Lutto nel mondo dei rally: è scomparso Alex Fiorio

Ha conquistato 9 podi con Lancia nel Mondiale rally

Lutto nel mondo dei rally: è scomparso Alex Fiorio

Una triste notizia colpisce il mondo dello sport e dei motori, in particolare dei rally: all’età di 61 anni è scomparso Alex Florio. Ex pilota della Lancia nel Mondiale Rally dalla seconda metà degli anni ’80 alla prima metà del decennio successivo, sotto la guida del padre Cesare. Aveva annunciato via social, nei primi giorni dello scorso mese di giugno, di essere stato colpito da una forma di tumore allo stomaco, che gli è stata ora purtroppo fatale. Nel corso della sua carriera, aveva ottenuto nove podi (sei secondi posti e tre terzi), diventando vice campione del mondo nel 1989.

Prima la neve e poi i motori

La sua vita sportiva, tuttavia, non era iniziata subito nel mondo dei motori. Infatti, era stata la neve il suo primo amore, in cui aveva già mostrato il suo talento. A soli 17 anni, Alex Fiorio era diventato campione italiano di discesa libera e gigante con i colori dello Ski Club Cervino, superando anche le prove necessarie per diventare maestro di sci. Tuttavia, le auto erano la sua vera passione e, nei primi anni ’80, arrivava il passaggio alle quattro ruote. Inizialmente con il Panda Ice Trophy e con il Campionato Fiat Uno, prima di approdare nel mondo dei rally.

Il suo nome viene così legato indissolubilmente con la Lancia e, in particolare, la Delta. Inizialmente riuscendo a conquistare il titolo mondiale del Gruppo N, per poi entrare nel WRC, dove scrive le pagine più importanti della sua carriera. Nel 1989 concluse il Mondiale al secondo posto, alle spalle di Miki Biasion, in una stagione che confermò il suo ruolo tra i protagonisti della scena internazionale. Il suo bilancio nel Mondiale Rally comprende nove podi, con sei secondi posti e tre terzi posti. Numeri che raccontano la continuità di un pilota capace di confrontarsi ai massimi livelli durante una delle epoche più competitive e spettacolari della disciplina.

Dalla strada al muretto

Quando Lancia decise di lasciare le competizioni, Alex Fiorio continuò a correre saltuariamente nel Mondiale con Ford e Mitsubishi, per poi passare dall’altra parte della ‘barricata’, cioè al muretto. Nel 2000 arrivò infatti una nuova sfida, questa volta nel ruolo di team manager nel motociclismo. Fiorio guidò l’Honda Benetton Playlife Racing Team nella classe 125 del Motomondiale, lavorando con Masao Azuma, Mirko Giansanti e Stefano Bianco. Quella esperienza si concluse con la conquista del titolo costruttori, realizzando così un altro successo in carriera.

Dal 2001 al 2004 Fiorio proseguì il proprio percorso manageriale nel BMW Cibiemme Team, impegnato nei campionati FIA Super Produzione e Turismo. In quegli anni lavorò con diversi piloti, tra cui Gianni Morbidelli, Paolo Ruberti, Stefano Gabellini e Salvatore Tavano, oltre all’esperienza di Sandro Sardelli e Michele Rugolo in Formula Nissan.

Il lavoro per i giovani

Tuttavia, i rally erano sempre nel suo cuore, così iniziò a lavorare per e con i giovani. Insieme all’amico ed ex pilota Alex Bruschetta, Fiorio diede vita alla Rally University, un progetto nato con l’obiettivo di trasferire alle nuove generazioni l’esperienza maturata in tanti anni di competizioni. La sede fu realizzata proprio all’interno del comprensorio della Masseria Camarda, dove venne ricavata una pista sulla quale decine di giovani aspiranti piloti poterono avvicinarsi al mondo delle competizioni su strada, imparando le tecniche e le nozioni fondamentali per affrontare un rally.

L’ultimo grande progetto di Alex Fiorio è stata la Fiorio Cup, una competizione pensata per scoprire e valorizzare nuovi talenti del rally. La manifestazione è ora arrivata alla quinta edizione e nel corso degli anni ha visto alternarsi alcuni dei protagonisti più interessanti della specialità. Tre edizioni sono state vinte dal pluricampione italiano Andrea Crugnola, una da Andrea Mabellini, mentre nel 2024 il successo è andato a Kalle Rovanpera, già due volte campione del mondo WRC nel 2022 e nel 2023. Anche in questo caso, Alex Fiorio aveva scelto di mettere la propria esperienza al servizio di chi cercava di costruire una carriera nel motorsport. Mancherà a tutto l’ambiente.

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