Guido Tocci, General Manager di Dacia: “Con futuREady vogliamo rafforzare una mobilità accessibile, essenziale e robusta”
Guido Tocci sintetizza le strategie di Dacia per il futuro
“Allacciate le cinture, si parte con il piano futuREady”. È con questa formula diretta, semplice ma ricca di significato che Guido Tocci, General Manager di Dacia, sintetizza la nuova fase del marchio, tracciando una traiettoria che guarda al 2030 con obiettivi chiari: consolidare la leadership del brand nella mobilità accessibile, essenziale e robusta, accelerare l’elettrificazione della gamma, ampliare l’offerta e rafforzare la presenza nel segmento C.
Guido Tocci con un post su LinkedIn sintetizza le strategie di Dacia per il futuro
Il messaggio è netto e racconta bene la filosofia che Dacia vuole portare avanti nei prossimi anni. “L’obiettivo per il 2030 è consolidare la posizione di Dacia come leader nella mobilità accessibile, essenziale e robusta”, sottolinea Tocci, ribadendo come il marchio intenda crescere senza allontanarsi dai suoi valori fondanti. In un mercato sempre più complesso, attraversato da una profonda trasformazione tecnologica e industriale, Dacia sceglie dunque di restare fedele a una formula che negli ultimi anni le ha consentito di conquistare una quota di pubblico sempre più ampia.
Al centro della nuova roadmap c’è il piano futuREady, presentato in anteprima da Francois Provost in occasione dello Strategy Day del Renault Group. Un piano che, come lascia intendere il nome stesso, punta a preparare Dacia alle sfide del futuro senza snaturarne l’identità. Tocci lo riassume in modo efficace: “Acceleriamo l’elettrificazione, ampliamo la gamma e rafforziamo la nostra presenza nei segmenti chiave, mantenendo sempre il focus sull’accessibilità”.
Tra i progetti più rilevanti emersi in questa fase c’è sicuramente Dacia Striker, modello destinato a consolidare la presenza del marchio nel segmento C. “Striker rappresenta un passaggio importante per Dacia”, osserva Tocci. “È un crossover che unisce la dinamicità di una station wagon, la praticità di una berlina spaziosa e l’altezza da terra di un SUV”. Una descrizione che evidenzia con precisione la volontà del marchio di proporre un prodotto trasversale, capace di intercettare esigenze diverse e di inserirsi in una fascia di mercato sempre più strategica.
Con una lunghezza di 4,62 metri, il nuovo modello si presenta come una proposta concreta per chi cerca spazio, versatilità e un’impostazione moderna, senza rinunciare alla razionalità economica che da sempre accompagna il brand. “Striker vanta un design moderno, robusto e dettagli innovativi”, viene spiegato nell’ambito della presentazione, con una gamma motori che comprenderà versioni ibride, ibride 4×4 e GPL. Un’impostazione che conferma il pragmatismo di Dacia: offrire soluzioni differenziate, adatte a mercati e clienti con necessità differenti, senza inseguire mode effimere.
Uno degli elementi più rilevanti riguarda il prezzo. “Il tutto sarà proposto con un prezzo d’ingresso inferiore a 25.000 euro”, sottolinea Tocci, rimarcando un punto che per Dacia resta centrale. “Vogliamo mantenere il miglior value for money possibile e ampliare l’accesso alla mobilità elettrificata”. In altre parole, l’evoluzione tecnologica non dovrà tradursi in un allontanamento dai clienti tradizionali del marchio, ma in una nuova opportunità per rendere più accessibili contenuti finora riservati a segmenti superiori.
La strategia delineata guarda però oltre il solo Striker. Tra i punti salienti della Roadmap 2030 emerge infatti un piano articolato di elettrificazione. “Lanceremo quattro veicoli 100% elettrici entro il 2030”, afferma Tocci, indicando già una prima soglia d’ingresso molto precisa: “Si partirà da un nuovo modello di segmento A con un prezzo inferiore a 18.000 euro”. È un passaggio cruciale, perché conferma l’intenzione di Dacia di presidiare la mobilità elettrica con la stessa filosofia che ha reso popolari modelli come Sandero e Duster: semplicità, concretezza e prezzo competitivo.
L’elettrificazione della gamma sarà progressiva ma strutturale. “L’intera gamma sarà elettrificata”, viene ribadito, “con l’obiettivo che due terzi delle vendite siano rappresentati da veicoli elettrificati”. Una quota significativa, che racconta la volontà di accompagnare il cambiamento del mercato senza forzature, ma con una visione industriale precisa.
All’interno di questa evoluzione ci sarà spazio anche per uno dei modelli simbolo del marchio. “La prossima generazione di Sandero offrirà motorizzazioni multi-energia, mantenendo il miglior rapporto prezzo-prestazioni”, spiega Tocci. Un’affermazione che ribadisce quanto Dacia consideri essenziale non interrompere il legame con la propria clientela storica, proponendo tecnologie nuove ma sempre in un quadro di sostenibilità economica.
Un altro elemento chiave della strategia riguarda la valorizzazione di due pilastri storici del brand. “Continueremo a essere leader nei 4×4 accessibili e nelle soluzioni GPL”, sottolinea il General Manager di Dacia. È una dichiarazione che non lascia spazio a dubbi: mentre molti costruttori ridisegnano rapidamente le loro gamme, Dacia intende continuare a presidiare aree dove ha costruito una credibilità solida, rispondendo a una domanda reale di mobilità semplice, robusta e funzionale.
Tocci lo sintetizza in una visione precisa: “Vogliamo rafforzare la presenza di Dacia in nuovi territori, ma restando fedeli a ciò che siamo”. Per il brand si apre così una nuova fase. E, a giudicare dalle parole di Guido Tocci, la direzione è già tracciata: più elettrificazione, più presenza nel segmento C, più accessibilità. Sempre con la stessa promessa di fondo.
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