva e una domanda ancora debole starebbero spingendo i costruttori europei ad aprire le porte ai gruppi cinesi, non più solo come concorrenti ma come partner industriali necessari per mantenere attivi gli stabilimenti.

Il settore automotive europeo al bivio, secondo SMET

Secondo De Rosa, il punto di svolta per l’automotive europeo era prevedibile da tempo. Oggi, sostiene l’analista, i fatti sembrano confermare questo scenario: la sovraccapacità produttiva unita a una domanda debole sta modificando in profondità i rapporti tra i costruttori europei e i gruppi cinesi.

Il ragionamento si basa su un cambio di prospettiva: i gruppi cinesi non vengono più percepiti soltanto come concorrenti da contrastare sul mercato, ma sempre più spesso come partner industriali indispensabili per mantenere attivi gli stabilimenti europei e preservare i volumi produttivi.

Il caso Cassino e le ipotesi su Maserati

Nel suo intervento, De Rosa cita esplicitamente il caso dello stabilimento di Cassino e le ipotesi che coinvolgono Maserati come un banco di prova significativo di questa trasformazione. Un esempio che, secondo l’analista, non va letto come un fenomeno isolato, ma come il segnale di una trasformazione strutturale che sta attraversando l’intera industria automobilistica europea.

Da concorrenti a partner: un cambio di paradigma

Per anni, ricorda De Rosa, la sfida per l’Europa è stata considerata soprattutto difensiva: proteggere il proprio mercato dall’avanzata dei costruttori cinesi. La realtà attuale, secondo l’analista, sarebbe però diversa e per certi versi ribaltata: sono ormai molte le aziende europee ad aver bisogno della Cina per continuare a produrre sul territorio europeo.

Le previsioni: quote di mercato in crescita e nuove joint venture

De Rosa individua due fenomeni che, a suo giudizio, si svilupperanno in parallelo e molto rapidamente. Da un lato, le quote di mercato dei costruttori cinesi in Europa continueranno a crescere in modo significativo. Dall’altro, un numero crescente di piattaforme industriali e stabilimenti oggi appartenenti a marchi europei diventerà oggetto di partecipazioni, joint venture o cessioni verso gruppi cinesi.

Non si tratterebbe, secondo l’analista, di uno scenario proiettato in un futuro lontano: la dinamica potrebbe anzi accelerare già nei prossimi mesi.

La vera partita: tecnologia, batterie e intelligenza artificiale

Il nodo centrale, per De Rosa, riguarda il ruolo che l’Europa saprà ritagliarsi nei prossimi dieci anni: se restare protagonista nello sviluppo delle tecnologie, delle piattaforme software, delle batterie e dell’intelligenza artificiale applicata all’automobile, oppure limitarsi a mettere a disposizione capacità produttiva per progetti sviluppati altrove.

Secondo l’analista, chi governerà la tecnologia governerà anche la catena del valore, e il vantaggio competitivo si starebbe spostando rapidamente verso l’Oriente.

Il commento integrale di De Rosa

“Da tempo sostengo che il settore automotive europeo sarebbe arrivato a un punto di svolta. Oggi i fatti sembrano confermare quello scenario. Con impianti che in molti casi lavorano ben al di sotto della loro capacità e una domanda ancora debole, i costruttori europei stanno progressivamente aprendo le porte ai gruppi cinesi. Non più soltanto come concorrenti, ma come partner industriali indispensabili per mantenere attivi gli stabilimenti e preservare i volumi produttivi. Il caso di Cassino e le ipotesi che coinvolgono Maserati rappresentano un banco di prova significativo. Ma non è un fenomeno isolato. È il segnale di una trasformazione strutturale dell’industria automobilistica europea. Per anni si è pensato che la sfida fosse semplicemente difendere il mercato europeo dalla Cina. La realtà è che oggi sono molte aziende europee ad aver bisogno della Cina per continuare a produrre in Europa. La domanda decisiva, però, non è se arriveranno investimenti cinesi. Arriveranno. A mio giudizio, assisteremo molto rapidamente a due fenomeni paralleli. Da un lato, le quote di mercato dei costruttori cinesi in Europa continueranno ad aumentare in modo significativo. Dall’altro, sempre più piattaforme industriali e stabilimenti oggi appartenenti a marchi europei saranno oggetto di partecipazioni, joint venture o cessioni a gruppi cinesi. Non parlo di un orizzonte lontano. Ritengo che questa dinamica possa accelerare già nei prossimi mesi. La vera questione è quale ruolo avrà l’Europa nei prossimi dieci anni. Saremo protagonisti nello sviluppo delle tecnologie, delle piattaforme software, delle batterie e dell’intelligenza artificiale applicata all’automobile, oppure ci limiteremo a mettere a disposizione capacità produttiva per progetti sviluppati altrove? Chi governerà la tecnologia governerà anche la catena del valore. E oggi il vantaggio competitivo si sta spostando rapidamente verso Oriente. Avevamo previsto questa evoluzione. Oggi stiamo assistendo alla sua concreta realizzazione.”

De Rosa, SMET

Domande frequenti

Chi è De Rosa di SMET?

De Rosa è un analista legato a SMET che segue da tempo le dinamiche dell’industria automobilistica europea, con particolare attenzione al rapporto tra i costruttori del continente e i gruppi cinesi.

Perché viene citato lo stabilimento di Cassino?

Secondo De Rosa, il caso di Cassino e le ipotesi che coinvolgono Maserati rappresentano un banco di prova della trasformazione in corso, in cui i gruppi cinesi passano dal ruolo di concorrenti a quello di partner industriali per i costruttori europei.

Cosa prevede l’analista per i prossimi mesi?

De Rosa prevede una crescita rapida delle quote di mercato dei costruttori cinesi in Europa e un aumento delle joint venture e delle cessioni di stabilimenti europei a gruppi cinesi, con una possibile accelerazione già nei prossimi mesi.

Qual è secondo De Rosa la vera sfida per l’Europa?

Per l’analista, la sfida decisiva riguarda la tecnologia: mantenere un ruolo da protagonista nello sviluppo di piattaforme software, batterie e intelligenza artificiale applicata all’auto, oppure limitarsi a fornire capacità produttiva per progetti sviluppati altrove.

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